venerdì, 26 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Gentiloni da Trump per un sostegno sulla Libia
Pubblicato il 20-04-2017


Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni durante la trasmissione di Rai Tre 'In Mezz'ora', Roma 09 Novembre 2014. ANSA/ FABIO FRUSTACI

ANSA/ FABIO FRUSTACI

Il Mediterraneo prima di tutto, ma nello scacchiere geopolitico, visti anche gli sviluppi recenti di Mosca nel territorio libico, occorre la garanzia del gigante Usa. Lo sa bene l’ex ministro degli Esteri e attuale Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che si appresta a incontrare il presidente americano, Donald Trump.
Gentiloni parla al think tank Center for strategic & international studies (Csis) di Washington, un intervento dal titolo “La sicurezza nel Mediterraneo come caposaldo della stabilità globale”. Il Presidente del Consiglio italiano ha sottolineato più volte che “la Libia rimane al top delle nostre priorità e il nostro Paese è impegnato nelle sfide delle crisi recenti, che dalla nostra visione corrispondono a una serie di priorità. Gestire in maniera efficace i flussi migratori, stabilizzare le aree di Medio Oriente e Africa, sradicare Daesh” ma “per affrontare questi temi, è fondamentale riaffermare il legame transatlantico”, ha insistito il premier italiano. Al centro dei rapporti transatlantici Gentiloni pone il Mediterraneo, proprio lì dove si scaricano le tensioni dei teatri di crisi, dall’Iraq all’Afghanistan, dalla Siria alla Libia.
A un mese dal G7 di Taormina, in un momento di grande tensione internazionale, Paolo Gentiloni varca per la prima volta la soglia della Casa Bianca nell’era Trump. Il presidente del Consiglio è a Washington e domani sarà a Ottawa, dal primo ministro canadese Justin Trudeau. Al Presidente Trump Gentiloni ricorderà il nostro impegno militare nelle aree di crisi ma anche la capacità di dialogo, dalla Russia ai Paesi arabi e del Nord Africa.
Per stabilizzare il Mediterraneo è “assolutamente cruciale” che si rafforzi l’asse tra Italia e Usa anche oltre la crisi siriana. “È il momento di collaborare per sostenere il governo di Tripoli”, ad esempio, “anche per gestire i flussi migratori”, ha aggiunto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni alla vigilia del suo incontro Usa col presidente Trump. “La Libia resta tra le nostre massime priorità”, e io “non credo che sia un’idea praticabile quella della divisione della Libia: porterebbe a maggiore instabilità”, mentre “mantenere una leadership congiunta di Italia e Usa” nel Mediterraneo “è non solo una occasione ma anche un obbligo politico, un dovere”. Sulla Libia infatti “esiste la preoccupazione che altre potenze la usino per dividerla, per motivi di confronto e supremazia, ma il Paese deve restare unito”. Il riferimento è all’Egitto o alla Russia, che per Gentiloni farebbero bene a lavorare per l’unità del Paese e per il successo degli sforzi italiani di stabilizzazione del governo di Serraj.
Per tentare di avere un supporto americano Gentiloni afferma anche che il raid missilistico deciso il 7 aprile scorso dal presidente americano Trump contro una base aerea siriana in risposta all’attacco chimico attribuito al presidente siriano Bashar Al-Assad, è stata la “cosa giusta da fare”. Tuttavia Gentiloni precisa che in quel territorio non serve una soluzione militare, ma una strategia politica.

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