sabato, 23 settembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Gazzarre inutili in un mondo che cambia ogni giorno
Pubblicato il 06-04-2017


Vi dico subito che quello che leggerete non piacerà a tutti. Del resto, chi cerca il consenso si arrampica sugli specchi per cercare di dimostrare che tutto va bene e che il dissenso è fisiologico alla democrazia, al pluralismo, ecc.,ecc. Sono di ritorno da un lungo soggiorno in Portogallo, dove ho visitato, dopo anni, Lisbona, Coimbra, Porto per alcuni incontri e conferenze nelle università. Sono rimasto entusiasta di questo paese, povero ma dignitoso e profondamente civile, con un grande rispetto dei diritti umani e civili .Un paese dove ha ancora un senso, ideale e politico, parlare di socialismo, di solidarietà, di rispetto degli esseri umani, a cominciare dalle classi più povere,più emarginate,più bisognose di essere sostenute . Perché questa premessa ? Ho anche partecipato ,prima di partire, al congresso di Roma : un doppione di quello di Salerno. Anzi dovessi dare un franco giudizio ,quello di Salerno mi è sembrato meno scontato,più ricco,un’assemblea costituente della rinascita del Psi, con molti giovani. Ecco- ho pensato –finalmente gli eredi del più vecchio partito italiano,del partito socialista di Turati,Buozzi,Matteotti, Morandi,Santi, Nenni, Lombardi,De Martino,Mancini,Craxi .Dobbiamo prepararci a lasciare loro il posto . Ma quelle timide speranze sono state assorbite dalle delusioni ,da quel “mostro”,sempre vivo,della competitività,della vanità,delle piccole ambizioni personali . Lo so,non dovrei stupirmi,anche perché , come giornalista e non come uomo di partito ,sono stato sempre dentro ; ho conosciuto tutti i dirigenti ,i ministri,i parlamentari ,i segretari Psi importanti della mia generazione ,con ideali ,principi e comportamenti coerenti da socialisti di altri tempi,partecipando agli avvenimenti più rilevanti dell’ultimo mezzo secolo . Adesso troviamo un tal Pascale, che altezzoso,che rimprovera tutti e ci abbandona (per fortuna) sbattendo la porta .Ma se non sapeva neppure che cosa fosse il socialismo,anche se nella vita faceva il ghost writer (così almeno mi ha riferito).Immeritatamente nominato “responsabile dell’editoria”,senza sapere che cosa fosse il mondo editoriale italiano .Quando gli ho proposto di collaborare al Dipartimento cultura mi ha risposto che non aveva tempo e quando ho insistito perché partecipasse attivamente all’organizzazione di un convegno sulla comunicazione ( compresa l’editoria ,giornali e libri) ,ha replicato,quasi offeso: “Ma tu mi vuoi far fuori !”. Non credo sia il caso di insistere su questo episodio. E dire che Pascale lo avevo sempre difeso ,contro le critiche di molti che non apprezzavano le sue uscite in pubblico. Lo rispettavo ,anche perché mi sembrava un giovane intelligente che andava,secondo me,valorizzato. Non è questo certo il caso più grave della mia più recente esperienza politica : dovrei riferirmi alle vicende (interne) di come si è svolta la campagna elettorale a Roma,ecc. In ogni caso, come capolista, nessuno mi ha ancora ringraziato per l’estenuante impegno personale. Ma lasciamo perdere . Mi sembra ancora oggi, a mente fredda,che il congresso di Roma sia stato frettolosamente organizzato per chiudere definitivamente un “conflitto” interno (politico e giudiziario) con un gruppo di compagni,che hanno come riferimento politico Bobo Craxi .Non so quanto questo sia vero ma ,in ogni caso, Bobo (che porta un cognome glorioso) non ha mai preso le distanze da quel gruppo, che continua ostinatamente,senza proporre linee politiche alternative, che non siano di semplice disturbo ( i Comitati per il No, le simpatie per il Mdp,ecc.) e si limitano a sparare contro la Croce Rossa. E per Croce rossa intendo questo piccolo partito,lacero,povero,ma ancora deciso con forza a sopravvivere . Non so quanto resisterà ,ma certo questi inutili contestatori avranno la loro parte di responsabilità nel farlo morire lentamente. Spero ardentemente che il Psi possa ritrovare vitalità e un ruolo attivo nello schieramento politico e nella società ,ma certo gli interrogativi sono legittimi. in un quadro politico deteriorato ma che cerca di riaggregarsi almeno in tre grandi schieramenti . Riusciremo forse a sopravvivere,ma ancora per quanto tempo, con gli scarsissimi mezzi finanziari di cui disponiamo ,con una struttura organizzativa modestissima,con strumenti di comunicazione artigianali ? E con quale autonomia ? Con quale capacità di influenza ? Abbiamo due piccoli strumenti (Avanti e Monoperaio),due piccoli giocattoli di scarsissimo peso mediatico. Sia chiaro,non voglio criticare nessuno (Mauro Del Bue,con questo Avanti,fa miracoli ,visto che può contare su una micro redazione; anche Mondoperaio, con Gigi Covatta, fa altrettanto ,con i modesti mezzi di cui dispone ), ma certo che si tratta di media poveri ,che servono per coltivare l’orticello ,che però rischia di rimanere riservato solo ai nostri addetti ai lavori e neppure quelli di tutta la sinistra…
A questo punto si ripropone sempre la domanda di leniniana memoria: che fare ? Pensavo che il congresso di Roma desse una risposta articolata a questa domanda chiave,che tutti si pongono,per una necessaria svolta politica .Purtroppo si sono ripetuti slogan ormai consumati,come quelli della prospettiva laica , ambientalista e radicale. Una prospettiva confusa,irrealizzabile e che comunque finirebbe con avere uno scarso peso politico,anche per la indisponibilità di una parte consistente delle parti interessate . Rischiamo,in questa prospettiva, di fare la fine dei radicali ,ininfluenti,frammentati e inutilmente conflittuali al proprio interno. Potrei anche sbagliarmi, ma ,ovviamente , ho le mie idee in proposito che esporrò ,sempre con franchezza. Anche perché non bastano le raccomandazioni (condividibili, però) di Riccardo Nencini, quando dice: stringiamo i ranghi, non abbandoniamo nessuno nell’isolamento. Ma quei signori (compagni?) continueranno a disturbare, con una inutile gazzarra, il già difficile percorso del Psi ? E tutto questo in un modo che cambia ogni giorno e che ha bisogno di sempre nuove idee, progetti, iniziative, alleanze, per dare un senso all’iniziativa socialista nella società .

