Storia e problemi del nostro primo maggio

Ripubblico oggi l’articolo sul primo maggio dell’anno scorso, con una sola correzione. La disoccupazione giovanile che era al 43 per cento ë scesa attorno al 37-38 per cento. Non é un granché, ma insomma. Per il resto mi pare che il fondo sia ancora di stretta attualità.

“Il primo maggio, festa del lavoro, è una festa socialista. Venne ufficialmente proclamata dall’Internazionale socialista a seguito dei lavoratori morti a Chicago che nei primi giorni di maggio del 1886 manifestavano pacificamente per le otto ore di lavoro, anche se nello stato dell’Illinois quella legge era già stata approvata nel 1867. Quella manifestazione era stata anticipata dalla dimostrazione del 25 settembre del 1882 che si tenne a New York sempre con l’obiettivo delle otto ore di lavoro. Anche in Australia, addirittura del 1857, i lavoratori avevano rivendicato una giornata fatta di otto ore di lavoro, otto di riposo, otto di svago. In Europa la giornata del primo maggio venne lanciata proprio sul tema delle otto ore a partire dal 1890. Si celebrò la festa quasi cladenstinamente in Italia e furono pochi i lavoratori che ebbero il coraggio di assentarsi dal lavoro. Durante il regime crispino le manifestazion furono bandite e i socialisti, dall’estate del 1894 al 1896, furono perseguitati. Il partito nato a Genova nel 1892, che si trovò a congresso anche l’anno dopo a Reggio Emilia, fu costretto a rinviare il suo congresso di Imola, che doveva svolgersi nella città di Andrea Costa nel 1894, e si ritrovò clandestinamente a Parma l’anno dopo.

Le grandi manifestazioni del primo maggio si conciliarono cosi con obiettivi di democrazia e di giustizia sociale che trovarono il loro approdo nella fase giolittiana dei primi anni del novecento dopo le sanguinose repressioni del 1898 e le leggi speciali del governo Pelloux dell’anno dopo. In quel biennio finirono in carcere i più prestigiosi esponenti del Psi, da Filippo Turati, ad Anna Kuliscioff, da Leonida Bissolati, che dirigeva l’Avanti a partire dalla sua fondazione, nel 1896, a Camillo Prampolini. In Italia si raggiunse l’obiettivo delle dieci ore, si sanzionò il lavoro dei bambini, si stabilirono importanti normative di protezione sociale anche per le donne, grazie soprattuttto alla tenace azione di Anna Kuliscioff. Resta il fatto che le otto ore di lavoro verranno approvate attraverso una legge del 1923, quando presidente del Consiglio era Benito Mussolini, che in quel caso non si era del tutto dimenticato il suo passato socialista.

Ma mentre il fascismo dominuiva l’orario di lavoro aboliva la festività del primo maggio, anticipandola al 21 aprile, Natale di Roma. L’esaltazione del nazionalismo che celebrava in una data fittizia la nascita della capitale d’Italia era cosí conciliata con la festa del lavoro. Gli antifascisti approfittavano del primo maggio per sottolienarne in silenzio e in forme diverse non solo il suo originario valore socialista, ma anche il suo carattere antifascista. Solo nel 1945 il primo maggio venne ripristinato nella sua versione originaria. E purtroppo macchiata dal sangue di Portella della Ginestra, località in provincia di Palermo, due anni dopo, dove Salvatore Giuliano e la sua banda (su ordine di chi?) spararono sui lavoratori procurando undici morti e cinquanata feriti. Da allora l’accenno a Portella nei successivi primi maggio divenne d’obbligo.

Da qualche tempo la festa del lavoro viene celebrata con grandi concerti. Da vent’anni non assume più il suo valore puramente rivendicativo, esaltando solo quello celebrativo. Oggi dobbiamo rivendicarne il significato primo, intendendola come festa del lavoro, e soprattutto come festa per il lavoro. In Italia quasi il 40 per cento dei giovani è senza occupazione. Una parte cospicua delle nuove generazioni sono costrette a espatriare per vivere. I vincoli europei, il prevalere della finanza, la crisi della politica hanno creato un presente in cui il debito pubblico continua ad alzarsi, mentre lo sviluppo stenta e l’occupazione non aumenta. C’è tanto da fare, ancora, per affermare quegli ideali di solidarietà che animarono l’inizio di un grande movimento ottocentesco, che ha combattuto lungo il secolo ventesimo, e che oggi deve rialzare con orgoglio le sue insegne. La lotta per il lavoro è un grande obiettivo politico socialista. Nel mondo, in Europa, soprattutto in Italia”.

