martedì, 23 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Alitalia, dopo il prestito ponte a guadagnarci è Etihad
Pubblicato il 28-04-2017


etihad alitaliaAncora nessuna decisione sul destino di Alitalia, l’ex compagnia di bandiera è alle prese con l’ennesima crisi della sua storia aziendale ed è ancora una volta a rischio fallimento, tuttavia per il momento è stato concesso il prestito ponte da 400 milioni a tassi di mercato, che aiuterà Alitalia a rimanere operativa fino a quando non verrà presa una decisione di cui si parlava nelle ultime ore. A confermarlo una portavoce della Commissione Ue che ha dato il via libera a Roma.
Uno Stato membro “può intervenire a favore delle imprese a condizioni di mercato”, ha infatti dichiarato la portavoce aggiungendo che “interventi pubblici di questo genere non sarebbero considerati aiuti di stato e non ricadono nelle norme Ue sugli aiuti pubblici”. Dunque “non richiederebbero una decisione della Commissione”, così come aveva spiegato il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda. Mentre da una parte viene confermata una delle voci che si rincorrevano in queste ore, dall’altra viene smentita la notizia di nuovo un intervento diretto dello Stato per salvare Alitalia. L’ipotesi è esclusa dal Tesoro. “Il governo non è disponibile a partecipare direttamente o indirettamente ad alcun aumento di capitale di Alitalia”, ha detto il ministro Pier Carlo Padoan durante il question time alla Camera. “Un eventuale intervento finanziario dello Stato” in Alitalia “sarebbe finalizzato esclusivamente a evitare l’interruzione dell’attività”. Se effettivamente la compagnia delibererà di richiedere l’amministrazione straordinaria, si procederà con “la massima tempestività all’apertura della procedura e alla nomina dell’organo commissariale straordinario” per il quale i nomi certi sembrano quelli di Luigi Gubitosi ed Enrico Laghi (già commissario anche dell’Ilva), con la terza casella ancora da riempire, “con il compito di provvedere alla gestione”.
Resta ora l’incognita su un eventuale acquisto della Compagnia aerea che ha comunque cercato di tranquillizzare gli utenti circa la regolare operatività della compagnia nonostante la situazione di forte incertezza, Lufthansa, Ferrovie e Intesa si sfilano. A restare Etihad ringraziata pubblicamente dal ministro dei Trasporti, Graziano Delrio. “Senza Etihad, Alitalia sarebbe stata in liquidazione due anni fa”. Semmai, ha aggiunto, “sono alcune strategie aziendali che hanno fallito”. Per Delrio è “da evitare uno spezzettamento, la perdita di posti di lavoro e la perdita di voli sull’Italia”.
Ma dalle analisi de Il Sole 24 ore risulta il contrario. È vero che “Etihad salvò Alitalia con un esborso da 560 milioni di euro”, si legge sul quotidiano. “Ma il capitale di rischio, l’equity versato, era solo di 387 milioni (per rilevare il 49% da Cai, la holding dei Capitani coraggiosi, guidati da Roberto Colaninno). Il resto era in realtà shopping: 60 milioni per l’acquisto di 5 slot Alitalia su Londra. Appena 12 milioni l’uno. Secondo fonti interne Alitalia, quegli slot valevano molto di più: ‘Almeno 70 milioni'”.
Inoltre altri 112 milioni sono stati impiegati da Etihad per rilevare il 75% del programma Mille Miglia, creando una società chiamata Alitalia Loyalty. Infine scrive il giornalista Simone Filippetti “Altre entrate da Alitalia, poi, a Etihad arriverebbero anche dal code sharing (le tratte fatte in condivisione): se un passeggero compra un biglietto Etihad ma il volo è gestito da Alitalia,la compagnia emiratina riconoscerebbe, sempre a detta di fonti interne, 200 euro agli italiani. Al contrario, invece, Alitalia riconoscerebbe 400 euro a biglietto per Etihad. Moltiplicato per le migliaia di biglietti venduti, il vantaggio non è da poco”.
Insomma conti alla mano, all’estero, come in Italia, il Capitani coraggiosi pronti a salvare un’azienda ci sono solo se hanno un bel tornaconto.

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