martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Visco. Rischi in aumento per l’area Euro
Pubblicato il 13-03-2017


viscoSi è svolta oggi, alla Farnesina, la Decima Conferenza MAECI – Banca d’Italia, con la partecipazione dei Delegati e degli Addetti finanziari all’estero. La sessione inaugurale è stata introdotta dal ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, e dal Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. Agli interventi introduttivi hanno fatto seguito quelli del presidente dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (ISPI), Giampiero Massolo, e del vice presidente dell’Istituto Affari Internazionali (IAI), Fabrizio Saccomanni.

La Conferenza annuale congiunta è rivolta ai vertici delle istituzioni italiane pubbliche e private interessate agli sviluppi finanziari internazionali. La collaborazione fra il MAECI e la Banca d’Italia, iniziata nel 2008, si è consolidata nel corso degli anni quale foro di ‘brainstorming’ ad altissimo livello su tematiche politiche ed economico-finanziarie di interesse strategico nazionale.

Il ministro Alfano ha dichiarato: “Il partenariato tra MAECI e Banca d’Italia rappresenta un asset strategico a sostegno dell’azione internazionale del nostro Paese”. Poi ha aggiunto: “Il 2017 è un anno speciale per l’Italia: detiene la Presidenza del G7, siede nel Consiglio di Sicurezza, si accinge a celebrare l’anniversario dei Trattati di Roma e vuole continuare a svolgere un ruolo da protagonista nella risposta alle grandi sfide di oggi”. Concludendo, il ministro ha detto: “E’ dunque essenziale un grande lavoro di squadra tra le nostre Istituzioni: per promuovere la crescita degli scambi commerciali e migliorare la governance finanziaria globale, per difendere le conquiste del multilateralismo e dell’integrazione europea, per dare una spinta al nostro sistema produttivo e definire una visione chiara e complessiva degli interessi italiani nel mondo”.

Il Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, parlando alla Farnesina, davanti ad una platea di delegati e addetti finanziari delle ambasciate straniere in Italia, ha detto: “Rischi più elevati per le prospettive di medio termine dell’area dell’euro e dell’Italia potrebbero derivare dall’accentuarsi di un clima di incertezza e di pessimismo, che può scoraggiare i piani di spesa di famiglie e imprese e ostacolare il ritorno a un sentiero di crescita economica continua, bilanciata e sostenuta.

Il sentiero di riduzione del nostro debito pubblico, assai elevato in assoluto e in rapporto al prodotto, passa necessariamente attraverso un aumento del potenziale di crescita dell’economia e della crescita effettiva. Solo percorrendo questa via sarà possibile mantenere la credibilità sui mercati finanziari ai quali dobbiamo ricorrere non solo per finanziare il disavanzo ma anche per il rinnovo del debito che ogni anno viene a scadenza”.

Poi, continuando ha sottolineato : “Non si può ignorare l’euroscetticismo crescente anche se non maggioritario che crea un clima di incertezza e pessimismo che può scoraggiare la spesa delle famiglie. Rischia di condizionare la capacità delle istituzioni europee di sviluppare politiche e strumenti comuni per progredire nell’integrazione, assolutamente necessaria data l’incompletezza manifesta dell’Unione, in primo luogo quella economica e monetaria. Questa incompletezza genera instabilità e in una spirale perversa rischia di determinare l’adozione di politiche nazionaliste e di chiusura economica.

A 60 anni dalla firma dei trattati di Roma, il rischio di paralisi politica in Europa non è mai stato così elevato e richiede una risposta unitaria”.

Per il numero uno di via Nazionale è preoccupante il crescente euroscetticismo negli Stati membri e c’è il rischio che si verifichi una spirale perversa di politiche nazionalistiche.

Le minacce più rilevanti per la stabilità europea, anche per Visco sono: da una parte la Brexit e dall’altra le politiche non ancora definite del neo presidente americano Donald Trump. Questi due fattori potrebbero essere i viatici di istanze disgregatrici che alimentano il senso di insoddisfazione delle popolazioni nei confronti delle politiche europee. Tendenze che vanno approfondite per cambiare il ‘modus operandi’ delle istituzioni europee.

Infine, proprio in merito alle politiche di Donald Trump, il numero uno di Bankitalia ha lanciato l’allarme, sottolineando come esse possano incidere negativamente sul commercio globale. In merito Visco ha detto: “Nell’attuale situazione dell’economia statunitense, non lontana dalla piena occupazione, una eventuale forte espansione fiscale rischierebbe di avere effetti pro-ciclici. In tal caso, il processo di normalizzazione delle condizioni monetarie da parte della Riserva federale potrebbe risultare meno graduale. Il conseguente apprezzamento del dollaro e l’aumento dei tassi d’interesse a medio-lungo termine, che finora sono stati contenuti, potrebbero accentuarsi e riverberare i loro effetti sui mercati internazionali”.

Salvatore Rondello

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