domenica, 20 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

LA RICOSTRUZIONE
Pubblicato il 28-03-2017


terremoto gentiloniFlessibilità e terremoto. Questi i temi di confronto ancora aperti su cui il governo stra trattando con Bruxelles. Il Premier, Paolo Gentiloni, dice chiaramente che il negoziato con Bruxelles per strappare nuova e necessaria flessibilità. Lo fa nel corso della conferenza stampa sulle misure messe in campo dal governo per il sostegno ai territori colpiti dal terremoto. “Sul tema del Patto di stabilità e dei suoi margini c’è una discussione in corso con la Commissione Europea che non riguarda solo l’Italia. La flessibilità nell’attuazione di queste norme è necessaria, oltre che possibile”, afferma il presidente del Consiglio. Che, poi, conferma gli impegni a correggere dello 0,2 per cento, per un totale di 3,4 miliardi di euro, la legge di Bilancio. Si tratta della ‘manovrina’ chiesta da Bruxelles e in mancanza della quale l’Italia andrebbe incontro a una procedura di infrazione per deficit eccessivo. Non si tratterà, però, di una manovra fatta solo di correzioni. “Il decreto che faremo a metà aprile”, spiega Gentiloni, “sarà correttivo, certo, ma anche di crescita”. E qui Gentiloni conia una definizione nuova nel vocabolario politico economico: un ‘Dec’, un documento economico per la crescita in cui inserire anche il fondo per la ricostruzione di oltre un miliardo l’anno per tre anni. “Il fondo ci servirà a fare tre cose: misure per la ricostruzione nel cratere del terremoto, misure di sostegno al reddito, misure per la sicurezza degli edifici anche oltre il cratere. Credo sia un modo per dare un messaggio di continuità alle popolazioni rispetto a un lavoro che va avanti dalla metà di agosto. Ma è anche il modo per raccogliere sollecitazioni e richieste che nel corso di queste settimane si erano manifestate”, spiega Gentiloni per poi sottolineare: “La creazione del fondo per le zone colpite dal terremoto non inciderà sull’indebitamento netto”.

Gentiloni continua spiegando che “dopo questo passaggio, ci saranno quelli del Def, il 10 aprile, “che ci darà le prime informazioni per quanto riguarda il bilancio di fine anno”, e soprattutto la ‘manovrina’ da approvare entro il 30 aprile. Il terzo appuntamento è quello dell’autunno, con la preparazione della legge di Bilancio per il 2018. Passaggi non banali, visto il pressing da più parti per evitare manovre depressive che vanifichino quanto fatto negli ultimi tre anni di legislatura con l’obiettivo di far ripartire la crescita.

Ma c’è dell’altro: il passaggio di aprile coincide con la chiusura del congresso del Pd. E le tensioni interne potrebbero avere delle conseguenze con pressioni eventuali sulle decisioni e gli orientamenti dell’esecutivo. Matteo Renzi è ancora in vantaggio sugli inseguitori Andrea Orlando e Michele Emiliano. Ma l’ex segretario eviterebbe volentieri di tornare alla guida del partito nel momento in cui il governo, di cui il Pd è azionista di maggioranza, aumenta tasse e accise. A dare una mano a Gentiloni potrebbero arrivare i due appuntamenti elettorali europei: in Germania e Francia, infatti, le urne sembrano destinate a favorire le forze europeiste e progressiste. Se così fosse, l’Italia troverebbe delle sponde importanti per fare passare il suo messaggio di stop all’austerity ed avere più margini così da evitare misure impopolari.

Si diceva del terremoto e dei finanziamenti per la ricostruzione. Gentiloni ne parla dopo la riunione svolta in mattinata a Palazzo Chigi con e i presidenti Nicola Zingaretti (Lazio), Luca Ceriscioli (Marche), Catiuscia Marini (Umbria), Luciano D’Alfonso (Abruzzo), il commissario per la ricostruzione, Vasco Errani, e il capo del dipartimento Protezione civile, Fabrizio Curcio. Le cifre parlano di un fondo da oltre un miliardo l’anno per tre anni per la ricostruzione e il sostegno alla crescita. “Abbiamo riunito stamattina una cabina di regia assieme al commissario Errani, al direttore della Protezione Civile Curcio e ai presidenti delle quattro Regioni colpite dai terremoti in questi sette mesi. Un metodo di lavoro molto importante e un messaggio che guarda l’impegno del governo e si tradurrà nel decreto che faremo a metà aprile”. “In questo decreto – aggiunge Gentiloni – inseriremo un fondo alla ricostruzione che sarà un fondo rilevante dell’ammontare di oltre un miliardo l’anno per i prossimi tre anni”. Nell’istituire il fondo, l’esecutivo si muove per tre direttrici: “Misure per la ricostruzione nel cratere del terremoto, misure di sostegno al reddito, misure per la sicurezza degli edifici anche oltre il cratere”. Un modo, per Gentiloni, di dare un “messaggio di continuità alle popolazioni rispetto a un lavoro che va avanti dalla metà di agosto”.

“Completeremo in un tempo ragionevole i sopralluoghi che mancano, sono cominciate le consegna delle abitazioni di emergenze che nelle prossime settimane acquisirà ritmi più consistenti. Si sta lavorando, dopo qualche ritardo iniziale, la rimozione delle macerie, ed è cominciata la costruzione delle 21 scuole sulle quali ci eravamo impegnati. Mentre facciamo questo lavoro è in conversione al Senato il decreto approvato alla Camera che da un contributo al processo, accelerando la realizzazione delle abitazioni di emergenza, assicurando la validità dell’anno scolastico”. Insomma la parola d’ordine è fare in fretta.

Oreste Pastorelli, deputato del Psi e componente della commissione Ambiente della Camera accoglie positivamente i nuovo finanziamenti annunciati dal governo. “Da situazioni drammatiche come quella che stanno vivendo i cittadini delle province colpite dai terremoti – afferma Pastorelli – si può uscire solo attuando provvedimenti straordinari. E’ da accogliere con favore, dunque, lo stanziamento di tre miliardi in tre anni per i comuni del cratere annunciato dal premier Gentiloni, così come la richiesta di flessibilità rivolta all’Europa.  L’auspicio, però, è che questi fondi vengano utilizzati per istituire delle Zone Economiche Speciali e delle Zone Franche Urbane – così come previsto dalla nostra pdl presentata qualche settimana fa – che prevedano l’esenzione totale dalle tasse per cittadini e imprese e abbattano la burocrazia che sta mettendo in ginocchio interi comparti produttivi”.

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