Primarie Pd e socialisti

Intanto ci terrei a precisare, contrariamente a quel che sostengono i tre candidati, e cioè che il solo partito democratico (mi si consenta la tautologia) é il Partito democratico che fa congressi ed elegge i suoi dirigenti, che nel nostro piccolo la comunità socialista ha svolto due congressi in un anno. Ha eletto il suo vertice e si appresta ad eleggere, coi congressi provinciali e regionali, anche i suoi quadri periferici. E aggiungo che il nostro Psi ha una federazione praticamente in ogni provincia italiana, conta su 21mila iscritti che hanno regolarmente pagato la tessera e su tanti bravi amministratori locali. Questo tanto per non dimenticare. Se il Pd si sente, ma solo in Europa, anche un partito socialista, il Psi si sente a ragione, e ovunque, anche un partito democratico.

Domani i socialisti non andranno a votare. Le primarie riguardano un altro partito. E i segretari é giusto che vengano eletti da chi a quel partito aderisce. Trovo bizzarro che questa prerogativa non sia esercitata solo dagli iscritti. Non accade in nessun’altra associazione, organizzazione, società, club. Questa stravaganza, figlia dell’enfatizzazzione delle primarie americane e della loro trasposizione in Italia, finisce proprio per delegittimare e anche per umiliare la funzione degli iscritti. Se nell’elezione del segretario gli iscritti valgono solo in fase eliminatoria, e nella finale a mo’ di play off vengono equiparati ai non iscritti, allora perché dovrebbero continuare a iscriversi pagando peraltro ben di più dei due euro, pedaggio per conseguire il diritto di voto?

Si specifica, e si chiede un pronunciamento più o meno ufficiale, che i non iscritti devono assicurare di essere elettori del Pd, o di averlo votato anche se non continuativamente. A parte il fatto che il voto é segreto e si può dichiarare anche il falso, credo che un partito distinto, anche se alleato del Pd, non possa che astenersi da queste elezioni. Gli iscritti di un partito non possono votare il segretario di un altro partito. Per questo ho contestato anche sui social la posizione di qualche socialista che intendeva prendere parte alle primarie del Pd. E mi sono preoccupato della scelta dei Socialisti in movimento che in un comunicato ufficiale hanno dichiarato di sostenere “non solo in Puglia, ma in tutta Italia”, la candidatura di Michele Emiliano. Ho preso atto poi delle dichiarazioni successive che negavano la partecipazione diretta al voto, come se il sostegno fosse da praticare in modo originale, cioè mandando a votare gli altri.

Penso invece che, qualora la legge elettorale, come mi auguro, renda possibili le coalizioni, si dovrebbero tenere altre primarie con tutti gli alleati, come già si fece nel 2013, quando si fronteggiarono Bersani, che le vinse, Renzi e Vendola. In quel caso sì che i socialisti dovrebbero prenderne parte. Sarebbero primarie di tutto il centro-sinistra e dovrebbero designare non il candidato premier, che in Italia non viene eletto direttamente, ma il candidato alla presidenza del Consiglio, qualora la coalizione vincesse le elezioni ottenendo il premio di maggioranza. Il candidato in caso di vittoria , dunque, visto che poi sarà il presidente della Repubblica da assegnargli l’incarico. Bisogna precisare bene tutto questo e farlo non significa alzare polveroni, ma semplicemente usare la logica e la Costituzione. Vedo che in Italia non sempre son qualità di tutti…

Vicenza, approvata mozione Psi

E’ stata approvata ieri in Consiglio Comunale la mozione, a prima firma del Consigliere socialista Tosetto, che esprime la propria contrarietà alla legge regionale del Veneto riguardante i criteri di ammissione dei bambini agli asili nido della nostra regione.