Aldo Forbice

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Riguardo all’autonomia, cui si fa cenno nell’articolo, dipende anche, e non poco, a mio parere almeno, dalla legge elettorale con la quale si andrà al voto, dal momento che le soglie di sbarramento non favoriscono di certo un partito “minore”, ma salvo una mia svista non mi pare che dal Congresso sia uscita una proposta su questo argomento.

    E’ vero che saranno i partiti “maggiori” a decidere in merito, e che poi bisogna “far di necessità virtù”, ma avere idee e proposte da avanzare in questa come in altra materia a me sembra comunque un buon indice e segno di autonomia, ossia una buona “credenziale”, che dovrebbe altresì tradursi nel non “ingessare” le alleanze, le quali, se non sono fatte su base ideologica, andrebbero possibilmente individuate sulle affinità o convergenze rispetto al proprio programma.

    Il presupposto è dunque quello di concepire un programma che pur se sintetico, non rimanga sul generico, non si limiti cioè ai soli enunciati di principio, ma entri nel merito delle singole questioni, tramite indicazioni e soluzioni realistiche e credibili, così da far comprendere in che direzione ci si intende muovere, il che vale sia nei confronti dell’elettorato che degli eventuali “compagni di strada”.

    Per fare un esempio a quest’ultimo riguardo, nel leggere quanto scritto nell’articolo di ieri “Manovra, le proposte dei socialisti”, a me sembra che il “prevedere nuovi voucher per lavori stagionali e piccole occupazioni” sia una forma di proposta già di per sé piuttosto chiara e precisa, mentre quando si passa al piano di investimenti per la casa si dovrebbe forse scendere più nel dettaglio, ovvero dire come si intenderebbe “incanalare” la somma all’uopo destinata, cioè verso quale tipo di interventi.

    Paolo B. 08.04.2017

Lascia un commento