lunedì, 23 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Tap, la Polizia carica i manifestanti nel Salento
Pubblicato il 28-03-2017


no tap 2Alta tensione nelle campagne di Melendugno (in provincia di Lecce), dove stamani il consorzio Tap ha ripreso le operazioni di espianto degli ulivi propedeutico all’avvio del cantiere per costruire il tratto a terra e sotto il mare del gasdotto che dal 2020 porterà il gas azero sulle coste pugliesi. La polizia a più riprese ha forzato il blocco di circa 300 attivisti che dall’alba avevano deciso di presidiare la zona: tra loro anche sindaci e consiglieri regionali, tra cui anche il sindaco di Melendugno, Marco Potì. Il Sindaco ha parlato di “militarizzazione del territorio. Ci sono centinaia di uomini anti sommossa, elicotteri e cellulari. Sembra un presidio di guerra, ma qui ci sono solo delle persone che pacificamente stano esprimendo il loro dissenso”. Alcuni manifestanti sono stati colpiti dai manganelli. Anche nel primissimo pomeriggio ci sono state nuove cariche della polizia contro una cinquantina di manifestanti fermi davanti al cantiere. I tafferugli sono durati alcuni minuti e ci sarebbero due contusi, inoltre un uomo, Ippazio Luceri, è stato colto da malore e soccorso dagli operatori del 118. Luceri era in sciopero della fame da una settimana contro l’eradicazione degli ulivi.
“Utilizzando il massiccio spiegamento di forze che oggi è stato predisposto, il Governo dà la misura della sua incapacità di ascoltare e elaborare politicamente le richieste di una regione intera che ha nel suo programma di governo, elaborato dal basso e votato da centinaia di migliaia di pugliesi, lo spostamento dell’approdo Tap in altra area”. È quanto ha affermato invece il governatore della Puglia, Michele Emiliano.
Il ministero dell’Ambiente, a sua volta, ha ribadito che l’autorizzazione al l’espianto fornita a Tap dall’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia è regolare e quindi i lavori possono proseguire. L’area del cantiere è inibita al l’accesso, con blocchi delle forze di polizia su tutte le strade interpoderali che conducono in zona San Basilio.
L’espianto dei 200 ulivi è stato autorizzato con una nota inviata dal ministero dell’Ambiente alla Prefettura di Lecce, che una settimana fa aveva chiesto alla multinazionale di sospendere le attività, in attesa dei chiarimenti sul l’iter autorizzativo. A sostegno della legittimità delle autorizzazioni in atto, lunedì 27 marzo è arrivata anche la sentenza del Consiglio di Stato, che ha respinto i ricorsi della Regione Puglia e del Comune di Melendugno.
La rimozione degli ulivi va fatta entro il 30 aprile, altrimenti si chiuderà nuovamente la finestra temporale, mettendo a rischio il rispetto dei tempi per la realizzazione dell’infrastruttura che vede coinvolta anche Snam, socio italiano del gasdotto con una quota del 20%. Per ora l’attività di espianto degli ulivi è stata intanto sospesa, una decisione presa perché i camion che devono portare gli alberi espiantati (che successivamente saranno nuovamente piantati nella stessa area) al sito di stoccaggio ‘Masseria del Capitano’ non possono uscire dal cantiere per problemi di ordine e sicurezza.

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