La mozione esprime la contrarietà del Consiglio Comunale ad individuare i criteri selettivi riportati dalla legge regionale approvata dal Consiglio Regionale del Veneto ed impugnata pochi giorni fa dal Governo a seguito delle richieste di molti parlamentari tra i quali l’on. Locatelli del PSI.

La mozione critica in particolare il criterio di precedenza assoluta “per i figli di genitori residenti o che prestino attività lavorativa in Veneto da almeno 15 anni”. La mozione chiede invece che la Regione Veneto destini maggiori risorse finanziarie agli asili nido comunali affinchè possa essere potenziata l’offerta per tutti i cittadini.

La mozione impegna inoltre il Presidente del Consiglio Comunale a informare la popolazione della città di Vicenza di tale contrarietà espressa dal Consiglio stesso.

Terroni Uniti, arriva il concertone gratuito del primo maggio a Napoli

TERRONIUNITISi arricchisce il nutrito cast del concertone gratuito del primo maggio a Napoli dei Terroni Uniti che si terrà in piazza Dante e che diventerà la seconda tappa, dopo Pontida, del tour dei Terroni Uniti che hanno già annunciato il prossimo concerto a Lampedusa.  Si allunga la lista degli artisti  provenienti non solo da Napoli e dall’Italia, ma anche dalla Spagna e dal Mali e si allungano anche le ore dello show, infatti il live, annunciato per le 14,  partirà invece alle 12 e andrà avanti fino a mezzanotte.

Ecco i nomi che si sono aggiunti al cast: Capatost, Francesco Di Bella, Chiodo Fisso, Pietra Montecorvino, Amed Key & RSP Sound System, Lelio Morra, Ivan Granatino, Claudia Megrè, mentre da Roma arriva R.A.K. (Barracruda Fam – ROMA) e l’attesissimo Piotta.

locandina primo maggioCon il concertone del Primo Maggio nascono anche i Terroni Radiofonici Uniti da un’idea di Gianni Simioli, uno dei presentatori dello show, che ha pensato di unire tutte le realtà radiofoniche e portarle sul palco del primo maggio. “In un’occasione come questa, in cui la musica unisce, non potevamo pensare di dare l’esclusiva ad una sola emittente – afferma Gianni Simioli – e così ho pensato di chiamare tanti colleghi, speaker di diverse radio, uniti verso un solo scopo, quello di dar vita ad una serata all’insegna della coesione e dell’amicizia nello spirito dei “Terroni Uniti”. Ci saranno dunque: Rosanna Iannaccone (Radio Marte), Daniele Decibel Bellini ( Radio Kiss Kiss Italia), Maria Silvia Malvone (kiss Kiss Italia), Michele Chianese (Radio CRC), Bruno Gaipa (Radio Punto Nuovo- Av), Fabrizio Maffei (Radio Bussola 24 – Salerno), Tarcisio Suarez (Radio Ibiza) e Rosario Arzeo e Stefania Sirignano (Radio Punto Zero).

Il concertone sarà presentato da Gianni Simioli insieme a Paolo Caiazzo, Peppe Iodice, Cecilia Donadio e Francesco Paoloantoni e sul palco oltre alla musica,  si avvicenderanno anche tante voci di chi lavora per tenere acceso il punto focale della giornata del primo Maggio, la festa dei lavoratori  appunto, che a Napoli, più che mai, diventa la festa ribelle dei lavoratori a nero, dei lavoratori sfruttati, della manodopera dell’informale, delle vittime clandestine del caporalato. Una festa, un concerto, tante voci unite per pretendere che Napoli sia liberata da ogni marchio, da ogni pregiudizio, da ogni politica di marginalizzazione, privatizzazione, indebitamento, sfruttamento, avvelenamento.

Ci saranno anche gli “Scrittori Terroni Uniti” come: Luca Delgado, Rosario Dello Iacovo, Pino Imperatore, Antonella Cilento, Gianluca Calvino, Maura Messina, Maurizio de Giovanni, Michele Serio, Massimo Torre, Enza Alfano, Letizia Vicedomini, Claudio Finelli, Giovanni Meola, Gaetano Di Vaio.

