martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Cicchitto: lavoro a intesa
fra area di centro e Psi
Pubblicato il 10-04-2017


fabrizio cicchitto

Intervista a Fabrizio Cicchitto,  Presidente della III Commissione (Affari Esteri e Comunitari) della Camera dei deputati e capogruppo di ALTERNATIVA POPOLARE-CENTRISTI PER L’EUROPA-NCD. 

Onorevole Cicchitto, il suo intervento è stato molto applaudito al congresso del PSI. Non pensa di poter ritornare con loro ora che il centro sembra tramontato?

La mia cultura politica è laica, riformista, liberal-socialista. Poi dopo la distruzione del PSI per via mediatico-giudiziaria ho ritenuto che l’impegno politico più efficace per bloccare il giustizialismo del PDS fosse Forza Italia. La mia attuale collocazione politica in Alternativa Popolare discende da quella scelta. Adesso sto lavorando perché si possa stabilire un’intesa federativa fra l’area di centro e il PSI guidato da Nencini.

Lei pensa che il governo Gentiloni avrà una navigazione tranquilla? Oppure deve temere anche i risultati delle primarie del pd?

Mi auguro che nessuno sia così irresponsabile da mettere in crisi il governo Gentiloni. A fronte della pericolosa iniziativa di stampo populista e protestatario del M5S, alla deriva lepenista del centro-destra, alle contraddizioni esplose nel PD, l’Italia può basarsi su due punti di riferimento: il presidente della Repubblica Mattarella e il governo Gentiloni. Ci auguriamo che nessuno del PD pensi di giocare carte destabilizzanti per arrivare a elezioni anticipate come una sorta di rivincita nei confronti dei risultati del referendum, anche perché sarebbe probabile una riperdita. I riflessi di questa azione sull’economia e sull’equilibrio finanziario del paese potrebbero essere devastanti. Inoltre al M5S e al lepenismo della Lega si può rispondere solo con l’azione del governo per la crescita.

L’ex premier Letta ha dichiarato che voterà alle primarie del Pd e voterà Orlando. Secondo lei tornerà alla politica attiva? E Orlando potrebbe essere l’uomo della pacificazione a sinistra?

Rispetto al congresso del PD ho una posizione di attesa. Il punto fondamentale è capire qual è la linea reale di Renzi sul piano politico (quali alleanze e quale rapporto col governo) e sul piano programmatico (impegno per la crescita, taglio per la spesa pubblica per favorire la riduzione della pressione fiscale, le privatizzazioni in funzione degli investimenti e del debito, resistere o meno alla linea conservatrice della CGIL).

Secondo lei l’Italia come ha usato la flessibilità concessa dall’Europa? Ci sono delle responsabilità perché le cose non sono andate nella direzione auspicata?

Il governo Renzi ha fatto una serie di cose giuste, dal Jobs Act, ad una parziale riduzione della pressione fiscale sulle imprese, ad una serie di altri provvedimenti. Il limite è stato costituito dalla scarsa incisività nella spending review e nel fatto che alcune risorse sono state disperse in bonus di stampo elettorale. Ma si è trattato a mio avviso di peccati veniali. Adesso però il governo Gentiloni è di fronte a compiti assai impegnativi e non si può negargli la mano dicendo no a tutto, no alle tasse, no ad ogni privatizzazione.

Proporzionale o no, sulla legge elettorale sembra che i partiti prendano solo tempo. Crede che davvero si riuscirà a trovare un’intesa su un sistema che renda omogenei sistemi di Camera e Senato?

Mi auguro che si trovi una larga intesa. Si può lavorare con un proporzionale accompagnato da un “premietto di maggioranza”, ma ciò si intreccia con le scelte di linea politica del PD: è un po’ poco fare il congresso solo su Renzi si, Renzi no, come di fatto sta avvenendo.

Testamento biologico, lei ha dichiarato che voterà in dissenso dal suo gruppo. Quanto pesano i temi etici sulle scelte dei politici?

Per me molto, ma in senso personale e individuale. Sui temi della bioetica non c’è disciplina di partito che tenga, né in un senso, né in un altro. Ma anche i laici in quanto tali o gli stessi cattolici possono dividersi a seconda delle sensibilità personali. Io, per esempio, condivido in materia di eutanasia e di suicidio assistito quello che ha scritto Umberto Veronesi. Nel contempo, però, ho il massimo rispetto per chi fa una scelta di segno opposto. Penso a quello che ha scritto Socci su sé stesso e sua figlia o ad altre esperienze. La legge non può imporre scelte né in un senso né nell’altro. Bisogna offrire una strada sia a chi voglia resistere in condizioni di estrema menomazione sia a chi arrivato ad un certo punto ritenga che la vita non valga più la pena di esser vissuta. Affrontiamo di petto il problema: è più umano e civile dare la possibilità di scegliere la via della sedazione a chi reputa di non poter più andare avanti o girare ipocritamente la testa dall’altra parte quando una persona si toglie la vita in modo traumatico buttandosi da una finestra o sparandosi un colpo di pistola? A mio avviso bisogna offrire una strada sia a chi vuole resistere ad ogni costo, sia a chi vuole abbandonare una vita ritenuta improponibile. Al fondo di queste valutazioni c’è anche una scelta culturale di stampo liberale-illuminista. Alla Camera ho ricordato l’art. 4 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo della Rivoluzione francese del 1789: “La libertà consiste nel potere fare tutto ciò che non nuoce ad altri”.

