martedì, 24 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

25 aprile. Le celebrazioni senza la comunità ebraica
Pubblicato il 20-04-2017


25 aprileA meno di una settimana dalle celebrazioni della liberazione dal nazi-fascismo, come già successo negli anni passati, iniziano le polemiche. Al centro la comunità ebraica che quest’anno ha fatto sapere che non sarà al corteo dell’Anpi Roma.
“A causa dell’impossibilità di partecipare al corteo del 25 Aprile a seguito della scelta dell’Anpi Roma di cancellare la storia e far sfilare gli eredi del Gran Mufti di Gerusalemme che si alleò con Hitler con le proprie bandiere e delle ripetute aggressioni, avvenute negli anni passati, ai danni dei rappresentanti della Brigata Ebraica, il mondo ebraico ha deciso di organizzare una propria manifestazione”. Così ha chiarito la presidente Ruth Dureghello della comunità ebraica di Roma che ha anche fatto sapere che sarà insieme all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane “in via Balbo, di fronte all’allora sede della Brigata Ebraica, per tornare a celebrare la liberazione d’Italia dal nazifascismo da parte delle forze partigiane e dei paesi alleati”.
Da anni ci sono proteste da parte della comunità ebraica che si è ritrovata a a sfilare accanto a quella palestinese al corteo.
In più Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma, aggiunge: “L’Anpi che ci paragona a una comunità straniera è fuori dalla storia e non rappresenta più i veri partigiani. Oggi c’è bisogno di celebrare il 25 aprile senza faziosità e senza ambiguità, una festa di chi crede nella Costituzione e nei valori dell’antifascismo”.
“Lo dico ai dirigenti dell’Anpi. Se celebri la Liberazione gli ebrei devono esserci”. È quanto ha affermato il segretario del Psi, Riccardo Nencini, intervenendo nella polemica tra comunità ebraica e Anpi. “La Brigata ebraica era inquadrata nell’esercito inglese. Combatté, eccome”, ha aggiunto. “Il 25 aprile io deporrò fiori anche nel cimitero che raccoglie le spoglie dei soldati alleati. Senza di loro, liberarsi dei tedeschi sarebbe stato un problema”, ha concluso.
E anche il pd capitolino non sarà alla manifestazione dell’associazione dei partigiani. “Purtroppo ancora una volta a Roma il corteo dell’Anpi è diventato elemento di divisione quando dovrebbe essere invece l’occasione di unire la città intorno ai valori della resistenza e dell’antifascismo. Per questo, come già l’anno passato, non parteciperemo”, spiega Matteo Orfini, commissario romano del partito democratico.
“Sono dispiaciuto, è una polemica inutile che si cerca di sollevare ogni anno, abbiamo fatto il possibile per far partecipare tutti al corteo”, afferma il presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia. “È una festa nazionale aperta a tutti, e la Comunità non può lamentarsi se vengono anche rappresentanti del Gran Mufti di Gerusalemme, l’unica prescrizione che diamo è che non si venga con bandiere che non siano quelle dei partigiani. Non hanno alcun motivo per non partecipare, hanno fatto diversi incontri con l’Anpi di Roma, ma la Comunità ebraica ha deciso di non venire, di sollevare una diatriba che rovina l’immagine del 25 Aprile. Noi anche volendo non possiamo intervenire – conclude il presidente – non abbiamo il potere di selezionare chi partecipa al corteo”.

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