domenica, 20 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Antonio Ciuna:
Per il Sud servono investimenti
e grandi opere
Pubblicato il 30-03-2017


Gentile Direttore Mauro Del Bue,
Giorni addietro abbiamo avuto la visita di importanti esponenti del governo centrale,i quali con dovizia di particolari hanno esposto il programma dei futuri investimenti pubblici in Sicilia.

1 – Strutturazione e integrazioni dei porti ed aeroporti regionali; 2 – Potenziamento della rete ferroviaria interna e collegamento al sistema dell’Alta Velocità nazionale; 3 – Ristrutturare e rendere produttive le più importanti stazioni ferroviarie già dismesse; 4 – Completamento delle incompiute stradali; 5 – Manutenzione straordinaria delle strade esistenti; 6 – Mettere in sicurezza il territorio nazionale e gli alvei dei torrenti. E tante altre opere infrastrutturali,tra l’altro non ben definite,per incrementare il turismo e le comunicazioni attraverso lo Stretto con il possibile coinvolgimento di capitali privati.
E’ bene chiarire subito che in atto non esistono né i progetti né i finanziamenti per realizzare le più importanti opere infrastrutturali sopra citate e quando sarà il momento (passeranno mesi o anni) detti progetti dovranno essere approvati e finanziati dal CIPE. Per memoria storica neppur l’approvazione del CIPE darà la certezza che le opere verranno realizzate. Si ricorda che il CIPE,molti anni addietro,approvò e stanziò oltre un miliardo di lire per realizzare la grande infrastruttura per l’attraversamento stabile sullo Stretto di Messina. E’ noto che detto finanziamento,per motivi esclusivamente politici era stato solo indicato sulla carta. Si ritiene che il miliardo di lire in realtà venne impiegato dal governo pro tempore per finanziare altre opere realizzate in altre regioni del nostro Paese.
Avvicinandosi le elezioni amministrative che si terranno nel prossimo mese di giugno,i nostri politici ancora una volta si affrettano ad ammannire ai siciliani e calabresi la certezza che in avvenire verranno impegnate importanti risorse pubbliche per realizzare le tanto decantate infrastrutture che permetteranno di risollevare l’economia meridionale.
I nostri politici sanno benissimo che tale ambizioso programma da molti decenni viene sempre proposto agli elettori in tutte le campagne elettorali e amministrative e politiche ed è da supporre quindi che gli stessi elettori non lo riterranno più credibile.
E’ di recente il rilevamento del dato statistico della disoccupazione giovanile in Sicilia che ha raggiunto la percentuale storica di oltre il 52%, quando già da anni era al disopra del 42%. Un dato certo è che più di tre generazioni di giovani disoccupati non hanno e né avranno un futuro pensionistico. Il loro sostentamento grava tuttora sulle  proprie famiglie le quali cercano di sopravvivere usufruendo delle modeste pensioni dei vecchi genitori.
Migliaia di giovani meridionali hanno già abbandonato la propria terra e sono emigrati nel nord Europa impoverendo anche di cervelli le nostre regioni.
Prendendo atto che occorreranno ancora molti anni perché possano attivarsi i cantieri di lavoro per realizzare le opere infrastrutturali per migliorare i trasporti sulle strade e sulle rotaie nelle regioni meridionali e in considerazione  che l’obiettivo politico e strategico di molti potenziali governanti ,anche di diverso colore politico, è quello di realizzare l’Alta Velocità da nord a sud dell’Italia (corridoio Berlino – Palermo) che comporterà necessariamente la realizzazione del Ponte sullo Stretto,sarebbe quanto mai opportuno attivare e aprire quanto prima possibile,i cantieri di lavoro per realizzare la suddetta opera,che a suo tempo,sebbene approvata e regolarmente appaltata,venne annullata dal governo Monti. Il consorzio dei costruttori diretti dall’impresa Impregilo,più volte ha dichiarato che è disposta a rinunciare al risarcimento dei danni di diverse centinai di milioni di euro purché si faccia l’opera in tempi ragionevoli.
L’apertura dei cantieri per la realizzazione della grande opera,che impegnerebbe solo capitale privato,darebbe una boccata di ossigeno alle già asfittiche economie della Sicilia e della Calabria e aumenterà sensibilmente il turismo locale,nazionale ed internazionale fra le due regioni e durante l’esecuzione dei lavori e negli anni avvenire,per ammirare  una delle più belle meraviglie che verranno realizzate sulla Terra. E’ da sottolineare che il Meridione allo stato attuale,ha solo una prospettiva di crescita economica: il TURISMO.
Dopo tanti decenni di studi,di progetti,di appalti sospesi,sarebbe quanto mai deprecabile se i governati del nostro Paese ignorassero,ancora una volta,l’attuale opportunità di realizzare l’opera che consentirebbe al Paese,oltre a realizzare una vitale infrastruttura per i trasporti,farà risparmiare importanti risorse finanziarie per il risarcimento dei danni non più dovuti alla controparte. Dette somme in futuro potranno essere utilizzate per coprire in parte i costi per realizzare le opere di connessione al Ponte.
Antonio Ciuna
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