lunedì, 24 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

Colf e badanti: all’Inps il versamento entro il 10/4. Nuovi servizi On line all’Inps. Ocse: donne italiane lavorano di più
Pubblicato il 03-04-2017


Lavoro
COLF E BADANTI: ENTRO IL 10 APRILE IL VERSAMENTO ALL’INPS

È scattato il conto alla rovescia per il versamento dei contributi Inps relativi a colf e badanti. Entro il 10 aprile prossimo tutte le famiglie che si avvalgono della collaborazione di personale domestico dovranno saldare la rata relativa al primo trimestre (gennaio – marzo) del 2017. Lo faranno nella consapevolezza che la riforma Fornero ha a suo tempo introdotto un contributo addizionale dell’1,40% in caso di contratto a tempo indeterminato.
Le novità contributive.
Con la circolare 25 dell’8 febbraio 2013 l’Inps ha infatti fornito per la prima volta due tabelle: una da utilizzare per i lavoratori assunti a tempo indeterminato e l’altra per i rapporti a termine. Nel caso l’orario non superi le 24 ore settimanali, per entrambe le tipologie di contratto i contributi orari sono commisurati a tre diverse fasce di retribuzione effettiva. Quando, invece, si sforano le 24 ore il contributo orario diventa fisso.
Il contributo addizionale
Ma la vera novità anche di quest’anno resta tuttavia sempre il versamento del contributo addizionale dell’1,40% all’Inps. Nel caso, comunque, il contratto di lavoro a tempo determinato venga trasformato in tempo indeterminato, il contributo addizionale a carico del datore di lavoro viene restituito per gli ultimi sei mesi di rapporto. Al riguardo l’Istituto ricorda che a partire dal primo gennaio 2013, per effetto dell’articolo 2 della legge 92/2012 – la cosiddetta riforma Fornero – l’assicurazione contro la disoccupazione involontaria è stata prima sostituita dall’Assicurazione sociale per l’impiego (Aspi) poi dall’attuale Naspi.
Retribuzione
Sul fronte della retribuzione restano ancora in vigore i minimi per il 2016, diversificati a seconda dell’inquadramento e della tipologia di mansione. Come ogni anno, precisa l’Ente di previdenza, i minimi presi a riferimento l’anno scorso per l’obbligazione contributiva di cui si tratta vengono se del caso aggiornati sulla base delle rilevazioni Istat da una apposita commissione istituita ad hoc.
Il versamento
La corresponsione degli oneri assicurativi dovuti può essere effettuata, a scelta, con uno dei seguenti mezzi:
1) rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche”; Il pagamento è disponibile, senza necessità di supporto cartaceo, presso: – le tabaccherie che espongono il logo “Servizi Inps” ; – gli sportelli bancari di Unicredit Spa; – tramite il sito Internet del gruppo Unicredit Spa per i clienti titolari del servizio di Banca online; – a partire dalla fine del 2011, inoltre, il versamento senza bollettino può essere praticato anche presso tutti gli sportelli di Poste Italiane, con le modalità prefigurate per il circuito Reti Amiche.
2) online sul sito Internet www.inps.it nella sezione “Servizi Online/Per tipologia di utente/Cittadino/Pagamento contributi lavoratori domestici”, utilizzando la carta di credito;
3) utilizzando il bollettino Mav – Pagamento mediante avviso – inviato dall’Inps o generato attraverso il sito Internet www.inps.it, nella sezione “Servizi Online/Per tipologia di utente/Cittadino/Pagamento contributi lavoratori domestici”, pagabile senza commissione presso le banche oppure presso gli uffici postali, con addebito della commissione;
4) telefonando al Contact Center numero verde gratuito 803164, impiegando la carta di credito. Soltanto nel caso di rapporti di lavoro a carattere temporaneo, occasionale e di breve durata, è possibile ricorrere alla modalità di versamento tramite i buoni lavoro (voucher). Di seguito si riporta la tabella dei contributi relativi all’anno di riferimento 2017:
Rapporti di lavoro di durata fino a 24 ore settimanali – retribuzione oraria effettiva – contributo orario (tra parentesi la quota a carico del lavoratore) con Cuaf (*) senza Cuaf
Retribuzione oraria Contributo orario con Cuaf Contributo orario senza Cuaf*
fino a 7,88 euro 1,49 (0,35) 1,50 (0,35)
da 7,88 euro fino a 9,59 euro 1,68 (0,39) 1,69 (0,40)
oltre 9,59 euro 2,05 (0,48) 2,06 (0,48)
più di 24 ore settimanali 1,08 (0,25) 1,09 (0,25)
(*) Il contributo Cassa Unica Assegni Familiari (Cuaf) è sempre dovuto, esclusi i casi di rapporto di lavoro tra coniugi e tra parenti o affini entro il terzo grado conviventi. (parenti: figli, fratelli o sorelle e nipoti; affini: genero, nuora e cognati). Fra parentesi è invece indicata la quota parte a carico del lavoratore. Se la colf però lavora più di 24 ore settimanali presso la stessa famiglia l’onere previdenziale complessivamente dovuto è di 1,08 euro (0,25) (o di 1,09 (0,25) senza Cuaf) a prescindere dalla retribuzione oraria effettivamente percepita. Da ricordare, infine, che la prossima scadenza, quella relativa al pagamento del 2° trimestre 2017 (periodo aprile – giugno 2017), sarà per il 10 luglio prossimo.

