lunedì, 25 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Andrea Malavolti:
Edogan, mamma li turchi…
Pubblicato il 13-03-2017


Caro Direttore,
in vista del referendum che si terrà il 16 aprile nel paese della Mezzaluna, il premier Erdogan sta dando il peggio di sé. Innanzitutto sta islamizzando sempre di più il suo paese costituzionalmente laico dai tempi di Ataturk – l’esatto contrario di quanto fece Siad Barre in Somalia con l’aiuto decisivo di Bettino Craxi e dell’allora ministro degli esteri Gianni De Michelis -, ci ricatta per la questione dei migranti, inasprisce l’assurda guerra contro gli eroici curdi e adesso ha anche assunto una posizione isolazionista che fa leva sull’orgoglio turco e sull’identità nazionale in chiave anti UE che non lo vuole. Un anonimo funzionario dell’Unione Europea disse anni fa, quindi in tempi relativamente non sospetti: “La Turchia in Europa? Ma vogliamo portarci in casa 70 milioni di mussulmani?”. Come diceva Renzo Arbore, meditate gente, meditate…

Grazie per l’attenzione,
Andrea Malavolti

Andrea Malavolti

Sono socialista da sempre. Nacqui a Reggio Emilia nel 1962 da una famiglia per metà modenese da parte di padre e per l'altra metà reggiana da parte di madre. Per questa mia natura ereditata di "mezzosangue" la mia metà modenese è una sfegatata tifosa del Modena FC (mi dispiace Direttore, conosco benissimo la tua fede granata sponda Regia) ma la mia parte reggiana tifa nel basket per la Grissin Bon Re. Vivo da sempre a Correggio (RE). Nel 1987 mi sono laureato in Lingue e Letterature Straniere Moderne all'Università di Bologna . Lavoro attualmente come giornalista freelance di moda e di sport.

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Commenti all'articolo
  1. Compagno Andrea, basta parlare con qualsiasi turco non “erdoganizzato” per scoprire chi è Erdogan e nell’interesse di quale Paese agisce. In Turchia perfino i bambini sanno che questo signore è un agente degli americani che lo hanno “comprato” da quando la Turchia, agli inizi dell’ “era-Erdogan” sembrava a un passo dal,’ingresso in UE. Un’Europa con il valore aggiunto, militare,demografico, economico e simbolico della Turchia, gli Usa non la avrebbero mai accettata. Da quel momento è iniziata l’opera di distruzione.
    Saluti, Mario.

  2. P.s. Aggiungo che di sicuro l’anonimo funzionario UE non è un socialista. Noi socialisti non dovremmo discriminare in base alla religione dei popoli, siano sette o settanta milioni, siano cristiani o musulmani o altro.

  3. Grazie per la tua risposta compagno Mario. Sì, e poi sappiamo tutti che la Turchia è una grande potenza economica e che fa “golosi” affari anche con il nostro paese. Io che lavoro nel settore delle riviste di moda ne so qualcosa, abbiamo un sacco di inserzionisti turchi, ma naturalmente “pecunia non olet”.
    Buona serata,
    Andrea

  4. Non puoi però negare caro compagno Mario che esista una questione islamica legata soprattutto agli attentati terroristici da parte di Daesh. Poi è chiaro, ci sono islamici che si integrano perfettamente e che Dio li benedica, ma ci sono anche 20enni figli di mussulmani integrati che riscoprono le loro radici e si arruolano nell’Isis.

  5. Caro Compagno Andrea, non nego che la questione esista, per carità. Ma non credo che sia una questione islamica, piuttosto “islamista”. La differenza è sottile, ma esiste. È un po’come in quelle pagine de “Il nome della rosa” in cui frate Guglielmo si sforza di spiegare al giovane Adso le differenze, piccole ma importanti, fra i vari gruppi “eretici” del Cristianesimo dell’epoca. Non lo fa per sofismo e neanche per difendere l’eresia in sé ma perché ritiene che sia giusto distinguere in quanto la distinzione protegge l’identità e l’individualità.
    Cordiali saluti, Mario.

  6. Caro compagno Mario, non sono ottimista come te sulla questione islamista. L’Isis è in Libia, a due passi dalla Sicilia. E poi ci sono gli attentati terroristici in Europa, soprattutto in Francia. L’Italia, nonostante il riconosciuto valore della sua intelligence, sarà risparmiata? Mi auguro di sì.

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