sabato, 24 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

IMPEGNO PER LA DIGNITA’
Pubblicato il 14-04-2017


Gentiloni-Padoan-inclusioneE’ stato firmato a Palazzo Chigi il Memorandum d’intesa sul reddito di inclusione, con il premier, Paolo Gentiloni, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti e l’Alleanza contro la povertà. Gentiloni lo ha definito “un primo risultato che va rivendicato però con forza” sottolineando che si tratta di “un impegno per la dignita’” di 2 milioni di persone e che i decreti legislativi di attuazione saranno approvati entro la fine di aprile. Soddisfazione è stata espressa dal ministro Poletti: “Si suggella un lavoro lungo e importante con il contributo e la collaborazione eccezionale di tutti, nessuno ha posto il proprio ruolo e funzione davanti a quello che stava affrontando”.
“La crisi più grave dal dopoguerra ci ha lasciato un incremento dei numeri della povertà: 1,5 mln di famiglie povere. Questo deve essere un assillo costante” ha detto Paolo Gentiloni, alla firma del memorandum. Questo è “un primo risultato che va rivendicato però con forza. Il Parlamento ha approvato la legge delega, i decreti legislativi saranno approvati entro la fine del mese”.
“E’ la prima volta che l’Italia si dota di uno strumento universale, che vale su tutto il territorio nazionale”, ha aggiunto Gentiloni sottolineando la necessità di “passi ulteriori nei prossimi anni” per “allargare la platea dei destinatari della misura attraverso l’estensione del fondo nazionale per la povertà”. Si dovrà poi lavorare, ha affermato, per “aumentare i benefici di cui i destinatari sono titolari”. Per fronteggiare la crisi “abbiamo bisogno di avere numeri migliori e su questo l’impegno del governo non sarà facile” ma “è massimo”. “Abbiamo alle spalle quattro mesi di decisioni importanti dalle banche all’immigrazione, dalla sicurezza all’attuazione delle riforme sulla scuola, sulla Pa e sul rilancio degli investimenti – ha ricordato – Sappiamo che non c’è da stare rilassati: i numeri della crescita, che sono assolutamente graduali e andrebbero rafforzati e incoraggiati, non sono sufficienti per migliorare la realtà della nostra condizione sociale. Abbiamo bisogno di accompagnare i numeri con politiche sociali, politiche attive per il lavoro, politiche di inclusione che trasformino i numeri in un effettivo miglioramento delle condizioni del Paese. Gli italiani – ha sottolineato Gentiloni – possono contare su un impegno da parte nostra massimo, si potrebbe dire con una banalità terrificante che il governo governa. E’ una banalità, ma mi auguro che contribuisca alla sensazione di stabilità e sicurezza di cui i nostri concittadini hanno veramente bisogno”.

I punti d’intesa raggiunti nel memorandum contro le povertà riguardano i criteri per determinare l’accesso dei beneficiari, i criteri per stabilire l’importo del beneficio e i meccanismi per evitare che si crei un disincentivo economico alla ricerca di occupazione. Ma anche l’attivazione di una linea di finanziamento strutturale per i servizi alla persona, il finanziamento dei servizi e l’individuazione di una struttura nazionale permanente che affianchi le amministrazioni territoriali competenti. Infine la definizione di un piano operativo per la realizzazione delle attività di monitoraggio continuo della misura e la definizione di forme di gestione associata della stessa. Insomma il memorandum costituisce un momento di condivisione del percorso intrapreso dal governo nella lotta alla povertà con l’introduzione di una misura strutturale.

Nell’intesa raggiunta tra è previsto che il reddito Isee non sia l’unico criterio per l’accesso al Reddito Inclusione sociale (Reis). È previsto anche che si tenga conto anche del reddito disponibile, così da permettere l’accesso alla misura anche a chi è proprietario della casa in cui abita, ma versa in stato di povertà. Per accedere al Reis bisogna non avere un reddito ISEE superiore ai 6 mila euro, superiore a quella usata oggi per il Sia stabilita a 3 mila euro.

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