Inps
NUOVI SERVIZI ONLINE PER LA CITTADINANZA DIGITALE
L’Inps ha recentemente partecipato alla prima edizione della Settimana dell’Amministrazione Apertasi dal 4 all’11 marzo con un incontro pubblico, svoltosi il 10 marzo presso la Direzione generale, sala Aldo Moro, dal titolo “Nuovi servizi online per la cittadinanza digitale”. L’incontro si è collocato anche nell’ambito della campagna per il rilascio della Certificazione Unica 2017, da poco avviata dall’Istituto con la pubblicazione del servizio online “Certificazione Unica 2017” e con la promozione del nuovo servizio “Detrazioni fiscali: domanda e gestione”. Per assicurare la più ampia partecipazione e diffusione all’utenza, le sedi regionali e di coordinamento metropolitano sono state opportunamente collegate in videoconferenza, coinvolgendo il personale interno del front-end e concorrendo alla promozione dell’evento a livello locale. La videoconferenza è stata aperta pure alle Direzioni provinciali per consentire la partecipazione ai Direttori e ai responsabili degli Uffici Relazioni con il Pubblico. L’interazione con i relatori, per ragioni di tempo, è stata limitata al pubblico presente in sala. La finalità sottesa all’evento è stata quella di assicurare ai cittadini la possibilità di conoscere i servizi online rilasciati dall’Ente. Per questo, è stato necessario coinvolgere nell’operazione una larga partecipazione dei media e delle rappresentanze delle diverse tipologie di utenza interessate soprattutto per far pubblicamente conoscere l’impegno già profuso per l’attuazione dell’Agenda digitale; presentare alcuni servizi online, sviluppati di recente, in un’ottica di trasparenza e restituzione di informazioni confluite negli archivi Inps, nonché di partecipazione dei cittadini al miglioramento della qualità dei servizi. Indispensabile è stata dunque la partecipazione del personale delle Direzioni regionali e di coordinamento metropolitano e la collaborazione dei responsabili CRIC e GAI nella preliminare promozione dell’evento ai media locali e alle Associazioni dei Lavoratori e dei Pensionati, anche attraverso l’utilizzo dell’apposito programma che conteneva maggiori informazioni sul seminario Inps “Nuovi servizi online per la cittadinanza digitale” e sulla Settimana dell’Amministrazione Aperta, organizzata dal Dipartimento Funzione Pubblica
I partner non aiutano
OCSE, DONNE ITALIANE AL TOP LAVORO A CASA
Le donne italiane dedicano in media al lavoro “non pagato”, ovvero quello per la cura dei figli, dei parenti e della casa oltre cinque ore al giorno piazzandosi al quarto posto tra i Paesi Ocse. Il dato risente della scarsa collaborazione dei partner nel nostro Paese che, con appena 100 minuti al giorno in media, si piazzano al quarto posto tra i meno impegnati nelle attività di cura della famiglia. I dati sono contenuti in uno studio Ocse sull’esperienza tedesca sulla condivisione del lavoro in famiglia che analizza la situazione nei principali paesi sviluppati. Anche nei casi in cui entrambi i genitori lavorano fuori casa la collaborazione al 50% nelle incombenze quotidiane è una chimera. Lo è nei paesi nordici, i più avanzati sotto il profilo della condivisione dei carichi familiari ma lo è soprattutto in Italia, Messico, Portogallo e Turchia (quelli dove le donne lavorano in casa o per la cura dei figli oltre 300 minuti al giorno) e in Giappone e Corea (i Paesi dove gli uomini dedicano al cosiddetto “lavoro non pagato” meno di un’ora al giorno).
Svezia e Norvegia sono le paladine dell’uguaglianza con poco più di tre ore per le donne e due e mezza per gli uomini insieme alla Danimarca con tre ore per gli uomini e quattro per le donne. Le donne con un partner tra i 25 e i 44 anni, l’età nella quale l’impegno in casa è maggiore per la frequente presenza di figli piccoli – spiega la ricerca – spendono in tutti i paesi Ocse più tempo per fare lavoro non pagato rispetto agli uomini anche a fronte delle stesse ore lavorate fuori casa. In Italia – prosegue la ricerca – le donne lavorano in casa almeno il doppio degli uomini a prescindere dal loro impegno in un impiego pagato. In pratica anche le donne italiane in questa fascia di età con un’occupazione di oltre 45 ore settimanali lavorano in casa quasi quattro ore (a fronte delle otto di quelle senza occupazione), più degli uomini senza lavoro e di quelli con impieghi inferiori alle 29 ore settimanali. Il lavoro è sbilanciato a sfavore delle donne anche nel caso che queste ultime guadagnino di più ma nei Paesi nei quali è più alta l’occupazione femminile (come Svezia, Norvegia e Francia) gli uomini tendono a condividere di più il carico familiare.
L’Italia, con un tasso di occupazione femminile ancora molto basso, ha il divario più alto tra donne e uomini sul lavoro non pagato. Il divario risulta invece più basso nelle coppie con un alto livello di istruzione con le donne impegnate lievemente meno nei lavoro di casa e gli uomini più collaborativi. La presenta di figli piccoli aumenta la polarizzazione tra lavoro pagati e non pagato. La donna in media fa più lavoro in casa e l’uomo fa più ore di lavoro pagato.

Carlo Pareto

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