Il concerto è  sostenuto dall’Amministrazione Comunale e da  tante realtà imprenditoriali come: Musica Posse, Jesce Sole, Full Heads, Area Live, 4Raw, Suoni del sud, Ethnos festival.

Colonna sonora della giornata sarà “Gente do Sud”, il piccolo grande miracolo del collettivo “Terroni Uniti”, non solo una canzone, ma un vero e proprio inno antirazzista, che ha acceso un faro importante sulla tematica dell’immigrazione,  scagliandosi contro tutte le forme di razzismo fino a dissacrare la roccaforte leghista, portando un messaggio d’accoglienza, di fratellanza e d’amore per il diverso.

Terroni Uniti, arriva il concertone gratuito del primo maggio a Napoli

TERRONIUNITISi arricchisce il nutrito cast del concertone gratuito del primo maggio a Napoli dei Terroni Uniti che si terrà in piazza Dante e che diventerà la seconda tappa, dopo Pontida, del tour dei Terroni Uniti che hanno già annunciato il prossimo concerto a Lampedusa.  Si allunga la lista degli artisti  provenienti non solo da Napoli e dall’Italia, ma anche dalla Spagna e dal Mali e si allungano anche le ore dello show, infatti il live, annunciato per le 14,  partirà invece alle 12 e andrà avanti fino a mezzanotte.

Ecco i nomi che si sono aggiunti al cast: Capatost, Francesco Di Bella, Chiodo Fisso, Pietra Montecorvino, Amed Key & RSP Sound System, Lelio Morra, Ivan Granatino, Claudia Megrè, mentre da Roma arriva R.A.K. (Barracruda Fam – ROMA) e l’attesissimo Piotta.

Con il concertone del Primo Maggio nascono anche i Terroni Radiofonici Uniti da un’idea di Gianni Simioli, uno dei presentatori dello show, che ha pensato di unire tutte le realtà radiofoniche e portarle sul palco del primo maggio. “In un’occasione come questa, in cui la musica unisce, non potevamo pensare di dare l’esclusiva ad una sola emittente – afferma Gianni Simioli – e così ho pensato di chiamare tanti colleghi, speaker di diverse radio, uniti verso un solo scopo, quello di dar vita ad una serata all’insegna della coesione e dell’amicizia nello spirito dei “Terroni Uniti”. Ci saranno dunque: Rosanna Iannaccone (Radio Marte), Daniele Decibel Bellini ( Radio Kiss Kiss Italia), Maria Silvia Malvone (kiss Kiss Italia), Michele Chianese (Radio CRC), Bruno Gaipa (Radio Punto Nuovo- Av), Fabrizio Maffei (Radio Bussola 24 – Salerno), Tarcisio Suarez (Radio Ibiza) e Rosario Arzeo e Stefania Sirignano (Radio Punto Zero).

Il concertone sarà presentato da Gianni Simioli insieme a Paolo Caiazzo, Peppe Iodice, Cecilia Donadio e Francesco Paoloantoni e sul palco oltre alla musica,  si avvicenderanno anche tante voci di chi lavora per tenere acceso il punto focale della giornata del primo Maggio, la festa dei lavoratori  appunto, che a Napoli, più che mai, diventa la festa ribelle dei lavoratori a nero, dei lavoratori sfruttati, della manodopera dell’informale, delle vittime clandestine del caporalato. Una festa, un concerto, tante voci unite per pretendere che Napoli sia liberata da ogni marchio, da ogni pregiudizio, da ogni politica di marginalizzazione, privatizzazione, indebitamento, sfruttamento, avvelenamento.

Ci saranno anche gli “Scrittori Terroni Uniti” come: Luca Delgado, Rosario Dello Iacovo, Pino Imperatore, Antonella Cilento, Gianluca Calvino, Maura Messina, Maurizio de Giovanni, Michele Serio, Massimo Torre, Enza Alfano, Letizia Vicedomini, Claudio Finelli, Giovanni Meola, Gaetano Di Vaio.

Il concerto è  sostenuto dall’Amministrazione Comunale e da  tante realtà imprenditoriali come: Musica Posse, Jesce Sole, Full Heads, Area Live, 4Raw, Suoni del sud, Ethnos festival.

