martedì, 19 settembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

NESSUN ACCANIMENTO
Pubblicato il 19-04-2017


biotestamentoVia libera dell’Aula della Camera al primo articolo 1 della proposta di legge sul Biotestamento. L’articolo, passato con 326 voti a favore, è il “cuore” del provvedimento in quanto regola il consenso informato del fine vita. Hanno votato contro Forza Italia e Alternativa popolare.

Un emendamento approvato dall’Aula della Camera prevede che a fronte del rifiuto di un trattamento sanitario da parte del paziente “il medico non ha obblighi professionali”. In base alla norma, a fronte della richiesta di un paziente di sospendere i trattamenti un singolo medico potrà rifiutarsi di ‘staccare la spina’. Il paziente potrà comunque rivolgersi a un altro medico nell’ambito della stessa struttura sanitaria. Insomma il paziente avrà il diritto di abbandonare le terapie dopo che è stato eliminato il sesto comma del primo articolo del testo. Il comma eliminato prescriveva che “Il rifiuto del trattamento sanitario indicato dal medico o la rinuncia al medesimo non possono comportare l’abbandono terapeutico. Sono quindi sempre assicurati il coinvolgimento del medico di famiglia e l’erogazione delle cure palliative”.

Nel ddl Biotestamento entra quindi il principio del divieto dell’accanimento terapeutico e il conseguente riconoscimento del diritto del paziente di abbandonare totalmente la terapia. La modifica è contenuta in un emendamento del presidente della commissione Affari sociali della Camera Mario Marazziti che ha ottenuto parere favorevole dalla commissione ed andrà votato dall’Aula. In base al testo, “Il medico, avvalendosi di mezzi appropriati allo stato del paziente deve adoperarsi per alleviarne le sofferenze, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario indicato dal medico. A tal fine, è sempre garantita un’appropriata terapia del dolore con il coinvolgimento del medico di medicina generale e l’erogazione delle cure palliative”.

Il testo risultante dall’emendamento Marazziti prescrive, inoltre, che “nel caso di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili e sproporzionati. In presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, il medico può ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua in associazione con la terapia del dolore, con il consenso del paziente”.

Finalmente dopo anni di attesa e di approfondimento in commissione, stiamo arrivando all’approvazione di una legge per regolare la materia. Si tratta, afferma Giovanni Burtone componente della commissione Affari sociali della Camera “di consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento equilibrata e che non ha niente a che fare con l’eutanasia, come sa bene chi ha letto il testo in votazione alla Camera; questo testo garantisce il pieno rispetto delle volontà dei pazienti e valorizza la relazione terapeutica con il proprio medico curante. Il legislatore non decide al posto dei medici o dei pazienti, a differenza di quanto accaduto in passato con la legge sulla procreazione medicalmente assistita e con l’approvazione in prima lettura a Montecitorio di una proposta di legge sul testamento biologico che imponeva a tutti l’idratazione e l’alimentazione artificiale. Come previsto dall’articolo 32 della Costituzione, nessun trattamento sanitario può essere imposto ad alcun paziente e nessun medico può violare la volontà dei pazienti”.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento