lunedì, 23 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Alternanza scuola lavoro e ONG per una nuova cooperazione
Pubblicato il 04-04-2017


ASL è una straordinaria esperienza formativo/ innovativa che unisce il sapere al saper fare. Orienta le aspirazioni degli studenti, tra didattica e apprendimento al mondo esterno.

Con questa innovativa modalità la scuola del terzo millennio si connette con il mondo del lavoro verso nuove esigenze occupazionali, confrontandosi su tematiche globali, diritti umani e cooperazione allo sviluppo. Oggi l’ASL è obbligatoria per tutti gli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori, anche Licei. E’ la parte avanzata della legge 107 verso il principio della “scuola aperta”. Una scuola più efficace che guarda al territorio, coinvolgendo società e studenti sulle scelte per un futuro in continuo movimento. E’ una scuola che si sintonizza alle frequenze del mondo del lavoro, dei diritti e delle conoscenze globali, in un coinvolgimento multi-generazionale, tra tutor, docenti esterni e nuovi punti di contatto. Favorisce la comunicazione intergenerazionale, pone le basi per uno scambio di esperienze e di crescita reciproca. Volontariato, enti culturali, umanitari ONG, istituzioni, ordini professionali, terzo settore, Imprese, aziende, sono nuovi soggetti partner educativi e formativi che scatenano sinergie esperienze e le passioni di tutti. Si costruiscono –insieme- esperienze positive, tracciati studio/lavoro fondati sulla conoscenza teorica e su esperienze pratiche in percorsi condivisi.

Ciò che appare evidente è un interessante cambiamento culturale, una originalità al passo col sistema duale, che coniuga il tessuto produttivo con quello socio-culturale del paese. Esperienze formative e di vita che coinvolgono da quest’anno, essendo obbligatorie per gli studenti, oltre 1 milione e mezzo di giovani delle scuole superiori. Una nuova esperienza formativo/educativa, di cooperazione tra scuola e diversi soggetti che generano dialogo formativo e confronto -di alto e qualificato profilo-, potendosi sviluppare in determinati contesti di lavoro. Gli studenti, si trovano al centro di nuovi stimoli, nuove capacità, creatività e conoscenze, essendo collocati all’interno di ONG, enti e OSC, con un “nuovo approccio“, quello del no profit. Ed è proprio la particolarità della spinta umanitaria, a fronte di determinati programmi di contesto internazionale in cui si trova il nostro tempo a generare (ad esempio sulla questione mediterraneo) nuovi e diversi modelli di approccio e intervento. Interventi in modalità imprenditoriale dove l’idea si tradure in azione.

E’ una diversa competenza, la chiave con cui si accede alla creatività, all’innovazione e alla assunzione di rischi, come la capacità di pianificare, gestire progetti e raggiungere obiettivi. Competenze e prime esperienze di conoscenza e di confronto che aiutano i giovani ad acquisire consapevolezza, riconoscendo e raccogliendo nuove opportunità, in una visione originale tra economia e società. Lo studente non è un lavoratore, lo diventerà, ecco perché la partecipazione all’ASL è importante, poiché offre al giovane studente l’opportunità di assorbire, ascoltare, osservare, interagire su coerenze e percorsi case study, condivisi, su progetti innovativi, tra economie e società. Nelle differenza dei ruoli e delle competenze, ogni soggetto attivo – scuola, mondo del lavoro, tutor, è sollecitato -con coerenza- a nuovi stimoli e a valorizzare ogni aspirazione. Il percorso di ASL si articola in moduli didattico-informativi, svolti direttamente preso i centri ospitanti con moduli di pratico apprendimento all’interno del contesto lavorativo. Rispetto al classico tirocinio/ stage è un percorso strutturato e sistematico con obbligatorietà e forte impegno organizzativo per i diversi soggetti. L’ASL all’interno delle sedi di esperienza, offre e stimola forti sollecitazioni umane rispetto i progetti in essere. Lo abbiamo compreso quando iniziarono a morire centinaia di profughi nel mare mediterraneo. Da li a breve le richieste delle scuole per