Colonna sonora della giornata sarà “Gente do Sud”, il piccolo grande miracolo del collettivo “Terroni Uniti”, non solo una canzone, ma un vero e proprio inno antirazzista, che ha acceso un faro importante sulla tematica dell’immigrazione,  scagliandosi contro tutte le forme di razzismo fino a dissacrare la roccaforte leghista, portando un messaggio d’accoglienza, di fratellanza e d’amore per il diverso.

Aterballetto chiude il Festival Internazionale della Danza di Roma

Aterballetto_BLISS - Ph. Nadir Bonazzi

Aterballetto_BLISS – Ph. Nadir Bonazzi

A chiudere la settima edizione del Festival Internazionale della Danza di Roma della Filarmonica Romana e Teatro Olimpico una presenza ormai consolidata e sempre di grande qualità, quella della compagnia emiliana Aterballetto, reduce da una fortunata tournée in Germania (anche al prestigioso festival di danza a Mainz), Lussemburgo e Svizzera, dove ha portato in scena le ultime produzioni della compagnia. Mercoledì 3 e giovedì 4 maggio (ore 21) Aterballetto presenterà per la prima volta a Roma un dittico formato da due lavori del 2016, Words and Space nuova coreografia del praghese Jiří Pokorny su musiche del repertorio barocco, e Bliss, coreografia dello svedese Johan Inger sulla splendida musica del Köln Concert di Keith Jarrett.

Coreografo del Nederlands Dans Theater, Jiří Pokorny ha ideato uno spettacolo che rappresenta la metafora di un dialogo con il proprio io. Andato in scena in prima assoluta al Teatro Valli di Reggio Emilia lo scorso ottobre per Aterballetto, Words and Space viene così presentato dal suo autore: “Words and Space (Parole e Spazio) rappresenta la metafora di un dialogo intrapersonale: il corpo di un individuo all’interno di uno spazio nell’atto di cimentarsi in un ‘monodialogo’, un dialogo con il proprio io. Le parole, nel loro libero fluire, possono unirsi a formare frasi di senso compiuto in una unità di tempo o rimanere isolate, si perdono e si ritrovano nella poesia del movimento. Intimità individuale e autorealizzazione sono i soli livelli in grado di condurci a una più profonda condizione di dialogo individuale. Questo tipo di comunicazione, che ha luogo all’interno del singolo o tra molti, rivela la vulnerabilità e l’autenticità di un istante nella prigione della nostra (stessa) libertà. Lo scopo è quello di proiettare l’esperienza assolutamente personale degli interpreti la cui gioia ‒ e forse anche la loro fatica – sembra esistere nel presente di una bellezza ‘nuda’ e di una realtà non violenta. Words and Space proietta immagini in movimento di un dipinto o di un libro traboccante di storie fluttuanti, è un racconto personale, intimo e poetico”.

Words and Space - ph Nadir Bonazzi

Words and Space – ph Nadir Bonazzi

Anche Johan Inger, come Pokorny, lega la sua attività di danzatore prima e coreografo poi alla dinamica Nederlands Dans Theater con cui ha realizzato diversi lavori. Bliss, che ha debuttato in prima mondiale a Modena nel marzo 2016, prede come punto di partenza la musica del Köln Concert di Keith Jarrett, “che – come racconta lo stesso Inger –, oltre che il sottoscritto, ha inspirato e toccato milioni di persone grazie al suo, secondo me, perfetto tempismo nell’attirare una generazione che si muoveva da una parte all’altra della propria vita. Il mio compito – prosegue il coreografo svedese –, insieme a quello dei danzatori, è quello di raccontare come ci relazioniamo con questa musica iconica. Nel modo in cui incontriamo questa musica con gli occhi di oggi, è presente sia una sfida compositiva che emotiva. Essere presenti qui e ora, come lo è stato Keith Jarrett quando suonò la prima volta, è quello che noi stiamo cercando. Provando ad essere puri e freschi senza idee preconcette. Oggi mi è stato chiesto di dare un’idea di cosa sarà il mio lavoro, ma la verità dello spettacolo dovrà essere scoperta attraverso il mio incontro con i danzatori e, insieme, dal nostro incontro con la musica del Köln Concert. Quindi eccoci qui, tutti quanti, non importa quale sia la nostra esperienza. Siamo ‘principianti’ l’uno nei confronti dell’altro e nei confronti della musica che darà voce a questo nuovo incontro”.

