giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Approvato il Def. “Abbiamo i conti in ordine”
Pubblicato il 12-04-2017


PadoanFinalmente, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Def e la manovra con la formula salvo intese. Entro pochi giorni il provvedimento dovrebbe approdare in Parlamento.

Il Presidente Paolo Gentiloni, al termine del Consiglio dei Ministri ha detto: “Il Def registra un andamento di crescita graduale dello sviluppo fino all’1,1% del Pil per il 2017. Il deficit dovrebbe attestarsi al 2,1% del Pil. Abbiamo i conti in ordine e li abbiamo non aumentando le tasse ma accompagnando il risanamento con misure di sviluppo e crescita. L’insieme di misure e decisioni prese in Cdm è la migliore risposta a chi volesse presentare questa operazione come ‘depressiva’. E’ un’operazione che prosegue il percorso di risanamento e rilancio dell’economia. Il Cdm ha approvato il piano investimenti da qui al 2032 pari a 47,5 mld. Dalle misure arriva il messaggio di impegno per continuare sulla strada di questi anni delle riforme e di quello che hanno prodotto. Le decisioni sono state prese e, naturalmente, verranno discusse in Parlamento”.

Il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha detto: “La manovra dello 0,2% è un aggiustamento pienamente strutturale che realizza 3,4 miliardi di euro per il 2017. Il beneficio dell’aggiustamento si vedrà nei prossimi anni ed è ottenuto con l’efficientamento della gestione tributaria, con misure di lotta all’evasione validate dall’Ue e con misure solo in parte di tagli di spesa. Il debito-Pil si stabilizza e quindi sarà intorno al valore dell’anno scorso. Questo è un risultato molto importante ottenuto anche in assenza di inflazione e dunque di crescita nominale assai bassa. Nella stima della nota di aggiornamento al Def dello scorso settembre il debito-Pil nel 2016 era al 132,8%. Quanto alla lieve previsione al rialzo del Pil 2017 dall’1% all’1,1%, è la conseguenza dello stimolo del settore privato grazie alle politiche messe in atto, alla crescita, agli investimenti pubblici e, io penso, anche grazie all’irrobustimento della crescita potenziale in Italia dopo molti anni di perdita di produttività. Le misure contenute nel Def sono quasi tutte definite. Bisogna però che siano tutte ben definite perché è il pacchetto che conta. Alcune misure che riguardano tagli di spesa andranno ulteriormente specificate. E riguardo alla P.A., vorrei dissipare ogni dubbio: il governo mantiene tutti gli impegni presi, compresi quelli relativi ai contratti con la pubblica amministrazione. Nel Piano nazionale di riforma vengono ribaditi i pilastri dell’agenda di riforme strutturali del governo: contrattazione decentrata, legge sulla concorrenza, lotta alla povertà, privatizzazioni, oltre che le riforme di giustizia civile e amministrativa. Quanto alle privatizzazioni, i numeri sono confermati: troveremo i modi e i canali”.

Padoan ha ribadito che “le privatizzazioni hanno molteplici benefici, non solo per la riduzione del debito ma anche per l’efficienza finanziaria e manageriale delle imprese”.

Jean-Claude Juncker ha rilasciato un’intervista a ‘La Repubblica’ : “Non ho ancora visto nel dettaglio il Def e la manovra correttiva, per cui non posso dare un giudizio circostanziato. Ma certamente l’impegno del governo italiano va nella buona direzione. Siamo continuamente in contatto sia con Gentiloni, che è il buon senso fatto premier, sia con Padoan, che è un ottimo ministro. L’Italia sta facendo grandi sforzi per tenere sotto controllo il proprio deficit pubblico. Tuttavia, sul medio e lungo periodo, per salvare se stessi e l’Unione monetaria, è necessario che gli italiani risanino in modo decisivo le proprie finanze pubbliche e in particolare il loro enorme debito”.

