lunedì, 25 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

LA SFIDA
Pubblicato il 14-03-2017


Poletti, sindacati? Non facciamo niente contro nessunoI referendum su voucher e appalti si terranno domenica 28 maggio. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto e la Cgil si prepara alla “sfida”, mentre la Camera continua a lavorare su un testo di modifica alla normativa in vigore. Per il segretario del Psi Riccardo Nencini non bisogna perdere tempo perché ci sono i margini “per rivedere le norme sui voucher” ed evitare così il referendum.

Le opposizioni bocciano la proposta di legge adottata dalla Commissione Lavoro e preparano gli emendamenti che potranno essere presentati fino alle ore 16 di domani. La segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, insiste sull”election day’, richiesta sostenuta anche da Sinistra italiana, M5s e alcuni esponenti del Pd come Michele Emiliano, secondo cui votare nello stesso giorno per referendum e amministrative consentirebbe un risparmio di 300 milioni. Favorevole all’accorpamento anche il presidente del Veneto, Luca Zaia, che chiede di unire il referendum sull’autonomia della sua Regione.

La Cgil sostiene che indicare un’unica data per le elezioni amministrative e per i referendum sarebbe “una scelta oculata in un’ottica di finanza pubblica” e nega un calcolo politico: i Comuni al voto, spiega, “non sono tantissimi” e non vi è la preoccupazione di mancare il quorum. Da oggi inizia quindi la “campagna elettorale”, giudicata “molto impegnativa”, ma non tale da spaventare il sindacato, che ha già indetto una manifestazione nazionale a Roma l’8 aprile. Agli elettori sarà chiesto di dire sì o no all’abrogazione delle disposizioni sul lavoro accessorio e sulla responsabilità solidale in materia di appalti, tema – dice Camusso – considerato “meno rilevante” e invece cruciale quanto i voucher per garantire i diritti e un lavoro di qualità.

Cose che, secondo la sindacalista, la proposta di legge all’esame della Commissione Lavoro non garantirebbe: “Vedremo la proposta finale – afferma Camusso – ma se è quella del Comitato ristretto non svuota il referendum perché i voucher restano uno strumento di precarietà”.

Il testo presentato dalla relatrice Patrizia Maestri limita l’utilizzo dei buoni lavoro ma lascia che siano usati dalle imprese senza dipendenti, fissando una serie di ‘paletti’, tra cui il tetto massimo per committente di 3.000 euro l’anno. Potranno svolgere le prestazioni di lavoro accessorio i disoccupati, i pensionati, gli studenti, i lavoratori extracomunitari che hanno perso il lavoro, i soggetti in comunità di recupero e i disabili. L’inserimento dei disabili ha suscitato le critiche della Cgil, ma Damiano ha fatto notare che sono sempre stati previsti dalla normativa.

In agricoltura potranno essere pagati in voucher solo pensionati e studenti nei periodi di raccolta. Le famiglie potranno scegliere chiunque ma per piccoli lavori occasionali, spendendo al massimo 3.000 euro l’anno. Limiti più stringenti anche per il lavoratore che potrà essere pagato in voucher da più committenti sino a 5.000 euro l’anno.

Damiano ha fatto sapere che oggi la Commissione Lavoro della Camera esaminerà il testo unificato sui voucher approvato dal Comitato ristretto, per “votarlo entro giovedi’”. Quanto alla definizione della data del referendum, fissata il 28 maggio, Damiano ritiene che “sia un fatto molto positivo”: “era la richiesta avanzata da tempo  dalla Cgil”. “Stiamo andando – ha concluso – nella giusta  direzione”. Entro domani alle ore 16 i deputati potranno presentare gli emendamenti al testo

Per la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, bisognerebbe escludere dall’uso dei voucher interi settori come agricoltura, edilizia e industria manifatturiera e tornare alla legge Biagi, che prevedeva casi del tutto eccezionali, di lavori assolutamente discontinui e saltuari: in questo modo il referendum si potrebbe ancora evitare. Anche il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, invita a “impiegare queste prossime settimane per cambiare radicalmente la disciplina dei voucher, oltre che quella degli appalti: considerata la data del referendum, abbiamo il tempo per trovare una soluzione. Bisogna tornare allo spirito originario”, sottolinea, “i voucher devono essere utilizzati solo per situazione specifiche e ben individuate, da ricondurre prevalentemente alle esigenze delle famiglie, e solo per studenti, pensionati e disoccupati. Noi crediamo che ci siano le condizioni politiche per varare un provvedimento che abbia tali caratteristiche e, attraverso il confronto in corso al Ministero del lavoro, spingeremo nella direzione indicata. Se si ottenesse questo risultato, il referendum non sarebbe più necessario; e sarebbe un bene, perché i rischi conseguenti a un eventuale insuccesso della consultazione sono troppo alti. Se, viceversa, per responsabilità del Governo o del Parlamento, non si riuscisse a varare un efficace e utile provvedimento correttivo, coerentemente con le nostre immutate posizioni di merito, non potremmo che sostenere le ragioni del  referendum”.

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