venerdì, 23 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Ape volontaria. Cos’è e come fare domanda. Sconti nel 730: dalle bici alle badanti
Pubblicato il 24-04-2017


Ape volontaria

COS’E’ E COME FARE DOMANDA

Ape Volontaria – Anticipo finanziario a garanzia pensionistica

È un prestito commisurato e garantito dalla pensione di vecchiaia, erogato dalla banca in quote mensili per 12 mensilità, che il beneficiario otterrà alla maturazione del diritto. È riconosciuta in via sperimentale dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018.

A chi è rivolto: può essere richiesta dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, dai lavoratori autonomi e dagli iscritti alla Gestione Separata. Sono esclusi i liberi professionisti iscritti alle casse professionali. E’ erogato da soggetti finanziatori e imprese assicurative scelti tra quelli che aderiscono agli accordi quadro da stipulare tra il ministro dell’Economia e il ministro del Lavoro e, rispettivamente, l’Associazione bancaria italiana (Abi) e l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici e altre imprese assicurative primarie. Il prestito ottenuto viene restituito in 260 rate in un periodo di 20 anni mediante una trattenuta che viene effettuata dall’Inps all’atto del pagamento di ciascun rateo pensionistico, inclusa la tredicesima. La restituzione del prestito inizia dal primo pagamento della futura pensione e si completa dopo 20 anni dal pensionamento. Completata la restituzione la pensione sarà corrisposta per intero, senza ulteriori riduzioni per l’Ape. È comunque prevista la possibilità di estinzione anticipata del prestito, secondo criteri che saranno fissati da un decreto del presidente del Consiglio. Il prestito è coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza. In caso di decesso dell’interessato prima dell’intera restituzione del debito l’assicurazione versa alla banca il debito residuo. L’eventuale pensione ai superstiti viene corrisposta senza decurtazioni. Il prestito è erogato per un periodo minimo di sei mesi e fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia. Il prestito decorre entro 30 giorni lavorativi dal perfezionamento del contratto. L’importo massimo e minimo richiedibile sarà stabilito con decreto del presidente del Consiglio. Le somme erogate a titolo di prestito non concorrono a formare reddito ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Alle somme erogate a titolo di Ape si applica il tasso di interesse e il premio assicurativo relativo all’assicurazione di copertura del rischio di premorienza previsti dagli appositi accordi quadro. A fronte degli interessi sul finanziamento e dei premi assicurativi per la copertura del rischio di premorienza è riconosciuto un credito di imposta annua nella misura massima del 50% dell’importo pari a un ventesimo degli interessi e dei premi assicurativi complessivamente pattuiti nei relativi contratti. Tale credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi ed è riconosciuto dall’Inps per l’intero importo rapportato a mese a partire dal primo pagamento del trattamento di pensione.

Requisiti: per accedere al prestito è necessario, al momento della richiesta, avere almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi; maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi; avere un importo della futura pensione mensile, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell”Assicurazione generale obbligatoria’ (Ago); non essere titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità. Non è necessario cessare l’attività lavorativa.

Come fare domanda: per ottenere l’Ape l’interessato, o gli intermediari autorizzati, devono presentare all’Inps domanda di certificazione del diritto e domanda di pensione di vecchiaia, da liquidare al raggiungimento dei requisiti di legge. Il servizio online per l’inoltro della domanda verrà rilasciato a seguito del decreto attuativo. La domanda di Ape e quella di pensione non sono revocabili, salvo il diritto di recesso da esercitarsi nei termini previsti dalla legge in materia creditizia e bancaria e dal codice del consumo. Nella domanda il richiedente indica sia il finanziatore cui richiedere il prestito sia l’impresa assicurativa alla quale richiedere la copertura del rischio di premorienza. Successivamente l’Inps verifica il possesso dei requisiti di legge, certifica il diritto all’Ape e comunica al richiedente l’importo minimo e massimo del prestito ottenibile. L’istituto finanziatore trasmette all’Inps il contratto di prestito ovvero l’eventuale comunicazione di rifiuto dello stesso. In quest’ultimo caso la domanda di pensione decade ed è priva di effetti. In caso di concessione del prestito, dal momento in cui il contratto è reso disponibile online al richiedente decorrono i termini di 14 giorni per esercitare il diritto di recesso. In caso di recesso la domanda di pensione decade ed è priva di effetti. La norma prevede una possibilità di intervento del datore di lavoro del settore privato, degli enti bilaterali o dei Fondi di solidarietà, con il consenso del lavoratore, per ridurre la percentuale di incidenza della rata di ammortamento sulla futura pensione. Il datore di lavoro, l’ente bilaterale o il fondo di solidarietà possono, infatti, versare in un’unica soluzione all’Inps un contributo correlato alla retribuzione percepita prima della cessazione dal servizio del lavoratore in modo da produrre un aumento della pensione tale da compensare in tutto o in parte gli oneri relativi alla concessione dell’Ape. Il contributo deve essere versato alla scadenza prevista per il pagamento dei contributi del mese di erogazione della prima mensilità dell’Ape. L’ammontare minimo del contributo del datore di lavoro è pari all’ammontare dei contributi volontari per ciascun anno o frazione di anno di anticipo rispetto alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia. Ai sensi dell’articolo 7, decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184 l’ammontare minimo deve essere pari all’aliquota di finanziamento, prevista per la contribuzione obbligatoria alla gestione pensionistica, applicata all’importo medio della retribuzione imponibile percepita nell’anno di contribuzione precedente la data della domanda. Al contributo si applicano le norme in materia di riscossione e di sanzioni previste per i contributi previdenziali obbligatori (articolo 116, comma 8, lettera a), legge 23 dicembre 2000, n. 388).

Dalle bici alle badanti

ARRIVA LA GUIDA PER GLI SCONTI NEL 730

Dalle biciclette elettriche ai contributi per la badante, dai bonus ristrutturazione alle spese sanitarie. Tutti punti chiariti nella ‘circolare-guida’ dell’Agenzia delle Entrate, stilata in collaborazione con la consulta nazionale dei Caf e presentata di recente a Roma, nella quale vengono date le informazioni corrette, con la massima trasparenza e soprattutto aggiornate sia agli addetti ai lavori che ai contribuenti. Si tratta di un documento definito “omnibus”, che contiene tutte le indicazioni su deduzioni, detrazioni, crediti d’imposta e altri elementi rilevanti per il rilascio del visto di conformità. Tra le novità, numerosi chiarimenti per i cittadini che si apprestano a presentare il 730 in una delle forme previste. Ad esempio, si legge nel documento, tra le agevolazioni riconosciute alle persone con disabilità per le spese sanitarie compare anche quella relativa all’acquisto di una bicicletta con pedalata assistita, anche se non compresa nel nomenclatore tariffario delle protesi. Per usufruirne, il contribuente dovrà presentare, oltre alla certificazione di invalidità o di handicap, un certificato del medico specialista della Asl che attesti il collegamento tra la bicicletta e le difficoltà motorie. Sempre per i contribuenti disabili, sarà possibile acquistare con agevolazioni la cucina, con riferimento alle componenti meccaniche, elettroniche o informatiche finalizzate a facilitare il controllo dell’ambiente. La circolare-guida fa il punto anche sui contributi versati alle badanti: possono essere dedotti anche se la persona addetta all’assistenza sia stata assunta tramite un’agenzia interinale e il contribuente li abbia quindi rimborsati all’agenzia stessa. Questo, avverte il documento, a fronte del rilascio di quest’ultima di una idonea certificazione. Chiarimenti, nella circolare, anche sul fronte dei bonus ristrutturazioni. Come spiega l’Agenzia delle Entrate, istruzioni “ad ampio raggio” vengono date sugli interventi del patrimonio edizioni. Per le spese sostenute dal 1 gennaio 2016, la detrazione spetta anche al convivente more uxorio del proprietario dell’immobile, anche in assenza di un contratto di comodato. La disponibilità dell’immobile da parte del convivente risulta insita, chiarisce l’ente, nella convivenza stessa. Un ulteriore chiarimento viene dato nel caso in cui l’immobile su cui sono stati effettuati gli interventi agevolati venga ceduto o donato: in mancanza di un accordo specifico nell’atto di trasferimento, la detrazione non utilizzata potrà essere mantenuta in capo al venditore tramite una semplice scrittura privata autenticata, firmata da entrambe le parti, nella quale si dà atto che l’accordo esisteva fin dalla date del rogito. Altro punto, quello relativo all’obbligo di prescrizione per lo sconto fiscale sulle spese sanitarie. Come spiega l’Agenzia delle Entrate, nell’ottica di semplificare gli adempimenti fiscali per i contribuenti, non è più necessario conservare la prescrizione medica per poter portare in detrazione l’acquisto di medicinali, anche veterinari. Sono inoltre ammesse alla detrazione le spese per i farmaci senza obbligo di prescrizione medica acquistati online da farmacie ed esercizi commerciali autorizzati a vendere a distanza. Nella circolare viene anche affrontato il tema della detrazione delle spese di istruzione, con sconti che si ampliano. Ad esempio, il 19% per quelle relative alla frequenza scolastica si estende anche ai costi per la mensa e ai servizi integrativi come pre e post scuola o assistenza al pasto. Inoltre, il bonus scatta anche se il servizio è reso tramite il Comune o soggetti terzi rispetto alla scuola. Via libera, poi, alla detrazione sulle spese per le gite scolastiche, per l’assicurazione della scuola e ogni altro contributo scolastico finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa, come ad esempio – si legge nel documento – corsi di lingua o di teatro deliberati dagli organi d’istituto. Infine, rientreranno tra le spese di istruzione universitaria agevolabili, quindi detraibili, quelle sostenute per la frequenza degli istituti tecnici superiori. Per questo stesso motivo, gli studenti degli Its avranno diritto ad usufruire anche della detrazione per canoni di locazione. Come spiega l’Agenzia dell’Entrate, “il vademecum riporta un elenco di documenti che i contribuenti devono presentare, a seconda delle circostanze, al Caf o al professionista abilitato al fine dell’apposizione del visto di conformità. Una lista cui si atterranno – viene chiarito ancora – anche gli uffici dell’Agenzia che, in sede di controllo documentale, potranno richiedere solo i documenti indicati, fatta eccezione per i casi non previsti. Per offrire la migliore assistenza possibile ai cittadini, e concrete certezze agli intermediari, le istruzioni saranno aggiornate annualmente”, conclude l’Agenzia delle Entrate.

Carlo Pareto

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