venerdì, 28 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

SCIOPERO BIANCO
Pubblicato il 23-03-2017


taxi_sciopero_uber_noleggio_lusso_Milano_-800x500_c“Circa lo sciopero indetto da alcune associazioni taxi leggo dichiarazioni in larga parte infondate. Il Governo ha rispettato in pieno gli impegni assunti. Anzi, con anticipo rispetto alla scadenza prevista, ha presentato il decreto interministeriale per la lotta all’abusivismo”. È quanto ha affermato il segretario del Psi Riccardo Nencini e Vice Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, lo spiega in una nota. Oggi infatti è scattato alle 8 e si concluderà alle 22 lo sciopero dei taxi in tutta Italia, confermato nonostante l’accordo sulla bozza di decreto con il governo.
“Ricordo che era fermo da almeno otto anni. Su quel decreto abbiamo concordato la presentazione delle osservazioni entro la fine della prossima settimana. Non solo. Siamo già pronti per affrontare compiutamente la riforma dell’intero sistema. Aspettiamo la definizione della delega in discussione in Parlamento. Per tutte queste ragioni lo sciopero di oggi non ha alcun fondamento”. Ha tenuto a precisare Nencini. “Intendiamoci: chi volesse mantenere lo stato esistente o chi volesse mettere fuori gioco le innovazioni tecnologiche non troverebbe orecchie attente. Altra cosa è regolamentare le piattaforme informatiche – registrazione in apposito registro, pagamento delle tasse in Italia ed altro ancora – per consegnare ai cittadini il servizio migliore al costo più equo nella maggiore sicurezza possibile”, ha detto il segretario del Partito socialista.
“Condanno gli episodi di violenza di questa mattina. Con le minacce e la violenza si scava un fossato con i cittadini e le istituzioni. Voglio sperare che la condanna sia univoca”, ha concluso Nencini.
Le sigle si sono però divise. UriTaxi sin da ieri aveva annunciato infatti che non avrebbe partecipato all’astensione dal lavoro. Operativi anche i taxi delle cooperative aderenti a Legacoop, come confermato già ieri dal referente Legacoop servizi del Lazio, Andrea Laguardia: “in merito all’incontro che si è tenuto al Mit per la vertenza taxi, esprimiamo soddisfazione per il metodo e per il contenuto del decreto legge presentato dal governo. Il decreto mette mano ad uno dei temi principali, cioè quello del rispetto delle regole e della legalità”. A Genova ad esempio le organizzazioni sindacali di categoria degli autisti, pur riconoscendo la vertenza sindacale in atto e le proteste indette a livello nazionale, non ritengono opportuno interrompere il servizio pubblico per evitare disagi all’utenza e per non favorire il fenomeno dell’abusivismo. Le organizzazioni sindacali genovesi riconoscono infatti “l’apertura del governo nei confronti delle giuste necessità della categoria”.
“Ci arrivano dati che parlano di una adesione allo sciopero del 90%. È un’adesione sincera e partecipata ed è un indicazione per il governo rispetto a quello che è il terreno di confronto sulla quale bisogna agire, ovvero il rispetto della 21/92 e la sua completa applicazione. Vogliamo garanzie rispetto al procedere dei lavori e teniamo alta la guardia”. Lo ha detto Riccardo Cacchione di Usb intervenendo all’assemblea dei tassisti a Roma in piazza Venezia.

Già ieri il Vice Ministro Nencini aveva tentato di rassicurare la categoria: “Vogliamo aprire alla tutela del mondo dei taxi perché ci sono stati investimenti che non vanno dimenticati. Ma anche favorire, dal punto di vista dei minori costi e del miglioramento dei servizi, il corpo dell’utenza dei consumatori. C’è un punto di equilibrio in definizione su cui stiamo lavorando in questi giorni”. Inoltre Nencini aveva affermato che il governo stava rispettando gli impegni presi.

Anche l’ultimo tentativo però non è servito e la proposta presentata dal ministero dei trasporti, con una regolamentazione su ncc e auto bianche, non è bastata. E anche la ripresa di un confronto dopo la conferma dello sciopero è durata pochi minuti.

