domenica, 20 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Biotestamento. Locatelli: “Ce lo chiede il Paese”
Pubblicato il 20-04-2017


biotestamento“Con l’approvazione della legge sul testamento biologico un passo fondamentale è stato fatto per l’applicazione dell’articolo 32 della Costituzione secondo il quale nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario. Un diritto costituzionale che finalmente, con questo provvedimento, diventa dovere per il sistema sanitario nazionale”. Lo ha detto Pia Locatelli, capogruppo del Psi alla Camera e coordinatrice dell’Intergruppo parlamentare per il fine vita, intervenendo per dichiarazione di voto sulle Disposizioni anticipate di trattamento. Il decreto è stato approvato dalla Camera con 326 sì e 37 no;  ora passa al Senato.

“Abbiamo lavorato per quasi un anno – ha continuato Pia Locatelli – per ottenere la calendarizzazione del provvedimento e un altro in Commissione per avere un testo condiviso. Il risultato è il frutto dell’impegno di forze politiche diverse, di un lavoro trasversale, come a volte avviene sui temi etici e apprezziamo che il governo abbia lasciato al Parlamento la piena responsabilità della legge. Siamo però solo a metà percorso. Ci aspetta un passaggio al Senato che sarà forse ancora più arduo. Speriamo di non arrivare alla fine della legislatura a mani vuote. Il Paese non ce lo perdonerebbe”.

Per Beppe Englaro con il biotestamento vengono tolte le trappole per le future Eluane. “Oggi – ha detto – l’Eluana di turno può evitare di farsi intrappolare, finita la prima fase dell’emergenza, in cure che non servono a niente”. “La questione, ridotta all’osso”, ha detto in un’intervista a Repubblica il papà della giovane vittima di un incidente deceduta nel 2009 dopo l’interruzione dell’alimentazione artificiale al termine di un lungo braccio di ferro giudiziario, “è che Eluana aveva delle idee chiare e solide sulla vita, che ben conoscevamo”. “Ecco, è lei che ha portato al massimo livello la sua richiesta di diritti fondamentali e il suo è diventato il caso costituzionale più importante di questi tempi”, ha aggiunto.

Nel corso dei lavori l’aula della Camera ha respinto, con 268 voti contrari e 84 favorevoli, l’emendamento del Movimento 5 stelle che puntava ad inserire nella proposta di legge sul testamento biologico un articolo aggiuntivo per regolamentare la pratica dell’eutanasia. L’emendamento prevedeva – tra le altre cose – che “Il paziente, maggiore di età e capace di intendere e di volere, affetto da una patologia caratterizzata da inarrestabile evoluzione con prognosi infausta e irreversibile, senza alcuna prospettiva di sopravvivenza o le cui sofferenze fisiche o psichiche sono costanti e insopportabili, ha diritto di richiedere il trattamento eutanasico”.

“Il testo sul ‘fine vita’ – ha affermato Susanna Cenni, deputata del Pd – è una buona sintesi che punta a ottimizzare la relazione tra il medico e il paziente. L’obiettivo è quello di dare libertà ad ognuno nel rispetto di quel principio di ‘appropriatezza della cura’, maggiori garanzie al personale sanitario cercando, al contempo, di garantire quel diritto alla vita, all’autodeterminazione e alla salute che sono principi al centro della nostra Costituzione. Abbiamo trovato un giusto equilibrio in nome dell’idea laica dello Stato: la legge che compone un quadro capace di fermarsi sulla soglia delle scelte personali che riguardano il proprio corpo, la propria vita, la propria etica individuale. E’ una legge di libertà e di buon senso, che non introduce, come qualcuno strumentalmente continua a dire, sbagliando, l’eutanasia o la morte per sete e per fame”.

Le dichiarazioni anticipate di trattamento
La Camera ha approvato il biotestamento dopo un vuoto legislativo troppo lungo. Un vuoto che andava colmato. Nella giornata di oggi la Camera ha dato il via libera all’articolo 3 della proposta di legge. Quello che regola le Dat, ovvero le Dichiarazioni anticipate di trattamento. Parzialmente modificato durante l’esame, l’articolo disponeche ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento, esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari. Con la medesima forma scritta le Dat sono rinnovabili, modificabili e revocabili in ogni momento.

Pianificazione condivisa delle cure
Con l’approvazione dell’articolo 4 si stabilisce la “pianificazione condivisa delle cure”. Nel merito, si prevede che nella relazione tra medico e paziente rispetto all’evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante può essere realizzata una pianificazione delle cure condivisa tra il paziente e il medico, alla quale il medico è tenuto ad attenersi qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità. La pianificazione delle cure può essere aggiornata al progressivo evolversi della malattia su richiesta del paziente o su suggerimento del medico.

I documenti già depositati
L’articolo 5 è una norma transitoria e dispone che quanto previsto dalla legge sul biotestamento si applica anche alle dichiarazioni di volontà già presentate e depositate. Recita l’articolo: “Ai documenti atti ad esprimere le volontà del disponente in merito ai trattamenti sanitari, depositati presso il comune di residenza o davanti a un notaio prima della data di entrata in vigore della presente legge, si applicano le disposizioni della medesima legge”.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento