mercoledì, 26 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Antonio Ciuna:
Il fallimento della politica dei trasporti
Pubblicato il 14-03-2017


Gentile Direttore Mauro Del Bue,

È di qualche giorno la notizia che la ex Compagnia di bandiera ALITALIA dal 27 c.m. a causa delle forti perdite economiche è costretta a cancellare dall’aeroporto dello Stretto di Reggio Calabria, 56 voli settimanali da e per: Roma 38, Milano 14,Torino 4. La Compagnia Alitalia già da tempo aveva allertato le autorità locali, regionali e del governo centrale delle gravi difficoltà economiche a mantenere il servizio ed aveva anche suggerito alle stesse autorità di ricorrere alle agevolazioni finanziarie che la Comunità Europea mette a disposizione dei governi europei per assicurare la continuità territoriale in particolari regioni.
La Compagnia aerea fino ad oggi non ha ricevuto alcuna risposta dalle autorità sopra citate.
Le due città metropolitane di Reggio Calabria e Messina vengono ancora una volta ad essere penalizzate per la totale mancanza di importanti infrastrutture di collegamento con le altre regioni italiane e per i precari collegamenti sullo Stretto per l’insufficienza e dei mezzi navali e dalla inefficienza del porto di Tremestieri che molte volte subisce l’insabbiamento delle invasature a seguito delle forti mareggiate provocate dai forti venti di scirocco.
La grave crisi di molte compagnie aeree è nota da tempo.
Gli ambientalisti e i populisti hanno sempre sostenuto che nel nostro Paese e in particolare nel Meridione non era necessario realizzare grandi infrastrutture per velocizzare i trasporti su terra, in quanto nel tempo i trasporti delle persone e delle merci sarebbero avvenute per via aerea.
Risulta evidente che tale politica dei trasporti è stata ed è fallimentare, in particolare modo per alcune zone importanti delle due regioni della Sicilia e della Calabria.
Non si comprende inoltre la disparità di comportamento e di valutazione dei populisti e degli ambientalisti,nel realizzare le grandi opere pubbliche nel nostro Paese,detti movimenti si sono sempre opposti che tra la Sicilia e la Calabria venisse realizzata, anche se finanziata da capitale privato, la grande infrastruttura di attraversamento stabile dello Stretto, adducendo che sarebbe stata una cattedrale nel deserto e che erano prioritari attivare e ultimare prima i lavori per la messa in sicurezza del territorio,assicurare l’erogazione dell’acqua potabile in ogni abitazione, migliorare la percorribilità delle strade,risanare gli alvei dei torrenti, esisteva inoltre il pericolo di infiltrazioni mafiose nel realizzare la grande infrastruttura. Detti movimenti adesso,dopo aver apportato delle modifiche al progetto originale sopprimendo la realizzazione dei grattacieli, hanno dato il loro benestare perché nella città eterna venga realizzato la grande infrastruttura dello Stadio quando a qualche centinaio di chilometri da Roma migliaia di sfollati da mesi continuano a soffrire il freddo e le intemperie sotto le tende a causa della distruzione totale delle loro case e delle loro economie per i gravi fenomeni tellurici.
La realizzazione del grande stadio romanista ha già provocato nei Dirigenti della squadra laziale la richiesta di poter realizzare anche loro il già progettato stadio in altra zona della città.
Viene spontaneo pensare quindi che per opportunità politica, molti movimenti facilmente modificano i loro principi morali ed etici tanto sbandierati nelle loro campagne elettorali.

Cordiali saluti

Antonio Ciuna

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