Qui di seguito i punti principali del decreto interministeriale Mise-Mit:
1. Contrasto all’abusivismo – Vengono date “disposizioni attuative al fine di evitare pratiche di esercizio abusivo” nelle attività di noleggio con conducente e del servizio taxi.
2. Il ruolo delle Regioni – Il decreto dà alle Regioni un ruolo importante per arginare il fenomeno dell’abusivismo, prevede un archivio web Ncc e taxi e dà agli enti la pianificazione dei servizi pubblici non di linea. “Al fine di evitare fenomeni distorsivi della concorrenza – si legge nel decreto – le Regioni garantiscono la pianificazione dei servizi pubblici non di linea, tenendo conto delle reali esigenze del fabbisogno locale, ai fini del rilascio, da parte dei Comuni, delle licenze per l’esercizio del servizio taxi e delle autorizzazioni del servizio Ncc”.
3. Ncc in rimessa senza prenotazioni – Senza prenotazione gli Ncc non potranno sostare su strada ma dovranno rientrare nell’autorimessa. “Nei Comuni in cui è istituito il servizio taxi non è consentita – si legge – in assenza di una prenotazione di trasporto come disciplinata dal presente articolo, la sosta su strada dei veicoli adibiti a servizio da noleggio con conducente. Tali veicoli devono stazionare, in attesa di servizio, soltanto all’interno dell’autorimessa”. Il rientro in rimessa non è previsto nel caso in cui gli Ncc abbiano un pacchetto di prenotazioni.
4. Uso collettivo per i taxi – Si apre all’uso collettivo dei taxi, che peraltro non possono rifiutare le corse. “I Comuni o nel caso le città metropolitane possono prevedere che i titolari di licenza per il servizio taxi svolgano servizi integrativi quali il taxi a uso collettivo o mediante altre forme di organizzazione del servizio”. Inoltre, “non è consentito al servizio taxi rifiutare alcuna corsa che parte dal territorio comunale o comprensoriale, anche se richiesta tramite tecnologie a distanza, qualora abbia come destinazione lo stesso Comune o comprensorio”. I Comuni e le città metropolitane che hanno rilasciato le licenze “devono monitorare anche con sistemi di controllo a distanza il regolare svolgimento del servizio”.Il prelevamento dell’utente o l’inizio del servizio di taxi deve avvenire all’interno dell’area comunale o della città metropolitana “salvo che non vi siano accordi tra i Comuni o le città. L’attesa dell’utente può avvenire negli orari dei turni di servizio in appositi posteggi individuati dal Comune per lo stazionamento durante la circolazione stradale”.
5. Nasce il registro per le app –
Arriva il registro delle app in capo al Mit. “È tenuto a cura del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti il registro delle piattaforme tecnologiche di intermediazione, tra i soggetti titolari di licenza per l’esercizio del servizio taxi e le imprese titolari di autorizzazione per l’esercizio del servizio di Ncc”. Per favorire una più efficace organizzazione dei servizi, si legge nel decreto, “è consentito l’utilizzo di tecnologie di chiamata a distanza come, a titolo esemplificativo, radio taxi o sistemi equipollenti o applicazioni web aventi analoghe funzioni. Le tecnologie di chiamata a distanza – specifica la bozza di decreto – non sostituiscono il tassametro, ove previsto, ai fini della determinazione del costo del servizio per l’utente”. Inoltre “i soggetti titolari e gestori delle piattaforme tecnologiche di intermediazione tra i passeggeri e i soggetti con licenza taxi o Ncc” devono essere iscritti al registro delle app e devono avere “sede legale e domicilio fiscale nell’ambito dell’Ue”.

Ma a porsi contro il decreto anche Uber che lo considera invece “molto deludente perché non guarda al futuro ma limita ulteriormente il mercato confondendo le regole e riuscendo a non accontentare alcuna delle parti coinvolte. Una vera riforma dovrebbe aprire a nuove soluzioni di mobilità per i consumatori, anche a basso costo, mentre questa proposta fa esattamente l’opposto e rischia di lasciare senza lavoro decine di migliaia di professionisti del noleggio con conducente”. Proprio il ricorso di Uber è stato respinto dal Tribunale di Torino nell’ambito della causa intentata dalla multinazionale contro le associazioni di categoria dei tassisti: i giudici hanno dichiarato “la concorrenza sleale svolta” attraverso il servizio UberPop, inibendo “l’utilizzazione sul territorio nazionale dell’app”. Lo hanno reso noto a Milano i legali delle associazioni dei tassisti. Due anni fa a Milano i giudici avevano disposto il blocco accogliendo il ricorso presentato dai tassisti.

Lo sciopero in tutta Italia.

A Roma il corteo è stato aperto dalle tassiste, che non appartengono a nessun sindacato o radiotaxi, e che sullo striscione invitano al rispetto, alla dignità, al rispetto del lavoro e della legalità. Mentre a Torino circa trecento taxi sono appostati a piazza Castello dove resteranno parcheggiati fino alle 22, quando terminerà lo sciopero. La protesta invece si è infiammata a Napoli: Slogan ed insulti in via Depretis, davanti alla sede di Consortaxi fondata dal consigliere comunale Ciro Langella, eletto con il candidato del centrodestra Gianni Lettieri e poi passato con la lista di maggioranza Dema del sindaco de Magistris. “Traditore, venduto, non ci hai dato nulla”, hanno gridato i manifestanti. Alcuni fumogeni sono stati accesi davanti alla sede della centrale cooperativa.

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