lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Testamento biologico. PSI al Sit-In della Coscioni
Pubblicato il 01-03-2017


sit in coscioniUna delegazione del PSI parteciperà oggi al sit in organizzato dall’associazione Luca Coscioni e dai Radicali, prevista per le ore 14:30 di fronte a Montecitorio, per chiedere tempi certi sul testamento biologico. La delegazione sarà guidata da Oreste Pastorelli, tesoriere del PSI e Maria Pisani, portavoce del PSI. Prevista anche la presenza de segretario Riccardo Nencini.
‘Tempi certi sul testamento biologico’, sono stati chiesti dall’Associazione Coscioni con il sit in si è svolto oggi.
Inoltre in occasione della manifestazione promossa con i Radicali Italiani in concomitanza con la conferenza dei capigruppo alla Camera interverranno: Marco Cappato, Tesoriere Associazione Luca Coscioni; Riccardo Magi, Segretario dei Radicali Italiani; Filomena Gallo, Segretario Associazione Luca Coscioni.

testamento biologico nencini“Con i radicali, i socialisti in piazza perché venga calendarizzato con urgenza la Legge sul testamento biologico. Subito  in Aula. E il PD esca allo scoperto. Non faccia come l’asino di Buridano”. È quanto ha detto il segretario del Psi Riccardo Nencini. Maria Pisani, intervenuta alla maratona oratoria dei radicali ha aggiunto: “In assenza di una presa di posizione del Parlamento abbiamo chiesto a tutti i nostri consiglieri regionali di istituire il registro Dat-per le disposizioni anticipate di trattamento. Il Pd prenda una posizione chiara. Lo ripetiamo da sempre: libertà di essere, libertà di scegliere”.
Marco Cappato ha ringraziato Pia Locatelli -coordinatrice dell’intergruppo parlamentare per il fine vita e il Testamento Biologico – per il suo  impegno costante in una battaglia comune di civiltà. Proprio Marco Cappato è ora indagato per aiuto al suicidio in relazione alla morte di Dj Fabo e a seguito dell’autodenuncia di ieri davanti ai Carabinieri. Il pm di Milano Tiziana Siciliano, da quanto si è saputo, ha intenzione di interrogarlo alla presenza di un legale.

Anche le toghe si stanno muovendo per promuovere una legge sul fine vita. Il giudice della Corte d’appello di Milano Amedeo Santosuosso, esperto di diritti fondamentali e medicina, denuncia che sul tema del testamento biologico l’Italia versa in una “situazione di stallo” e per questo, di fronte al caso di Dj Fabo, avanza una proposta: creare in Italia un network di associazioni che, ispirate alla “blockchain” del diritto statunitense, garantisca l’esistenza e la veridicità della Dichiarazione Anticipata di Trattamento (il testamento biologico) e che al momento opportuno sia in grado di far valere le volontà della persona che l’ha espresso e sottoscritto. Secondo il magistrato, il caso Dj Fabo, così come quelli di Eluana Englaro o Piergiorgio Welby, “ancora una volta dimostra che c’è un dibattito nella società che va oltre il mondo della politica. Difficilmente sarà approvata una legge rispettosa del diritto di autodeterminazione dei pazienti o delle persone. Siamo di fronte a uno stallo legislativo e normativo”. Da un lato “con il Parlamento che non fa” – ha sottolineato all’Ansa il magistrato -. Dall’altro “con la Corte Costituzionale che ha stabilito che le Regioni non possono istituire i registri delle ‘Dichiarazioni Anticipate’ in quanto la materia riguarda il diritto alla salute costituzionalmente garantito, che può essere regolato solo con una legge nazionale”.
“In questo quadro – ha proseguito Santosuosso – non resta altro che la mobilitazione di cittadini”. Ecco allora la proposta del magistrato: prevede che “un gruppo di associazioni riconosciute” e operative nella società civile (come la Fondazione Veronesi, la Consulta di Bioetica, la Vidas, altre), “si mettano d’accordo stabilendo che quando una di loro riceve una ‘dichiarazione anticipata di trattamento’ ne trasmetta copia a tutte le altre in modo da creare un ‘catena bloccata’ (ispirata alla ‘blockchain’ del diritto americano), in modo da impedire qualsiasi modifica della volontà” di chi ha scelto di mettere fine alla propria vita. Ovviamente lo stesso meccanismo vale anche per la revoca del testamento biologico.
Ma l’Italia è ancora ferma sulla Legge sul Testamento biologico, osteggiata soprattutto da Lega e Cinquestelle.
“Il testamento biologico e l’eutanasia sono due cose diverse: la prima è maturata nel lavoro in commissione e quindi va portata in aula”. Lo dice Fabrizio Cicchitto (Ncd), presidente della commissione Esteri della Camera.

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