giovedì, 29 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Felice Besostri:
Gramellini e i socialisti
Pubblicato il 27-03-2017


Caro Gramellini,
sono nato il 23 aprile del 1944, cioé appena 20 giorni la sua introduzione, ma fino al 1948, ultimo anno di quel periodo di ora legale, il secondo della nostra storia, vivevo senza orologio in beata incoscienza: astuto pensavano i miei genitori. Avevo, invece, compiuto da meno di un mese 22 anni il 22 maggio 1966 quando fu introdotta per la terza volta in misura stabile. Da allora come tutti gli italiani ho riallineato due volte all’anno gli orologi senza provare alcun panico ed ero socialista da ben 6 anni. Pensi che lo sono ancora e ho attraversato questo periodo senza provare alcun timore in nessun periodo anche quando imperversava Mani Pulite.

Noi socialisti abbiamo cominciato a distinguerci da alteri filoni ideali storici della sinistra, quando abbiamo sottolineato il nesso idissolubile tra libertà e socialismo. E siamo sempre stati per una difesa strenua della democrazia, fare i nomi di Turati, Pertini, Nenni e Matteotti è un richiamo talmente ovvio da essere banale. Nel dopoguerra come dimenticare padri costirenti come Lelio Basso, cui si deve la redazione del secondo comma dell’art. 3 della nostra Carta, quello sul compito della Repubblica di rimuovere le diseguaglianze. Noi crediamo nella nostra Costituzione e nell’ultimo referendum più di un centinaio di Comitati socialisti per il NO si sono costituiti in tutta Italia. Per questo non dimentichiamo che per il nostro articolo 27 Cost. “La responsabilità penale è personale.” Trovo che a distanza di anni parlare in generale di socialisti in panico per l’introduzione dell’ora legale sia offensivo e gratuito, come ci fosse un’incompatibilità genetica tra i socialisti e la legalità, ma anche per la ragione che non c’è nessun nesso con l’argomento succesivo. Le sue argomntazione stavano in piedi anche senza quell’incipit. Ci pensi qualche minuto in più in una prossima occasione o, almeno, abbia un minimo di rispetto parlando di socialisti o mostri lo stesso rammarico di Montanelli.

Sono il presidente del Gruppo di Volpedo, una rete di associazioni socialiste e libertarie del Nord Ovest d’Italia, che hanno scelto come sede il paese natale di Pellizza, l’autore del Quarto Stato. Se non è troppo impegnato, La invitiamo al prossimo convegno annuale. Potrà conoscere un buon numero di socialisti di tutte le età che non entreranno mai in panico quando si tratta di legalità, democrazia e libertà. Anche per questo vorremmo che si potesse ritornare a parlare di socialismo, come risposta alle diseguaglianze crescenti, senza camuffarsi da progressisti. Voremmo anche che i comunisti potessero dirsi tali senza dover rispondere dei crimini staliniani, ma il tragico è sermpre meglio dello sberleffo gratuito.

Felice Besostri

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Commenti all'articolo
  1. Scusami Francesco, se continuo io.
    Egregio Dottor Gramellini
    Sono un socialista di 83 anni e ho lavorato per circa 47 anni in Italia e all’estero. Mi sono trovato diverse volte ad affrontare impegni difficili. Avendo radicato profondamente in me l’ideale socialista mi ha posto in condizioni di dovervi dare testimonianza nella scelta che dovevo compiere. Qualche volta l’ho seguita sulla 7 da Lilli Gruber. Mi riesce difficile comprendere come un bravo giornalista come Lei abbia abusato del grande potere che gli è stato affidato per riportare notizie e giudizi su fatti e personaggi, per infamare l’immagine dei Socialisti e del Socialismo. Non metto in dubbio che nel suo bagaglio culturale figuri anche la Storia del Socialismo e dei grandi personaggi che l’hanno illuminata. Con loro si sono impegnati milioni di cittadini per conquistare tanti di quei diritti di cui anche lei sta godendo. In nome di quei valori, milioni di socialisti continuano ad impegnarsi affinché questi diritti non vengano annullati. Quando Lei ha utilizzato l’ora legale in accoppiamento con i Socialisti, ha deliberatamente lanciato del fango sulla memoria di tutti quei milioni di compagni che ci hanno preceduto e su tutti Noi che ancora ci onoriamo di appartenere a questa Famiglia.
    Lei che soggiorna spesso negli USA non può esserLe sfuggito che l’80% dei giovani democratici hanno votato per Sanders e non per la Clinton. Sanders è un socialista e quei giovani li ha conquistati parlando di Socialismo. Pensi che se il Partito democratico avesse scelto Sanders come candidato, oggi probabilmente avremmo il primo presidente socialista nella Storia degli USA. Anche questo non la sensibilizza??
    Tutti possiamo sbagliare. Riconosca onestamente il suo errore e chieda per cortesia scusa ai Socialisti.
    Gradiremmo che oltre che sul Corriere lo facesse anche sul nostro Avanti on line.
    Distinti saluti da Nicola Olanda

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