sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Il referendum sull’autonomia di Veneto e Lombardia
Pubblicato il 21-04-2017


zaia e maroniA un ventennio dalla fondazione del Partito della Lega Nord Padania, il Carroccio annuncia il referendum per l’autonomia di due regioni roccaforte della Lega: il Veneto e la Lombardia. In particolare il presidente Roberto Maroni al termine della riunione della Giunta della Regione Lombardia, a Bergamo, ha annunciato che il referendum consultivo per l’autonomia della regione da lui governata si terrà domenica 22 ottobre, lo stesso giorno del referendum in Veneto.
“Credo che nessuno lombardo possa votare No un referendum che dice: vuoi che una parte rilevante dei 53 miliardi di tasse lombarde rimangano qui, per aiutare chi ha bisogno, per realizzare gli ospedali, per abolire il bollo auto? Quale cittadino lombardo può dire di no?”, ha detto Maroni a chi gli chiedeva se si aspetti un sostegno trasversale al referendum sull’autonomia.
Ma l’entusiasmo dell’ex fedelissimo di Umberto Bossi viene malcelato dall’altra punta di diamante del Carroccio, Luca Zaia. Tuttavia il governatore del Veneto, dopo l’iniziale disappunto per la mancata telefonata, ha finito per concordare con il suo omologo lombardo. “Ottima la notizia che arriva dal collega Maroni”, ha affermato Zaia. “Ho parlato con Roberto Maroni, e abbiamo valutato che da quattro mesi il Veneto attende una risposta dal Ministero dell’interno sul protocollo d’intesa da sottoscrivere con le Prefetture per seggi e componenti, ma anche che siamo come Regione perfettamente in linea con i tempi per quanto attiene a sistema informatico per la gestione della consultazione e dei voti espressi, oltre che per la stampa delle schede elettorali. E abbiamo cominciato a trarre qualche conclusione”.
La data precede, di poco, la dead line fissata dal Pirellone, che nell’estate del 2016 ha approvato un emendamento che stabiliva che il referendum dovesse essere fatto entro la fine del 2017.
“Avevo in mente varie date — ha spiegato Maroni —, ma mi sono consultato con il governatore del Veneto Luca Zaia che mi ha proposto la data del 22 ottobre e lo faremo insieme, Lombardia e Veneto”. Per Maroni “sarà l’inizio di una fase nuova che porta la Lombardia e il Veneto nelle condizioni di poter amministrare maggiori risorse e io dico anche verso la ‘specialità’: la Lombardia merita di essere una Regione a statuto speciale, meritiamo di tenerci tutte le tasse pagate che oggi vanno disperse in mille rivoli”.
Dal Pd intanto arriva il disappunto per un referendum considerato inutile e oneroso per le casse statali.
“Il referendum per l’autonomia della Lombardia è inutile e costerebbe 46 milioni di euro che potrebbero essere, invece, spesi per il sostegno al lavoro e ai cittadini più in difficoltà. Torno a chiedere a Maroni di proporre subito al governo l’apertura formale del confronto sul federalismo differenziato senza spendere denaro pubblico con il referendum”. Così dai microfoni di Radio Popolare il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina.
Il quesito su cui i lombardi saranno chiamati a esprimersi è questo: “Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all’articolo richiamato?”. Si tratta di un referendum consultivo: se dovessero vincere i sì, la giunta lombarda potrà chiedere al governo maggiore autonomia in alcuni campi, come l’istruzione e la tutela dell’ambiente. Sarà la prima consultazione che, in Lombardia, si svolgerà anche con il voto elettronico.

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