lunedì, 23 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Congresso YES. FGS presenta tre risoluzioni
Pubblicato il 13-04-2017


In occasione del congresso della YES (l’organizzazione dei giovani socialisti europei), che si è svolto dal 7 al 9 Aprile a Duisburg in Germania, la Federazione dei Giovani Socialisti ha lavorato duramente e in prima linea, ottenendo alla fine non solo l’elezione unanime di Elisa Gambardella, già vicesegretaria della FGS stessa, al nuovo network “Future of Europe”, ma anche l’approvazione di tre proprie resolutions presentate alla platea congressuale.
Innanzitutto, ricordiamolo, una “resolution” è un documento sintetico, con il quale l’organizzazione che lo approva – in questo caso tutta la YES – prende posizione su un argomento che può essere generale o specifico. La FGS, appunto, ne ha presentate tre: di seguito la loro spiegazione e pubblicazione tradotta.
La prima riguarda quella che si auspica dovrà essere la “globalizzazione dei diritti dei lavoratori”, partendo proprio dall’UE, con la creazione di una Europa sociale. Tale resolution è stata approvata all’unanimità, così come è stata presentata.
“La creazione, l’implementazione e l’allargamento del mercato unico europeo sono sempre stati alcuni dei pilastri dell’Unione europea più importanti. Tutto questo è successo in un contesto internazionale di crescente globalizzazione: il capitalismo è più globale ogni giorno, il mercato richiede sempre più la libertà di circolazione delle merci, dei capitali e delle persone.
Purtroppo abbiamo anche assistito molte volte al fatto che la libertà economica escluda i diritti sociali e dei lavoratori. Le sentenze della Corte europea di Giustizia Viking e Laval (2007), per esempio, sono una prova evidente che la libertà economica è considerata più importante che i diritti dei lavoratori e dei diritti sociali.
Gli sforzi e la lotta (congiunti) dei nostri compagni di Svezia, Finlandia, Lettonia ed Estonia nei casi di cui sopra, sono stati necessari e significativi, ma purtroppo inutili.
Per reagire alla superpotenza della finanza internazionale e del capitalismo, la lotta per i diritti dei lavoratori deve farsi anche europea ed internazionale.
I giovani socialisti europei, insieme alle proprie organizzazioni, partiti socialisti e socialdemocratici, i sindacati nazionali ed europei e le associazioni dei lavoratori, devono condurre questa la lotta per la globalizzazione dei diritti sociali e dei lavoratori.”
La seconda risoluzione riguarda il disarmo dei civili israeliani e palestinesi nei Territori Occupati. Era una risoluzione che voleva essere equilibrata, e che chiedeva il disarmo dei civili come unico mezzo per stabilire il monopolio della forza per l’Autorità Palestinese, passo fondamentale per la creazione di uno Stato o di una qualche forma di autonomia reale e per mettere nelle mani di ognuno le proprie responsabilità. Inoltre il carattere di tale risoluzione era la pragmaticità: un obiettivo pratico e chiaro, il disarmo, senza retorica o polemiche.
“Il monopolio dell’uso della forza fisica è un requisito fondamentale per la costituzione, sussistenza e credibilità di uno stato indipendente. Le forze armate democraticamente controllate e le forze dell’ordine sono l’organizzazione e la dimostrazione di una norma di diritto legittimo.
Insieme con i temi più discussi e osservati, segnaliamo questo monopolio come un obiettivo centrale nel processo di pace tra Israele e Palestina.
La situazione dei palestinesi è nota: non solo la contesa debilitante tra Fatah e Hamas, ma anche troppe bande armate e una diffusione incontrollata di armi tra i civili (inutile contro l’IDF e generalmente utilizzata per mantenere la confusione all’interno della parte palestinese).D’altra parte, Israele non può dormire sonni tranquilli su questo argomento. I coloni in Cisgiordania hanno organizzato una vera e propria forza paramilitare che minaccia l’autorità del governo israeliano.
In questa situazione è impossibile pensare l’applicazione di qualsiasi piano di pace senza incorrere nella risposta armata delle parti scontente dei rispettivi lati.
Per questo motivo la richiesta dei Giovani Socialisti europei per le Nazioni Unite è per pianificare un disarmo condiviso delle popolazioni civili israeliane e palestinesi e la costituzione di regolari dell’esercito e della polizia palestinese”.
Purtroppo due emendamenti, a detta della FGS, hanno snaturato la mozione. Il primo ha cancellato ogni riferimento a gruppi armati di Fatah e di Hamas, che però sono la principale fonte di instabilità e causa prima del mancato monopolio della forza della AP.
Il secondo emendamento ha inserito all’ultima riga la richiesta di ritiro dei coloni dai territori occupati. “Quest’emendamento – secondo la FGS – ha sacrificato l’equilibrio della mozione, che aveva un obiettivo pragmatico ed equidistante, ed inoltre ha inserito un dato molto polemico e poco fattibile: i coloni sono più di mezzo milione, come si ritirano?”.
Alla fine quindi, la FGS non si riconosceva nella risoluzione approvata da congresso, perchè snaturata nel suo equilibrio e nei suoi obiettivi. L’FGS si è astenuta nel voto finale sulla mozione emendata.
La terza e ultima risoluzione è “storica” e riguarda la situazione del Venezuela; da sempre seguita con molto coinvolgimento dalla FGS, che a suo tempo si attivò immediatamente per la scarcerazione del compagno venezuelano Paniz – recluso in maniera ingiusta ed arbitraria dal regime.
E’ la prima volta che i giovani socialisti europei hanno preso una posizione netta sulla situazione venezuelana. In particolare la risoluzione faceva riferimento a due avvenimenti delle ultime settimane: quando il Supremo Tribunal de Justicia ha privato i deputati dell’immunità, e poi ha annullato il potere legislativo del parlamento assumendolo direttamente. Attualmente tali decisioni sono state ritirate in modo confuso, tant’è che non è ancora chiaro quale sia la situazione attuale. In ogni caso la risoluzione si conclude con un appello alla comunità internazionale affinché vigili sul Venezuela e con una dichiarazione di sostegno alle forze democratiche venezuelane.
“I giovani socialisti europei esprimono la loro profonda preoccupazione per l’attuale situazione nella Repubblica Bolivariana del Venezuela. Come se la tragica recessione economica che sta scuotendo il paese non fosse sufficiente, una nuova e preoccupante crisi ha colpito il Venezuela.
Nelle ultime settimane abbiamo assistito al chiaro tentativo del governante PSUV di rafforzare la sua presa sul potere, violando elementari regole democratiche. In primo luogo è stata stracciata l’immunità dal processo dei membri del parlamento, dove le opposizioni detengono una maggioranza schiacciante, quindi il Supremo Tribunal de Justicia ha cercato di annullare l’Assemblea Nazionale e di dare a se stesso tutto il potere legislativo.
Anche se alcune di queste decisioni sono state riviste confusamente e in parte, gli ultimi avvenimenti hanno dimostrato la mancanza di impegno delle forze governative sui principi democratici.

Noi, giovani socialisti europei, stiamo saldamente con le forze democratiche della società venezuelana e domandiamo alla comunità internazionale di fare pressione sul governo del PSUV per preservare la democrazia in Venezuela”.
La risoluzione è passata con un solo voto contrario e qualche astenuto. Tale notizia, inoltre, è stata subito ripresa da “La Voce d’Italia” (https://voce.com.ve/2017/04/10/233306/i-giovani-socialisti-europei-condannano-il-governo-del-presidente-maduro/ ): storica ed autorevole testata della comunità italiana in Venezuela.

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