sabato, 22 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Def, si punta agli incentivi per i neoassunti
Pubblicato il 03-04-2017


Lavoro-assunzioniIl Governo sta studiando il taglio dei contributi previdenziali per i neoassunti a tempo indeterminato limitato ai giovani di età inferiore a 35 anni che entrano nel mercato del lavoro e quindi solo per il primo impiego stabile. Lo spiegano alcuni tecnici vicini al dossier Def per il 2018. Si tratterebbe di una dotazione per 3 anni di taglio contributivo che spetta al giovane assunto per la prima volta con un contratto a tempo indeterminato. Un giovane che abbia già avuto un lavoro stabile ma lo abbia perso, avrà diritto alla decontribuzione solo per il periodo che manca al raggiungimento dei 3 anni di impiego stabile.

Il taglio dei contributi per i giovani che si affacciano sul mercato del lavoro quindi dovrebbe valere su tutto il territorio nazionale. Non appare in discussione invece l’ipotesi di un taglio strutturale dei contributi per la vita lavorativa del neo assunto. Il taglio dei contributi previdenziali limitato ai giovani e al primo impiego dovrebbe costare meno di un miliardo. Se si guarda ai dati sulle assunzioni con l’esonero contributivo nel 2015 (quando per le nuove assunzioni era totale per quanto riguarda i contributi Inps) si vede che le assunzioni degli under 30 hanno riguardato meno di un terzo del totale con circa 362.034 contratti su 1,17 milioni instaurati con l’esonero (altri 353.000 contratti circa hanno riguardato persone tra i 30 e i 39 anni). Anche per le trasformazioni la proporzione è stata di oltre 112.000 trasformazioni per i contratti a tempo indeterminato degli under 30 su 402.364 complessive (oltre 130.000 per persone tra i 30 e i 40 anni).

Attualmente, le aziende possono beneficiare anche nel 2017 della decontribuzione fino a 8.060 euro per tutti i neoassunti con contratto a tempo indeterminato nel Meridione.

In merito, l’Inps ha diffuso la circolare applicativa dell’incentivo, valido per le Regioni “meno sviluppate” (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) o “in transizione” (Abruzzo, Molise e Sardegna). Lo sgravio può essere richiesto per le assunzioni effettuate tra il 1° gennaio 2017 ed il 31 dicembre 2017, nei limiti delle risorse specificamente stanziate che, per le Regioni meno sviluppate, ammontano a 500 milioni di euro e, per le Regioni in transizione, a 30 milioni di euro, come viene spiegato in una nota. “L’incentivo è fruibile in dodici quote mensili dalla data di assunzione/trasformazione del lavoratore e riguarda i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro entro un massimo di 8.060 euro annuali per ogni lavoratore assunto”, aggiunge l’Inps.

I provvedimenti in corso di studio da parte del Governo dovrebbero rappresentare una estensione territoriale e temporale su quanto finora previsto per le Regioni dell’Italia meridionale.

Si tratterebbe, dunque, di un altro provvedimento ‘tampone’ di breve periodo del Governo che non risolve i problemi strutturali finalizzati ad una stabile ripresa economica ed occupazionale, ma che vorrebbe alleviare il disagio sociale dei giovani.

Salvatore Rondello

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