Piemonte rafforza studio su effetti da amianto

radiologiaAvviare un progetto di respiro nazionale e europeo, che funga da modello per lo studio del mesotelioma, attraverso investimenti sulla ricerca pre-clinica che permettano di conoscere le cause della malattia e individuare nuovi farmaci e nuove terapie. Con questo obiettivo si è riunito oggi pomeriggio presso l’assessorato regionale alla Sanità il Comitato strategico amianto. Presenti all’incontro l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, l’assessore regionale all’Ambiente Alberto Valmaggia, il direttore dell’azienda ospedaliera di Alessandria Giovanna Baraldi, il direttore dell’Asl di Alessandria Gilberto Gentili, il responsabile del Centro sanitario amianto del Piemonte Massimo D’Angelo, il sindaco di Casale Titti Palazzetti in qualità di presidente, i rappresentanti delle associazioni delle vittime dell’amianto, dell’Arpa e dei sindacati.

Il progetto voluto dall’Associazione familiari vittime amianto, che può contare su un finanziamento di 3,8 milioni di euro e sarà gestito dall’azienda ospedaliera di Alessandria come capofila, vedrà il coinvolgimento dell’Università degli Studi di Torino e in particolare del dipartimento di Oncologia di cui fanno parte gli istituti di ricerca del San Luigi di Orbassano, di Candiolo e delle Molinette. L’Università di Torino affiancherà le istituzioni già coinvolte, l’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, l’Istituto scientifico romagnolo per la studio e la cura dei tumori, il dipartimento di Medicina traslazionale e il dipartimento di Scienze della salute dell’Università del Piemonte orientale. All’interno di questa revisione del piano, la Regione individuerà un garante scientifico della ricerca, con il compito di assicurare la funzionalità e la coerenza di tutte le attività.

“Stiamo mettendo in campo le migliori competenze a disposizione, per far sì che l’attività sia di livello altissimo e sia in grado di fungere da modello sul piano nazionale e non soltanto in ambito locale – ha spiegato l’assessore Saitta -. Gli enti coinvolti saranno considerati “alla pari”, e ognuno contribuirà con le proprie conoscenze e capacità. Come Regione ci attrezziamo per garantire la realizzazione di questi obiettivi”.
“L’attività sarà di ampio respiro ma continuerà ad avere come riferimento l’azienda ospedaliera e i presidi di Casale e Alessandria attraverso l’Ufim, che sarà rafforzata per garantirne l’operatività nel tempo – ha sottolineato il direttore Baraldi -. In questo contesto rivestirà particolare importanza l’individuazione del responsabile scientifico, come figura di garanzia, unitarietà e fattibilità”.

A volte ritornano. Luciano Moggi a 80 anni riparte dall’Albania

Radiato a vita dalla Federazione Italiana per le note vicende di Calciopoli, l’ex dirigente della Juventus ha firmato un contratto triennale con il Partizani Tirana
luciano_moggiROMA – Luciano Moggi torna nel mondo del calcio. Non in quello italiano, dove l’ex dirigente della Juventus è stato radiato a vita, ma ricomincia dall’Albania, precisamente con il Partizani Tirana, con cui ha firmato un contratto triennale. Nel club albanese, attualmente in testa al campionato nazionale, Moggi svolgerà il ruolo consulente in tutti i settori, dalla parte tecnica a quella organizzativa fino al marketing. Una nuova avventura dunque per il 79enne ex direttore generale della Juventus, principale responsabile dei noti fatti di ‘Calciopoli’, che costarono alla società degli Agnelli la retrocessione in Serie B e tante pagine difficili prima del glorioso ritorno al dominio in Italia. Moggi nel nostro calcio non può più ricoprire alcuna carica dopo la radiazione a vita decisa dalla Figc e successivamente confermata dal Consiglio di Stato. Un ritorno che sicuramente farà discutere.