L’ASL nelle ONG triplicarono. Il 10 giugno 2014 con una convenzione firmata tra MIUR/MAE -dopo una dichiarazione d’intenti tra MIUR e MAE- si diede avvio alla settimana scolastica per la Cooperazione internazionale allo sviluppo. A seguire la circolare Miur del 17.4.2105 n. 2622 formalizzò l’adesione all’anno Europeo -2015- dello sviluppo, istituendo “la settimana scolastica della CIS”, in accordo con il MAECI. Un’altra circolare la n.2725 del 20.04.2015, “per non dimenticare il naufragio dei migranti del 18 aprile nel canale di Sicilia” (oltre 700 persone morte annegate) diede un’ulteriore scossa – nella sua drammaticità- a testimoniare la difficile situazione politica internazionale, in particolare medio orientale – euro mediterranea. A sottolineare le differenze socio economi che colpiscono gran parte dei paesi, si aggiunga l’aumento della povertà, nuovi e antichi conflitti -che mietono ancora vittime e grandi migrazioni nel mondo-, la distruzione dell’ambiente, l’accaparramento delle terre e delle risorse naturali, i sessanta milioni di persone in mobilità, tra profughi rifugiati e apolidi di ogni genere. Sono questi in sintesi alcuni temi che abbiamo deciso di affrontare –insieme con la scuola e con tanti studenti, in conferenze pubbliche, in ASL e in specifici laboratori. Tra le tante e qualificate collaborazioni/competenze con l’Università, con esperti di cooperazione sociale e internazionale e Ong. Operatori, esperti, espatriati che dialogano e affrontano con gli studenti temi e attività tra emergenze umanitarie, programmi di sviluppo e progetti strutturali. Oltre ai programmi in ASL, laboratori, visite mirate e case study si sollecitano approfondimenti tematici, come l’attualità le conversazioni e i dibattiti sui recenti fenomeni internazionali ed il loro impatto locale. Per affrontare approfondire e operare su diverse discipline sono necessarie molte risorse umane dalla stampa, agli operatori religiosi, ai professionisti della pedagogia e della psicologia. Operatori delle forze dell’ordine e volontariato, affinché le diverse sfumature siano tradotte fedelmente con comprovate e idonee competente.

Anche per le ONG è una nuova sfida, che permette di poter ripartire ogni volta daccapo sulle questioni delicate come la difesa dei diritti umani a rischio, nella foresta della globalizzazione fuori controllo. E il contributo umano è fondamentale, per poter coinvolgere fattivamente gli studenti sui diritti, sul ruolo della cooperazione allo sviluppo, sugli obiettivi dell’Agenda 2030, sulla riduzione della povertà, su quanto previsto dall’articolo 21 del trattato sull’Unione europea rispetto “l’azione dell’UE sulla scena internazionale fondata sui principi che ne hanno informato la creazione, lo sviluppo e l’allargamento e che essa si prefigge di promuovere nel resto del mondo: democrazia, Stato di diritto, universalità e indivisibilità dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, rispetto della dignità umana, principi di uguaglianza e di solidarietà e rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale”. E quanto sancito dall’articolo 208 nel TFUE rispetto “la politica dell’UE nel settore della cooperazione allo sviluppo condotta nel quadro dei principi e degli obiettivi dell’azione esterna dell’Unione. La politica di cooperazione allo sviluppo dell’Unione e quella degli Stati membri si completano reciprocamente. L’obiettivo principale della politica dell’Unione in questo settore è la riduzione e, a termine, l’eliminazione della povertà”.

La cooperazione internazionale, ai fini della lotta alla povertà e alle disuguaglianze globali vuole contribuire a creare un mondo più stabile, nella pace. Un pianeta equo e prospero che rispecchi l’interdipendenza tra i paesi più ricchi e quelli più poveri. L’ASL in tal senso offre agli operatori e agli studenti diverse opportunità di conoscenza sia sulle finalità internazionali, (progetti e programmi delle ONG) che tematiche e interventi, attività tra nuove frontiere geografiche e occupazionali. I focus si eprimono in particolare sui programmi di ECG, e sull’Educazione allo sviluppo, mirati al contrasto della povertà, alla difesa dei diritti umani, all’istruzione nei paesi poveri. Sull’educazione alla cittadinanza globale, cresce la consapevolezza di una più diffusa conoscenza delle dinamiche politiche, economiche e sociali che determinano gli squilibri mondiali. Di una maggiore partecipazione della cittadinanza e della scuola per la lotta contro le povertà. Con educazione allo sviluppo si intende un processo attivo di apprendimento, basato sui valori di solidarietà, uguaglianza, inclusione e cooperazione. Dalla comprensione e consapevolezza delle dinamiche globali al coinvolgimento diretto e attivo dei singoli, per generare un cambiamento dei comportamenti individuali, influenzare le politiche socio/economiche e ambientali, nel senso dell’equità, sostenibilità e nel rispetto dei diritti umani.