Ida Peritore

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Commenti all'articolo
  1. Onorevole Cicchitto lei ha gia dato molto alla distruzione del Psi! Le consiglio di impiegare il suo tempo per altre cose. Spero vivamente che il Partito Non dia seguito a ipotesi di questa natura, a meno che non si è deciso di scomparire definitivamente dalla vita politica italiana. Il signor Cicchitto fu gia allontanato da Craxi dal Psi per la sua iscrizione alla P2 di Gelli, non facciamo cretinate per favore!!

  2. Apprezzo lo sforzo che sta facendo Fabrizio Cicchitto nel suo tentativo di avvicinarsi al P.S.I. per creare una alleanza elettorale con il centro democratico che rappresenta. Non affermo che sia la cosa più giusta per noi socialisti, ma se vorremo superare qualsiasi sbarramento di qualsiasi Legge Elettorale dobbiamo allearci con chi politicamente è più vicino a noi.
    Condanno le espressioni rivolte nei confronti di Cicchitto da parte del moralista Rocco Cerulli.

  3. Condanno le espressioni di Rocco Cerulli, ma senza entrare nel giudizio politico mi limito a citare elementi di cronaca : non fu’ Craxi a chiedere a Cicchitto un passo indietro ma piuttosto Riccardo Lombardi. Craxi, diversamente, ha operato per il suo rientro nel pieno dell’attività di partito e lo ha voluto senatore nel 1992 candidandolo nel sicuro collegio di Rieti. Quanto al concorso alla distruzione del Psi Cerulli deve sapere che Cicchitto ha avuto il coraggio di presentarsi candidato alla camera nel 1994 per la quota proporzionale quando la quasi totalità del vecchio gruppo dirigente aveva già disertato.
    A Fabrizio Cicchitto intendo inviare un sincero ed affettuoso ringraziamento per come, anche da fronti diversi, ha saputo raccontare in questi anni l’ingiustizia patita dal nostro vecchio PSI.

  4. Moralista io? Come direbbe Totò:Ma mi faccia il piacere…Cicchitto e tanti altri come lui hanno militato in Partiti e movimenti anti socialisti! Dove certamente non cera nessun “filone” socialista ma solo ;pagnotte” per molti di loro. Ognuno fa le proprie scelte e ovviamente se ne assume la responsabilità. Forza Italia prima e i “Partiti” di Alfano oggi, per loro scelta e non per mia invenzione, si sono sempre collocati all’opposto dei socialisti. Oggi, dopo oltre vent’anni(!!!) di appartenenza all’area di centrodestra cosa mai abbiamo in comune? A si la paura di restare fuori dal parlamento! E questa per alcuni di voi sarebbe sufficiente ad accozzaglia di alleanze politiche? Mi ripeto con Totò: ma mi faccia il piacere!!

  5. Caro Rocco, ma mi faccia il piacere Lei, di proporre delle iniziative per far si che il Partito Socialista possa avere un futuro.
    Senza Parlamentari cesserà di vivere. Mi faccia il piacere Lei, di indicare delle alleanze compatibili con la nostra politica.

  6. Caro Adriano, ci sono tanti modi per scavarsi una fossa dove morire. E dobbiamo riconoscere che noi socialisti in questo siamo imbattibili…ci abbiamo provato in tutti i modi! Ma anche nella morte ci vuole dignità. Pensare ad alleanze con Alfano e simulacri vari vorrebbe dire morte politica certa ed indegna! Al momento vedo due possibilità, o riprovare con la Rosa nel Pugno, con i Radicali oppure, ma questo sarebbe troppo rivoluzionario per noi e per il quadro politico attuale, lanciare una grande sfida al popolo di una sinistra confusa, disorientata e scoraggiata. La sfida è questa: siamo a soli 4 anni dal centenario della scissione di Livorno, ad oggi non esistono più ne le ragioni politiche interne ed internazionali né tanto meno esistono i Partiti(veri) di allora, il Psi ed il Pci, riconoscendo onestamente che la Storia ha dato ragione a Turati e non a Bordiga e compagni, vogliamo dire la parola fine alle mille divisioni di ieri e soprattutto di oggi? Vogliamo ricostruire in grande ed unico Partito Socialista Democratico e Riformista? Ecco caro compagno due proposte concrete ed in coerenza con la nostra storia! Se devo politicamente morire io preferirei cosi!

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