mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Roma, città abbandonata.
Dalla sua sindaca
Pubblicato il 23-03-2017


Benvenuti all’inferno. La Capitale è pronta a quattro giorni di panico, che rilegheranno i romani in casa. Oggi c’è lo sciopero dei taxi. Domani e dopodomani le celebrazioni dei Trattati di Roma. E domenica come se non bastasse il blocco “ecologico” delle auto.

Una città abbandonata a se stessa. Perché il sindaco è in vacanza a sciare sull’Alpe di Siusi. In una settimana cruciale per la città di Roma si gode il “riposo forzato” (da chi?). Gli impegni della settimana non erano di poco conto. Oltre alle due sedute riguardanti le vicende giudiziarie dell’amministrazione capitolina e lo stadio della Roma, oggi la sindaca avrebbe dovuto partecipare alla commemorazione dell’eccidio nazifascista delle Fosse Ardeatine, dove 73 anni fa furono trucidate 335 persone: in fondo, un fatto di poco conto nella storia della capitale! Assente ingiustificata. Soprattutto da una sensibilità civica obiettivamente difettosa, lacuna di peso non irrilevante per quella che dovrebbe essere la prima cittadina (che come tale dovrebbe avvertire quel lontano massacro come un’inguaribile ferita nell’anima della comunità).

Assente ingiustificata riguardo la protesta dei tassisti che oggi paralizzerà la città: forse avrà pensato che il suo in materia lo ha già dato, presentando la sua solidarietà (a scopo elettorale) poco prima che si scatenassero non dimenticati disordini. La politica, quella vera, è anche presenza e i post su Facebook con i quali si invita la categoria al “senso di responsabilità, specie in vista della celebrazione dei 60 anni del trattato di Roma”, non sono neanche un succedaneo; semplicemente non servono a nulla. Ammesso e non concesso che dietro questa bizzarro modo di esprimere interesse per quanto avviene per le strade della Capitale serenamente impegnati a molti chilometri di distanza in qualche centro benessere, non ci sia il big del Grande Fratello, cioè il “grande fratellino” sacerdote emerito della comunicazione pentastellata, Rocco Casalino.

Assente ingiustificata anche sull’organizzazione di giornate cruciali e importanti per Roma chiamata a ospitare il mondo per giunta a poche ore di distanza dall’attentato di Londra con tutto quello che ne consegue a livello psicologico (peraltro legittimamente) per i cittadini della Città Eterna. E poi le proteste, le manifestazioni annunciate; però non disturbatela, un’ultima discesa e poi potrà dedicarsi anche a tutti noi. Solcando le piste delle Alpi di Siusi, sembra ripetere in faccia a una collettività stressata la famosa frase di Rhett Butler in via col Vento: “Francamente me ne infischio”. Ovviamente dall’alto delle immacolate nevi, non ha nemmeno il tempo di valutare l’impatto che una giornata di “stop” ecologico potrà avere sui nervi già particolarmente provati di cittadini che non avevano in programma di andare a Courmayeur, ma si sarebbero accontentati anche di una semplice gita domenicale a Frascati

Felici che la sindaca torni rigenerata, ma ci poniamo una domanda. Era proprio necessario sfuggire alle proprie responsabilità per concedersi la settimana bianca proprio questa “ricca” settimana? Le ferie sono un diritto ma i neo-assunti (e lei come sindaco lo è) normalmente se le possono concedere quanto meno dopo un anno (se va bene). E poi: due anni fa su Ignazio Marino si abbatté un uragano di polemiche a causa delle sue vacanze negli Usa e ai Caraibi in un periodo, peraltro, in cui la Capitale è normalmente vuota e la maggior parte dei romani è fuori per le vacanze estive. Lo scandalo nacque perché in un funerale (che è legato alla morte, evento per definizione imprevedibile) i Casamonica si abbandonarono a uno show disgustoso. Ma qui gli eventi erano prevedibilissimi (è da almeno sessantanni che si sa che il 25 marzo 2017 avremmo festeggiato il sessantennio dei trattati di Roma; ed è dalla fine della guerra in poi che i sindaci a Roma vanno a onorare la memoria delle vittime delle Fosse Ardeatine) e per giunta di un valore politico decisamente superiore a un rito funebre pacchianamente spettacolarizzato. La domanda allora sorge spontanea: ma a cosa serve un sindaco se quando la città ne ha bisogno fa la turista sulla neve?

Valentina Bombardieri
Blog Fondazione Nenni

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