lunedì, 26 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Del Grande, delegazione italiana respinta da Ankara
Pubblicato il 19-04-2017


gabriele-del-grande2Desta molta preoccupazione la situazione del giovane reporter italiano trattenuto in Turchia in un centro di detenzione. Dopo le rassicurazioni del ministro Alfano ora si è saputo che le autorità turche hanno impedito alla delegazione italiana di vedere il giornalista Gabriele Del Grande nel carcere dove è detenuto.  “Il vice console italiano ad Ankara e il legale turco di Gabriele Del Grande sono andati nel carcere dov’é detenuto il giornalista italiano, ma le autorità turche gli hanno impedito di vederlo”, ha riferito durante una conferenza stampa al Senato il presidente della Commissione per i Diritti umani Luigi Manconi dopo un colloquio telefonico con l’avvocato di Del Grande.
Dopo la notizia il ministro degli Esteri Angelino Alfano rispondendo ad una domanda sulla vicenda ha detto: “Ho ribadito la nostra ferma richiesta per il rilascio immediato di Gabriele Del Grande nel corso di una telefonata con il collega turco” Mevlut Cavusoglu.
Alfano ha aggiunto di aver ricevuto il “massimo impegno” dal governo turco sul fatto che “le procedure verranno concluse al più presto”.

La telefonata dopo sette giorni alla famiglia
“Sto bene, non mi è stato torto un capello ma non posso telefonare, hanno sequestrato il mio cellulare e le mie cose, sebbene non mi venga contestato nessun reato”. Lo ha detto al telefono Gabriele Del Grande, il giornalista italiano fermato in Turchia durante un controllo dalle autorità al confine con la Siria e trattenuto da alcuni giorni in un centro di detenzione amministrativa, riuscendo a chiamare in Italia dal telefono del Centro dove è detenuto. “Inizio lo sciopero della fame e invito tutti a mobilitarsi per chiedere che vengano rispettati i miei diritti”, ha annunciato chiamando la sua compagna, Alexandra D’Onofrio e alcuni amici. Finalmente dopo sette giorni di silenzio i familiari del giornalista sono tornati a sentire la sua voce.
“I miei documenti sono in regola, ma non mi è permesso di nominare un avvocato, né mi è dato sapere quando finirà questo fermo – ha aggiunto nella telefonata – La ragione del fermo è legata al contenuto del mio lavoro. Ho subito interrogatori al riguardo. Ho potuto telefonare solo dopo giorni di protesta”. E mentre telefonava ha raccontato di essere circondato da quattro poliziotti, aggiungendo anche che “non mi è stato detto che le autorità italiane volevano mettersi in contatto con me”.
il 35enne reporter toscano è stato fermato il 9 aprile ed è stato trasferito a Mugla dopo essere stato inizialmente trattenuto in un altro centro di detenzione nella provincia di Hatay, al confine turco-siriano. Sulla vicenda, da giorni sono al lavoro le autorità italiane. Ma ancora, dopo le iniziali rassicurazioni date dalle autorità turche, non è stata fornita una data certa per il suo rimpatrio, che dovrebbe avvenire dopo il completamento di alcune procedure giudiziarie relative all’espulsione dal Paese.
La Farnesina ha chiesto che il giornalista, fermato in Turchia, “sia rimesso in libertà, nel pieno rispetto della legge”. “Il ministro Alfano – si legge in una nota – ha disposto l’invio a Mugla, dove Del Grande è detenuto, del console d’Italia a Smirne per rendere visita al connazionale” mentre “l’ambasciatore d’Italia ad Ankara ha trasmesso alle autorità turche la richiesta di visita consolare, come previsto dalla Convenzione di Vienna del 1963”.
Ad auspicare che “al più presto siano noti i tempi e le modalità di rimpatrio” sono stati oggi il legale della famiglia di Del Grande, Alessandra Ballerini, e Luigi Manconi, presidente della commissione per la Tutela dei Diritti Umani del Senato. “Nella serata di ieri – scrivono Ballerini e Manconi – abbiamo ricevuto la conferma che la Farnesina mantiene la massima attenzione sulla sorte di Del Grande, trattenuto in un centro di detenzione amministrativa in Turchia, dove si trovava per scrivere il suo nuovo libro. Sempre ieri – proseguono – l’Ambasciatore italiano ad Ankara ha avuto incontri con il ministro degli Esteri e il Direttore generale del ministero dell’Interno della Turchia, che hanno confermato lo stato di buona salute di Del Grande e la sua imminente espulsione dal Paese. Lo stesso ministro degli Esteri si è impegnato a inviare una nota all’ambasciatore italiano sui tempi e le modalità del rimpatrio. Auspichiamo – concludono – che accada al più presto”.

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