martedì, 25 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Andrea Malavolti:
L’attentato di Orly e i quotidiani italiani
Pubblicato il 20-03-2017


Caro Direttore,
l’attacco all’aeroporto di Orly riaccende l’attenzione dei giornali sul tema della sicurezza. Secondo Repubblica, i vertici della sicurezza nazionale restano convinti che il terrorismo jihadista colpirà anche in Italia. Non è fatalismo, viene spiegato, “ma l’analisi dei segnali aggiornata continuamente e che mostra aspiranti kamikaze privi di armi ma capaci di usare qualunque strumento per cercare di uccidere: un coltello, un auto, un camion”. Una minaccia che si cerca di contrastare ogni giorno, con ottomila soldati a presidiare piazze e monumenti e con la richiesta agli agenti di girare sempre armati, anche quando sono fuori servizio.

Il Messaggero tra gli altri dà voce ad alcuni esperti di sicurezza degli scali. Tra le maggiori criticità al riguardo l’impossibilità di verificare tutte le auto che entrano nel perimetro dell’aeroporto, come si fa in Israele, o di piazzare i metal detector all’ingresso dell’aerostazione, come si fece, ma solo per alcune settimane, a Bruxelles dopo l’attentato del 22 marzo dello scorso anno. Misure che, viene detto, creano un rischio supplementare: provocano code e file di persone al di fuori degli edifici, “che diventano a loro volta facili obiettivi dall’esterno”.

“I piccoli incidenti si stanno moltiplicando e credo che la tensione sia destinata ad aumentare. Le elezioni francesi sono cruciali, i vertici dell’Isis cercheranno di influenzarne l’esito con una campagna di attentati. La sicurezza è destinata a tornare al centro della campagna” dice al Corriere l’intellettuale francese Pascal Bruckner, recente autore di un saggio sull’islamofobia.

Si legge infine su Libero: “Calma, camerati e nostalgici del Duce. Benito Mussolini avrà avuto certo delle virtù. Ma, anche a prescindere dalle abominevoli leggi razziali, ha avuto un torto immarcescibile: è stato lo statista che ha trasformato l’Italia in un avamposto filomusulmano del mondo occidentale. Quasi quasi è stato un leader italo-arabo, le cui conseguenze si stanno trascinando ancora oggi, dato che siamo la terra di approdo privilegiata da qualunque migrante della Mezzaluna”. (Dalla newsletter Pagine Ebraiche)

Andrea Malavolti

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