La Cooperazione allo sviluppo promuove nuove istanze a favore dei popoli del sud che hanno maturato pratiche di riconciliazione fra uomo e natura. Come la Cittadinanza Globale sostiene un nuovo modello di cooperazione imbevuto della dignità umana insita in ogni persona, sulla sua appartenenza ad una comunità globale e sull’impegno comune per migliorale il pianeta. ECG difende la dignità umana, valore assoluto della persona; diritto inalienabile di poter vivere liberi in condizioni di accrescere l’intera comunità, persone e interdipendenza. Avviare processi di ECG può facilitare la comprensione dell’interdipendenza e delle questioni che affliggono il pianeta. Mentre è sempre più evidente che il livello locale ha impatto globale e quello globale, sul locale. Niente di ciò che facciamo è distinto dal destino degli altri. Sono questi i fattori che d è questo che ci rendono maggiormente responsabili verso un nuovo destino globale, nella accezione di cittadinanza che si completa, tra locale e globale. Per meglio inserirsi nella cultura della ECG vanno attuati momenti di confronto pubblico con gli studenti e la scuola, in particolare tra studenti di diverse parti del mondo in modalità cosmopolitismo. Affrontando il dialogo nelle diversità culturali e identitarie l’ECG potrà diffondere, nei bambini e nei giovani studenti, una consapevolezza di cittadinanza che faccia comprendere il limite della logica bipolare che contrappone identità universale e individuale, “noi e voi”. La cittadinanza cosmopolita – planetaria – procede verso l’altro attuando proposte e iniziativa politica per la trasformazione della società attraverso la costruzione di una cittadinanza impegnata che coinvolge la scuola come sostegno per il cambiamento, spazio di comunicazione, di creazione, di conoscenza, e di supporto ad ogni studente. ECG può avvicinare visioni globali che facciano capire il significato di esclusione, disuguaglianza, ingiustizia. Punta sulla democrazia del dialogo globale, pone la scuola in una strategica posizione di privilegio verso la costruzione di una consapevole cittadinanza globale, democratica e sostenibile. Promuove nuove pratiche verso l’educazione alle emozioni, come componente fondamentale dello sviluppo cognitivo e dell’apprendimento, per la convivenza, il pensiero, il sentire, l’agire. Sosteneva Delors che “di fronte alle numerose sfide della nostra epoca, l’educazione rappresenta uno strumento indispensabile per far sì che l’umanità possa andare avanti verso ideali di pace, libertà e giustizia sociale. Una strada al servizio di uno sviluppo umano armonioso, che potrà essere d’aiuto per far retrocedere la povertà, le incomprensioni, l’ingiustizia, le disuguaglianze, l’oppressione e la guerra”. Aggiornare la prospettiva dell’educazione attraverso conoscenze globali è indefettibile, dovendo inoltre recuperare la dimensione umana della società, dell’essere cittadino del mondo, per dare attuazione/senso alla vita del pianeta, si renderà sempre più indefettibile, un più vasto coinvolgimento del pensiero critico dei giovani/studenti in una auspicabile capacità istituzionale e di governo delle sofferenze del pianeta, che non può che rigenerarsi da una conoscenza globale dei fenomeni sin qui affrontati. Conoscere e posizionarsi sui fenomeni è necessario e urgente. E’ bene che da subito ogni soggetto istituzionale faccia la sua parte nella ricerca di soluzioni ad ampio raggio. Riflettendo sul romanzo di Leonardo Sciascia “A ciascuno il suo”. Se la scuola è lo spazio di scambio, di riflessioni, di socializzazione di progettazione, di dialogo, per la costruzione di una cultura tra diverse conoscenze, esperienze, sfide verso “un dialogo per l’integrazione-globale”, saranno sempre più urgenti le conoscenze geopolitiche contemporanee, e le diversità che accrescono risorse ridistribuibili. Su scuola e università ciò che si sollecita nelle preziose esperienze Erasmus+ (European Region Action Scheme for the Mobility of University Students), sono nuovi posizionamenti orientati verso una global mobility, utile a oltrepassare le nuove “colonne d’Ercole” per rendere l’offerta culturale interattiva e cosmopolita.

Si può procedere verso nuove risorse/coesioni. Nuove alleanze tra studenti medi e universitari scuola e cittadinanza, in un percorso di iniziativa/ampliamento dei programmi Erasmus+ verso partenariati/progetti globali. Un’intesa tra vie di progresso, inclusione dei saperi, culture e generazioni. Inclusione sociale, equilibrio tra coerenza delle politiche internazionali, cultura, ethos globale e capacità di governo.

Corrado Oppedisano

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