lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Tutele per minori stranieri soli, ok dal Senato
Pubblicato il 02-03-2017


minori-stranieri-non-accompagnati-in-ItaliaIl disegno di legge che contiene norme a tutela dei minori stranieri non accompagnati è stato approvato dall’Aula del Senato con 170 sì, 50 no 8 astenuti. Il provvedimento, che afferma il principio generale del divieto di respingimento alla frontiera dei minori migranti, deve ora tornare alla Camera.
“Principio fondamentale è che i minori siano ritenuti titolari dei diritti in
materia di protezione dei minori a parità di trattamento con i minori di
cittadinanza italiana o dell’Unione europea”. Si legge nella dichiarazione di voto favorevole di Enrico Buemi, senatore del Psi. “La loro condizione è l’ambito soggettivo di applicazione della legge. Lo è in quanto si consideri il minore straniero non accompagnato come persona in una condizione di vulnerabilità che ha una sua indisponibile unicità. In altri termini lo è oggettivamente, al di là del fatto che siano state attivate le procedure previste per il riconoscimento di una protezione internazionale o che sia stata effettuata una domanda di asilo. Ne consegue, per questa ragione, il divieto assoluto di respingimento alla frontiera dei minori stranieri non accompagnati anche nel caso, peraltro prevalente, in cui non siano in possesso di un permesso di ingresso”.
La nuova normativa concede ai minori stranieri non accompagnati la possibilità di avere un permesso di soggiorno per minore età o per motivi familiari. I ragazzi stranieri restati senza famiglia potranno accedere al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Alla maggiore età, il permesso di soggiorno sarà convertito quasi automaticamente: è previsto, infatti, il silenzio assenso sui pareri della pubblica amministrazione. Le nuove regole stabiliscono anche la possibilità di rimanere in affido ai servizi sociali fino a 21 anni premiando chi ha intrapreso percorsi di formazione e integrazione.
“La definizione di minore straniero non accompagnato, che determina l’ambito di applicazione della legge, richiama la giurisprudenza europea e le direttive comunitarie in materia. La legge si applica a colui che è entrato senza essere accompagnato o che è successivamente stato abbandonato da una persona adulta responsabile nel territorio degli Stati membri dell’Unione europea”, si legge ancora nella dichiarazione del Psi.
Sono previsti poi tempi ridotti, massimo 30 giorni e non più 60, per essere ammessi nelle strutture di prima accoglienza. Si istituisce per ogni Tribunale per i minorenni un elenco di tutori volontari. Tra le altre norme: nuovi modelli per l’identificazione; indagini familiari; obbligo per gli enti di occuparsi dell’affidamento familiare. Per quanto riguarda il rimpatrio assistito e volontario, la competenza passa al tribunale per i minorenni competente.
Sono stati più di 25mila nel 2016, circa 50mila negli ultimi tre anni i minori stranieri non accompagnati sbarcati sulle coste italiane (fonte: Ministero dell’Interno). Secondo il Rapporto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, quelli censiti nel nostro Paese erano fino allo scorso anno 17.373, ai quali se ne aggiungono oltre 6.500 irreperibili. E un recentissimo rapporto pubblicato da Unicef rivela che molti di questi, durante la traversata del Mediterraneo per giungere in Italia, sono stati vittime di violenze, molestie o aggressioni ad opera di adulti.

Buemi ha poi ricordato che introdurre forme di tutela maggiori non è certamente un problema esclusivamente italiano. Il Parlamento europeo fin dal 2013, ha posto il problema ai Paesi membri dell’Unione a ha concluso: “a nome del Gruppo per le Autonomie-Psi-Maie esprimo il voto favorevole al provvedimento. Lo facciamo con una convinzione ulteriore: che la nuova disciplina in materia di minori stranieri non accompagnati sia di auspicio e sostegno a politiche di governo dell’immigrazione, in primo luogo del problema dei rifugiati certamente rigorose e responsabili ma non ispirate agli spettri identitari che dominano la scena europea. L’Europa deve affrontare in modo unitario il problema e in specie delle proprie frontiere esterne se intende difendere il principio e l’area di libera circolazione di Schengen. I minori sono la prima e più drammatica emergenza cui rispondere.”

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