sabato, 24 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Boldrini spinge sulla legge elettorale. Fare in fretta
Pubblicato il 04-04-2017


urna-elettoraleL’approdo della legge elettorale in Aula è previsto per maggio. Meno di un mese. Quindi il tempo per un accordo tra partiti c’è. A spingere in questo senso è il presidente della Camera Laura Boldrini: “Abbiamo stabilito con i capigruppo di non calendarizzare continuamente la legge elettorale senza aspettare sviluppi. Quindi ho esortato tutti a trovare un accordo politico per un testo base. Altrimenti è un gioco ipocrita”. E ancora: “Ho esortato tutti i gruppi a trovare un accordo politico” e “mi auguro che ci sarà anche perché”, ha aggiunto, “il Parlamento deve fare il suo mestiere”.

Nelle riunioni dei capigruppo, ha spiegato, “ho preso atto della realtà e ho deciso di non calendarizzare continuamente il provvedimento se poi arriva il presidente di commissione che mi chiede più tempo”. Un’esortazione a fare presto. Sarebbe una sconfitta se il Parlamento si impantanasse tra i veti incrociati dei diversi gruppi, e non riuscisse a trovare una maggioranza in gradi di approvare una nuova legge elettorale.

Sulla necessità di fare presto il ministro degli Esteri Alfano afferma che la legge elettorale “va fatta perché lo dice la Corte Costituzionale e perchè ci sono due sistemi molto sfalsati, vanno omogeneizzati e noi lavoreremo per farlo senza ricatti elettorali e senza produrre una situazione appesa agli umori di ciascuno”. E su Gentiloni aggiunge: “Sta facendo un lavoro di negoziato e mediazione e noi siamo la parte che non lo farà strattonare a sinistra da una Cgil che ritiene che proprio mentre abbiamo un calo di disoccupazione occorre rimettere tutti quegli strumenti che generano disoccupazione”.

Intanto il costituzionalista Giovanni Guzzetta, mette in guardia sulla sogli del 40%: “Mentre i partiti discutono di legge elettorale, i Cinque Stelle possono legittimamente arrivare al 40 per cento”. Il costituzionalista avverte sui rischi dell’eccessivo tatticismo nel dibattito sulla legge elettorale.”Bisogna vedere se vuole uscire dallo stallo- dice Guzzetta -. La legge che viene fuori dalla sentenza è autoapplicativa, e potrebbe essere conveniente per alcuni andare a votare con quella legge. Se si volesse cambiarla, poi, c’è il grande rischio che ci si esponga a una terza dichiarazione di incostituzionalità. Io credo che o si andrà a votare con la legge uscita dalla Corte, o si cambierà strategia di gioco. E a questo punto si può pensare ad altri sistemi elettorali”.

La verità, spiega Guzzetta, “è che abbiamo un sistema politico in cerca d’autore. E’ finito il mito della competizione tra grandi forze. I partiti sembrano molto convinti del fatto che tutto sommato il 40 per cento sia difficile da raggiungere, e tutti si orientano a giocare in un contesto proporzionale. Penso che sia un errore perché il 40 per cento che ora sembra difficile da raggiungere tra un anno potrebbe essere appetibile per qualcuno. E sicuramente il M5s ha l’ambizione, la strategia di giocare il tutto per tutto sull’ipotesi del 40 per cento”.

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