Sull’ipotesi di un’uscita dall’euro Junker fuga ogni dubbio: “Intanto mettiamo subito in chiaro che escludo un’uscita dell’Italia dall’euro. Detto questo, mi rattrista vedere che il Paese perde competitività di giorno in giorno, di anno in anno. Ci sono riforme strutturali importanti che vanno fatte, sia pure con saggezza. L’Italia deve ritrovare un tasso di crescita che oggi è troppo debole. L’Europa le ha dato spazi che occorre saper sfruttare. La flessibilità ha permesso al Paese un margine di manovra senza che la mannaia del Patto di stabilità gli cadesse sul collo. I bassi tassi praticati dalla Bce offrono una tregua di cui deve saper approfittare. Abbiamo apprezzato la riforma del mercato del lavoro. Osservo con simpatia la serietà e gli sforzi con cui il governo Gentiloni affronta la crisi delle banche. Noi vogliamo che il sistema bancario italiano esca più forte e robusto da questa fase difficile. Vedo gli sforzi per correggere i conti pubblici. Se prende le iniziative giuste, l’Italia ha tutti gli strumenti per diventare una forza motrice dell’Europa”.

Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha risposto così ai cronisti che gli hanno chiesto un commento al Def: “Non è un bel segnale però segue un po’ l’andamento internazionale. E alla fine si mette ancora forse un po’ più in sicurezza i conti pubblici. Ci vuole un’operazione verità nel Paese. Abbiamo un debito pubblico rilevante e dobbiamo fare i conti con questa realtà non con altre. Occorre lavorare in questo senso. Per quello che sappiamo, perché dobbiamo ancora approfondire, sembra interessante la riattivazione degli investimenti pubblici, seppur in un piano di medio termine, ma attenzione alle procedure per fare in modo che questi investimenti poi si realizzino davvero. Positiva sicuramente la conferma di alcuni aspetti. Però va letta nella sua interezza. Non avevamo grandi aspettative perché è una manovrina, va letta per quello che è e quindi adesso aspettiamo di approfondirla”.

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, ha detto: “Le misure per gli enti locali approvate in Cdm puntano a favorire gli investimenti di Province e città metropolitane destinando 100 milioni alla viabilità e prevedendo una spinta agli investimenti nell’edilizia scolastica. Lo sblocco del turnover fino al 75% per il personale dei Comuni”.

Il Ministro delle Infrastrutture, Graziano del Rio, illustrando il Decreto approvato relativamente al piano investimenti, ha detto: “Una quota rilevante delle risorse del piano di investimenti serve ad implementare il contratto di programma Anas con 5 miliardi per il completamento delle direttrici e per la manutenzione e messa in sicurezza”.

Il Ministero dell’Economia ha sottolineato: “Con il Documento Economia e Finanza 2017, l’Italia è infatti il primo Paese dell’Unione Europea e del G7 ad includere nella propria programmazione economica, oltre al Pil, indicatori di benessere”.

Reddito medio disponibile, indice di diseguaglianza, tasso di mancata partecipazione al lavoro e emissioni di CO2 e di altri gas clima alteranti, sono i quattro indicatori particolarmente significativi per la qualità della vita dei cittadini e della società nel suo complesso inseriti nel Def per misurare il Benessere equo e sostenibile (Bes).

Il Documento di economia e finanza prevede altri 2,8 miliardi di euro da stanziare per il pubblico impiego, settore statale e non statale, per arrivare ad un aumento contrattuale medio di 85 euro con i rinnovi 2016-2018. Così considera l’accordo del 30 novembre tra Madia e sindacati per le stime a politiche invariate. Si fa anche una previsione degli eventuali oneri per di un prossimo rinnovo: 2,3 miliardi per il 2019 e 4,6 per il 2020.

Sulla pubblica amministrazione, prima del Def , erano arrivati i tuoni della  Cgil: “Pronti allo sciopero generale senza le necessarie risorse per il rinnovo dei contratti pubblici. Dopo quasi otto anni di attesa e l’intesa del 30 novembre scorso sull’avvio della trattativa per il rinnovo dei contratti, se dovessero saltare gli stanziamenti sarebbe il segnale che il governo torna a non avere rispetto per i lavoratori pubblici”.

Salvatore Rondello

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