Francesco Carci

Alitalia, dopo il prestito ponte a guadagnarci è Etihad

etihad alitaliaAncora nessuna decisione sul destino di Alitalia, l’ex compagnia di bandiera è alle prese con l’ennesima crisi della sua storia aziendale ed è ancora una volta a rischio fallimento, tuttavia per il momento è stato concesso il prestito ponte da 400 milioni a tassi di mercato, che aiuterà Alitalia a rimanere operativa fino a quando non verrà presa una decisione di cui si parlava nelle ultime ore. A confermarlo una portavoce della Commissione Ue che ha dato il via libera a Roma.
Uno Stato membro “può intervenire a favore delle imprese a condizioni di mercato”, ha infatti dichiarato la portavoce aggiungendo che “interventi pubblici di questo genere non sarebbero considerati aiuti di stato e non ricadono nelle norme Ue sugli aiuti pubblici”. Dunque “non richiederebbero una decisione della Commissione”, così come aveva spiegato il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda. Mentre da una parte viene confermata una delle voci che si rincorrevano in queste ore, dall’altra viene smentita la notizia di nuovo un intervento diretto dello Stato per salvare Alitalia. L’ipotesi è esclusa dal Tesoro. “Il governo non è disponibile a partecipare direttamente o indirettamente ad alcun aumento di capitale di Alitalia”, ha detto il ministro Pier Carlo Padoan durante il question time alla Camera. “Un eventuale intervento finanziario dello Stato” in Alitalia “sarebbe finalizzato esclusivamente a evitare l’interruzione dell’attività”. Se effettivamente la compagnia delibererà di richiedere l’amministrazione straordinaria, si procederà con “la massima tempestività all’apertura della procedura e alla nomina dell’organo commissariale straordinario” per il quale i nomi certi sembrano quelli di Luigi Gubitosi ed Enrico Laghi (già commissario anche dell’Ilva), con la terza casella ancora da riempire, “con il compito di provvedere alla gestione”.
Resta ora l’incognita su un eventuale acquisto della Compagnia aerea che ha comunque cercato di tranquillizzare gli utenti circa la regolare operatività della compagnia nonostante la situazione di forte incertezza, Lufthansa, Ferrovie e Intesa si sfilano. A restare Etihad ringraziata pubblicamente dal ministro dei Trasporti, Graziano Delrio. “Senza Etihad, Alitalia sarebbe stata in liquidazione due anni fa”. Semmai, ha aggiunto, “sono alcune strategie aziendali che hanno fallito”. Per Delrio è “da evitare uno spezzettamento, la perdita di posti di lavoro e la perdita di voli sull’Italia”.
Ma dalle analisi de Il Sole 24 ore risulta il contrario. È vero che “Etihad salvò Alitalia con un esborso da 560 milioni di euro”, si legge sul quotidiano. “Ma il capitale di rischio, l’equity versato, era solo di 387 milioni (per rilevare il 49% da Cai, la holding dei Capitani coraggiosi, guidati da Roberto Colaninno). Il resto era in realtà shopping: 60 milioni per l’acquisto di 5 slot Alitalia su Londra. Appena 12 milioni l’uno. Secondo fonti interne Alitalia, quegli slot valevano molto di più: ‘Almeno 70 milioni'”.
Inoltre altri 112 milioni sono stati impiegati da Etihad per rilevare il 75% del programma Mille Miglia, creando una società chiamata Alitalia Loyalty. Infine scrive il giornalista Simone Filippetti “Altre entrate da Alitalia, poi, a Etihad arriverebbero anche dal code sharing (le tratte fatte in condivisione): se un passeggero compra un biglietto Etihad ma il volo è gestito da Alitalia,la compagnia emiratina riconoscerebbe, sempre a detta di fonti interne, 200 euro agli italiani. Al contrario, invece, Alitalia riconoscerebbe 400 euro a biglietto per Etihad. Moltiplicato per le migliaia di biglietti venduti, il vantaggio non è da poco”.
Insomma conti alla mano, all’estero, come in Italia, il Capitani coraggiosi pronti a salvare un’azienda ci sono solo se hanno un bel tornaconto.