lunedì, 21 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Corea del Nord – Usa. Mai così alta la tensione
Pubblicato il 14-04-2017


korea nord

E’ salita a livelli altissimi la tensione tra Corea del Nord e gli Usa alla vigilia delle celebrazioni di domani a Pyongyang per l’anniversario della nascita del fondatore del Paese, Kim Il-Sung. La ricorrenza è ritenuta da molti il momento più probabile per il sesto test nucleare del regime che potrebbe arrivare già nella notte italiana e a cui Donald Trump potrebbe rispondere con il gruppo aeronavale della portaerei Carl Vinson, già presente nell’area.

Il regime di Kim Jong-Un ha alzato i toni contro Washington dicendosi “pronto alla guerra” mentre Pechino ha avvertito che un conflitto nella penisola può scoppiare “in qualsiasi momento” e ha sospeso i voli diretti con Pyongyang dell’Air China a partire da lunedì. Fonti dell’intelligence Usa hanno riferito alla Nbc che gli Usa sono pronti a lanciare un attacco preventivo contro la Corea del Nord con armi convenzionali, nel caso di un nuovo test nucleare da parte di Pyongyang, anche se funzionari Usa hanno successivamente frenato e il Pentagono non ha voluto commentare.

La Corea del Nord ha assicurato di non temere lo scontro: “Non terremo le braccia incrociate di fronte a un attacco preventivo degli Stati Uniti”, ha spiegato il vice ministro degli Esteri nordcoreano Han Song Ryol, avvertendo che un nuovo test nucleare verrà effettuato “quando il quartiere generale lo riterrà opportuno”. L’alto funzionario del regime di Kim Jong-Un ha poi criticato il presidente americano: “Trump fa sempre provocazioni con il suo linguaggio aggressivo. Non è la Repubblica Democratica Popolare di Corea, ma gli Stati Uniti e Trump che cercano guai”, ha sottolineato il vice ministro di Pyongyang. “Faremo fronte a qualsiasi cosa arrivi dagli Stati Uniti. Siamo assolutamente preparati”.

L’esercito del Paese comunista ha minacciato una “risposta spietata” a qualsiasi provocazione Usa. “La nostra durissima reazione contro gli Stati uniti e i suoi sudditi sarà presa in modo così spietato che non permetterà agli aggressori di sopravvivere”, tuonano i vertici militari di Pyongyang, che prendono di mira anche l’invio nelle acque vicino alla Corea del Nord della flotta di navi da guerra statunitensi capeggiata dalla portaerei Uss Carl Vinson. “Più vicino arriveranno obiettivi così grossi come le porterei a propulsione nucleare, più grande sarà l’effetto degli attacchi senza pietà”, conclude la nota.

La gravità della situazione è stata sottolineato anche dal ministro degli Esteri cinese Wang Yi, secondo il quale un conflitto in Corea del Nord può scoppiare “in qualsiasi momento”, e, ha assicurato, “non ci saranno vincitori”. “Grande preoccupazione” è stata espressa dalla Russia, che

ha lanciato un appello alla “moderazione”. Anche il Cremlino ha definito una “provocazione” l’invio di navi da guerra americane verso le coste coreane. La Casa Bianca, intanto, ha fatto sapere che gli Stati Uniti si consulteranno con Seul sul programma missilistico e nucleare nord-coreano, in vista della visita nel Paese del vice presidente, Mike Pence, che domenica prossima passerà la Pasqua con i militari statunitensi stanziati al confine con la Corea del Nord. Il Giappone sta già preparando le precauzioni contro una possibile provocazione di Pyongyang: dopo le rivelazioni del primo ministro, Shinzo Abe, secondo cui il regime di Kim Jong-Un potrebbe decidere di usare il letale gas sarin per un attacco chimico, alcune fonti del governo di Tokyo hanno fatto sapere all’agenzia Kyodo di avere pronto dal febbraio scorso, dopo l’incontro tra Trump e Abe in Florida, un piano per mettere in sicurezza i cittadini giapponesi in Corea del Sud e per rispondere al possibile ingresso nel Paese di soldati nord-coreani travestiti da rifugiati.

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