venerdì, 28 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Vitalizi. Accordo fatto. Bagarre dei 5 Stelle
Pubblicato il 23-03-2017


senatoAccordo fatto alla Camera sul nuovo regime dei vitalizi per i parlamentari. L’Ufficio di presidenza ha approvato con il voto unanime dei presenti (i rappresentanti del M5S non hanno partecipato alla riunione per protesta), il contributo di solidarietà per tre anni sui vitalizi relativi alle precedenti legislature, applicato su 4 scaglioni: il 10% per quelli compresi tra 70mila e 80mila euro lordi l’anno; 20% fino a 90mila; 30% fino a 100mila e 40% per quelli superiori a 100mila.

Sulla proposta, presentata dalla vicepresidente Marina Sereni, si è sfiorato lo scontro fisico. I deputati 5Stelle hanno scelto la strada della protesta rumorosa e dall’impatto visivo forte: hanno prima interrotto il Question time che si stava svolgendo in diretta sulla Rai dall’Aula, e, successivamente, si sono presentati in massa davanti alla studio della presidente della Camera Laura Boldrini, dove era in programma la riunione dell’Ufficio di presidenza, chiamato ad approvare la delibera.

La pressione è salita quando i due rappresentanti del M5S hanno avvisato tramite i social che la loro proposta era stata bocciata ed era passata invece quella della Sereni. “Hanno dichiarato inammissibile la nostra delibera – ha detto Di Maio – che conteneva la proposta del Pd, scritta da Richetti. Siamo alla follia totale. Oggi all’odg c’erano le ‘comunicazioni della presidente’. Là dentro ci hanno messo la nostra delibera e quella della Sereni (che nessuno aveva letto), con la quale si prelevano a Cirino Pomicino 3mila euro una tantum per 3 anni, quando ha preso centinaia di migliaia di euro come vitalizio da ex parlamentare. Siamo in un clima di ‘fine della seconda repubblica, alla fine di un impero dei partiti in cui tutti quanti arraffano e scappano”. Accuse respinte al mittente da Ettore Rosato. “L’inaccettabile gazzarra inscenata dal M5S – ha affermato il capogruppo Pd – è frutto della consapevolezza che, di fronte a una loro proposta inefficace e inapplicabile, noi abbiamo risposto con un vero taglio dei costi della politica, che ha un effetto immediato e concreto. Se fosse stato coerente con ciò che va dicendo, il M5S avrebbe dovuto votare la nostra proposta, ma anche questa volta hanno dimostrato di non avere alcun interesse a risolvere i problemi ma utilizzarli per alzare lo scontro politico, con atteggiamenti violenti dal punto di vista verbale a fisico. E’ un comportamento violento, inaccettabile, perché il confronto politico non si può fare a spintoni e a urla”, ha concluso Rosato.

La presidente della Camera ha stigmatizzato l’accaduto. ”E’ molto grave ciò che è avvenuto a Montecitorio per responsabilità di alcuni deputati del M5S. Tutto questo è inaccettabile. Il confronto parlamentare non può svolgersi in un clima segnato dall’aggressività, dalle minacce, dalle intimidazioni”. La nuova disciplina è “una misura di equità e di rigore – ha detto Sereni – che incide sui trattamenti più alti dei deputati che percepiscono il vitalizio secondo il vecchio sistema. Anziché la propaganda – ha proseguito Sereni- a noi stanno a cuore i dati concreti. La proposta del M5S non comportava alcun risparmio e non teneva conto dell’abolizione dei vitalizi parlamentari avvenuta nel 2012. Una riforma radicale che ha segnato per tutti i parlamentari in carica il passaggio dal regime retributivo a quello contributivo e che ha portato a 65 anni l’età minima per percepire l’assegno. Quella riforma non incideva, né poteva, sul passato e questa è l’anomalia sulla quale, tenendo conto della giurisprudenza più recente in materia, oggi interveniamo. Per questo il contributo straordinario di solidarietà per tre anni che abbiamo oggi deliberato -conclude Sereni- è un elemento di equità e di perequazione tra vecchio e nuovo sistema che produce nel bilancio della Camera un risparmio effettivo di circa 2,4 milioni l’anno”.

Ma gli ex parlamentari sono già pronti a fare ricorso contro il contributo di solidarietà. “Ci sarà un’azione collettiva degli ex parlamentari”, spiega un ex deputato. “Manca una legge di riferimento. Non si capisce per chi dovrebbe essere questo contributo di solidarietà. Io perderei mille euro”, si lamenta un ex parlamentare. Qualcuno con mille Euro tira avanti una famiglia, gli si potrebbe rispondere in modo un po’ demagogico. “Faremo una class action – continuano – ci stiamo sentendo in queste ore. Nel pomeriggio emergerà una posizione chiara di contrarietà a quanto deciso”.

Le critiche ai 5 Stelle sono bipartisan. Da quelle di Brunetta per il quale “il Movimento 5 Stelle si comporta come una forza eversiva” che “con i suoi comportamenti è espressione della negazione della democrazia”, a quelle dell’ex premier Renzi che ricorda come “a palazzo Chigi guadagnavo la metà di quello che guadagnano Di Battista e Di Maio. La mia proposta – continua – è quella di Matteo Richetti. Su questi temi giochiamo a carte scoperte: l’atteggiamento strumentale e anche violento non sfonda con il sottoscritto”.

E mentre i Cinquestelle chiedono a al Presidente del Senato Grasso di convocare il Consiglio di Presidenza del Senato al più presto per esaminare la loro proposta di delibera, ai pentastellati risponde direttamente il deputato Pd, Matteo Richetti: “Il M5S quando ha capito che non era applicabile la legge con il ricalcolo, ha proposto una sua delibera che non conteneva nessuna riduzione dei vitalizi”. “Il problema non è la polemica, era necessario ridurre gli elementi di privilegio – aggiunge – e per metterci al riparo da un ricorso abbiamo utilizzato il prelievo e non il ricalcolo e la modalità temporanea perché la Corte ci dice che in modo strutturale non era consentito”. Ma fare populismo è più facile. E i Cinquestelle sono dei veri campioni in materia.

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