giovedì, 21 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Antonio Ciuna:
La mafia e lo sbarco in Sicilia
Pubblicato il 06-03-2017


Gentile direttore Mauro Del Bue,

su un giornale del Nord del nostro Paese nei giorni scorsi è apparso un nuovo  commento sullo sbarco degli Alleati in Sicilia (luglio 1943). In passato altri commenti sono stati fatti su tale importante operazione militare. Alcuni di questi commenti hanno in comune una forma di enfatizzazione della Mafia nel senso che tale organizzazione criminale avrebbe avuto un ruolo importante nel facilitare l’occupazione dell’isola da parte degli Alleati avendo fornito a  quest’ultimi preziose informazioni sulle fortificazioni e sul dislocamento delle forze armate degli eserciti dell’Asse (italiani e tedeschi) nell’intera isola nonché per avere avuta la stessa mafia la capacità di contattare i combattenti italiani di molte unità operative al fronte e nelle retrovie inducendoli a disertare dai loro reparti.
E’ inconfutabile che la Mafia non ha avuto e non poteva avere alcuna influenza significativa nel favorire o meno le operazioni belliche dello sbarco degli Alleati in Sicilia, per i seguenti motivi :
1.  dopo l’azione repressiva quanto mai efficace del Prefetto Mori (1925 – 1930) e del Procuratore Generale Luigi Gianpietro che riuscirono a scompaginare in buona parte le organizzazione criminali della Sicilia Occidentale, la Mafia,anche se il Fascismo non riuscì a eliminarla del tutto. è certo che fino alla fine degli eventi bellici in Sicilia, Agosto 1943,non ebbe alcuna significativa rilevanza operativa nelle azioni militari che si svolsero nell’isola. La Mafia in quel periodo traeva solo un certo vantaggio economico nel gestire il mercato nero e l’abigeato (furto di bestiame).
2 . E’ importante far presente inoltre  che, in un territorio governato in quel periodo dalla Dittatura e in un momento di massima all’erta in previsione dell’l’imminente sbarco degli Alleati nel territorio nazionale, le autorità militare, fin dal mese di marzo 1943, istituirono  nel’isola posti di blocco in tutti i nodi stradali, attuando uno stretto controllo sui movimenti delle persone e delle merci  Per spostarsi da una località all’altra occorreva il rilascio di un lasciapassare da parte delle autorità fasciste locali.Quindi era quanto mai difficile se non impossibile per i civili o mafiosi poter raggiungere i combattenti dislocati lunghe le coste o nelle immediate retrovie.

3 . Il Comando Supremo Alleato per lo sbarco in Sicilia, retto dal  enerale Eisenhower,per gli efficaci servizi di informazione e americani e inglesi e in possesso inoltre delle nuove e più sofisticate  apparecchiature di fotogrammetria aerea, molto prima dello sbarco, era già perfettamente a conoscenza della inesistenza di valide fortificazioni lunghe le coste siciliane.Sulle spiagge dell’intera isola ,dotate di poche batterie  costiere, il Genio Militare aveva potuto realizzare solo un insieme di cavalli di frisia (ostacolo difensivo in telaio di legno avvolto con filo spinato) e qualche casamatta o piccolo fortino per cannoni di piccolo calabro e per mitragliatrici realizzati nel promontori e lunghe le strade statali più importanti per ostacolare le truppe  Alleate ,le quali operarono sul campo di battaglia nella assoluta padronanza dei cieli e  dei mari della Sicilia  ed individualmente erano dotati di armi moderne e più efficaci di quelle italiane , inoltre avevano l’appoggio di validi  mezzi corazzati e veicoli per la mobilità delle truppe.

Ciò detto non si riesce  a comprendere quindi le motivazioni di fondo che spingono alcuni giornali a diffondere  presunte operazioni di valenza militare da parte della mafia  prima e durante lo sbarco delle truppe Alleate in Sicilia.
 Per verità storica il servizio di spionaggio americano durante il conflitto reclutò un numero limitato di membri  che militavano nell’antifascismo siciliano e questi riuscirono a dare importanti informazioni militari sul dislocamento in Sicilia delle Forze Armate dell’Asse.Certamente il Servizio di informazione americano riuscì  pure a sfruttare a proprio vantaggio anche la Mafia per assicurarsi durante l’occupazione una migliore governabilità dei centri urbani dell’isola attraverso il coinvolgimento interessato del boss Siculo – Americano  Lucky Luciano che aveva stretti legami con i boss locali fra i quali Calogero Vizzini e Genco Russo .
Nel dopoguerra e nel periodo della ricostruzione del Paese e della crescente e inarrestabile urbanizzazione delle città, la mafia  si affermò  con maggiore violenza nel controllo e dominio e del territorio e delle sue economie, nell’imprenditoria edilizia,nello sfruttamento della prostituzione e dal vantaggioso traffico delle droghe. Lo sviluppo dell’attività criminosa  fu certamente favorita dalla  corruzione della burocrazia e dalla collusione di alti esponenti della Politica Nazionale per ottenere sempre maggiori consensi elettorali nei periodi delle votazioni.
Antonio Ciuna
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