martedì, 23 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
La baraonda della Cultura furbesca
Pubblicato il 06-03-2017


Nella baraonda quotidiana, molti rappresentanti dei partiti, messi la nella vigna a far da pali (parlanti), esprimono parole senza conoscere il loro significato e concetti sentiti, senza capirli. Prendiamo il caso del sistema elettorale. Fanno a gara a chi critica, con più forza, il sistema proporzionale, giudicandolo responsabile della confusione, delle troppe sigle e delle interminabili trattative per il potere. Non sanno, o fanno finta di dimenticarlo, che con quel sistema, il nostro Paese, uscito distrutto dalla guerra, arrivò ad essere la settima potenza economica del mondo. Con quel sistema vigente, si fecero conquiste civili, culturali e l’Italia diventò quasi europeo. Infatti, un luogo italiano è alla base del documento base per la costruzione dell’Europa, anche se con limiti imposti dai poteri forti di allora. Lo Statuto dei lavoratori, la Scuola Pubblica, la Sanità Pubblica, la Nazionalizzazione dell’ energia elettrica, la Programmazione economica, il Divorzio, ecc,ecc fecero diminuire le diseguaglianze sociali e quelle territoriali. Uomini politici italiani godevano una stima a livello mondiale. Craxi ebbe un ruolo importantissimo nell’ambito ONU e Andreotti parlava da pari con i grandi del mondo. Quando si vuole affrontare, con serietà, il problema del sistema elettorale, bisogna partire dalla cultura e dalla storia del popolo italiano, non dalla posizione dei tifosi del Bar dello Sport. Quando sento persone, che iniziano a parlare, facendo riferimento ai sistemi elettorali di altri Paesi, il mio relè mentale mi suggerisce che sta parlando un ignorante.
Se i sistemi elettorali dei vari Paesi sono differenti, l’uno dall’altro, ci sarà una ragione? Come faccio a prenderne uno come esempio? Peggio ancora, se da “arlecchino”, prendo un po’ degli USA, un po’, della Germania e un po’ di qualche altro Stato. Se analizziamo i sistemi elettorali vigenti negli altri Paesi del mondo, ci rendiamo conto dell’influenza della loro storia sull’organizzazione territoriale e amministrativa. Un Paese con la cultura confuciana e con un’estensione come la Cina non poteva organizzarsi come un Paese cattolico e con la nostra storia. La storia e la cultura degli Stati Uniti sono quasi alternativa a quelle dell’Italia. D’altra parte i Padri Costituenti elaborarono la Costituzione e il sistema elettorale, dopo che un’Assembla Costituente, composta da grandi e motivate menti, aveva dedicato approfonditi confronti su aspetti storici, sociologici e politici. Le argomentazioni utilizzate dai sostenitori del sistema maggioritario sono furbesche e per conto altrui. Si dice che il sistema elettorale proporzionale è dispersivo e rallenta il legiferare. Come si spiega che l’Italia è il Paese con più Leggi? Invece di riferirsi alla qualità delle Leggi, si riferiscono, da ignoranti, alla velocità con cui si approva una Legge. Si afferma che il sistema proporzionale fa nascere l’esigenza di interminabili trattative tra Partiti , dando agli stessi troppo potere. Questi signori sanno che il Governare richiede trattative? Nelle dittature non si tratta. Nel sistema maggioritario esiste un pericolo maggiore e gli ultimi avvenimenti lo confermano. Chi vince è costretto a trattare con i poteri forti, con le corporazioni e con le Lobby. Il popolo sopporta il peso delle decisioni, senza saper il perché delle stesse. Per finire. Al sistema proporzionale si attribuisce la colpa della proliferazione dei Partiti. È il caso di dire: Ci sono o ci fanno (cretini). Con il sistema proporzionale, i Partiti erano DC,PCI,PSI, PSDI, PLI, MSI, PRI e, ogni, tanto appariva il Partito Radicale. Sul Corriere della Sera di alcuni giorni fa, c’erano 25 simboli, con molte assenze (mancava anche quello del PSI) e Mattarella nell’ultima crisi ha incontrato 49 gruppi. Ai superficiali interessati, ricordo che mentre i Partiti, quando esisteva il sistema Proporzionale, nascevano per battersi per un modello d società, con il sistema maggioritario i gruppi sono associazioni, che si formano per ricattare. E, quando si teme che la possibilità di trattare stia per svanire, ci si trasforma. Prima, il trasformismo era un’eccezione, con il maggioritario è diventato la norma.

Luigi Mainolfi

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