lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

UN PASSO INDIETRO
Pubblicato il 12-04-2017


migrantiSì definitivo dell’Aula della Camera al decreto legge Minniti in materia di immigrazione. I voti a favore sono stati 240, 176 i contrari, 12 gli astenuti. Sul testo ieri il governo aveva incassato la fiducia a Montecitorio. I socialisti non hanno partecipato alla votazione. I motivi li ha spigati nell’Aula di Montecitorio Pia Locatelli, presidente del gruppo del Psi. “Il Gruppo socialista ha votato la fiducia solo per lealtà nei confronti del Governo e della maggioranza, ma per la nostra storia e i nostri principi non possiamo votare a favore di un provvedimento che giudichiamo in parte ingiusto e in parte inefficace. Per questo motivo non parteciperemo a questa votazione e usciremo dall’Aula”. Queste le parole con cui Pia Locatelli, nel suo intervento,  ha annunciato l’uscita dall’Aula.

“Questo provvedimento – ha aggiunto – se da un lato contiene punti apprezzabili, come l’inserimento dei migranti nei lavori socialmente utili e l’aumento del personale destinato al potenziamento delle commissioni territoriali, dall’altro rischia di contraddire i principi di garantismo e di difesa dei diritti umani che noi socialisti abbiamo sempre sostenuto con forza. In particolare, attraverso la procedura unica per le espulsioni, l’abolizione del secondo grado di giudizio per il riconoscimento del diritto d’asilo, l’abolizione del contraddittorio, limitato da una procedura semplificata, il rito camerale, priva del dibattimento, di fatto si configura per i migranti una giustizia minore, una procedura specifica che solleva non pochi dubbi di costituzionalità”.

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloini ha parlato di una approvazione che inserisce norme più e strumenti più efficaci: “Tempi più rapidi per diritto asilo. Strumenti più efficaci per accoglienza e integrazione”.

Nello stesso giorno arrivano i dati Frontex sull’immigrazione. Nel rapporto dell’organizzazione si afferma che l’Italia sia rimasta sotto pressione migratoria anche nel mese di marzo. Sulla rotta del Mediterraneo centrale sono passate 10.800 persone, “oltre in quinto in più” rispetto al mese precedente, portando il totale dei primi tre mesi a circa 24.250, “quasi il 30% in più delle stesso periodo del 2016”. Sulla rotta verso la Grecia del Mediterraneo orientale sono passate 1.690 persone, “pari al 6% rispetto all’anno scorso prima dell’accordo Ue-Turchia”. Frontex in una nota indica che la provenienza della maggior parte dei migranti intercettati lungo la rotta del Mediterraneo Centrale verso l’Italia è stata da Bangladesh, Nigeria e Guinea, ma “dall’inizio di marzo, ha cominciato a crescere il numero di migranti provenienti dal Corno d’Africa (specialmente eritrei e somali), probabilmente in gran parte a causa del miglioramento delle condizioni meteorologiche lungo la via di terra verso la Libia”. Lungo la rotta balcanica, preferita da afghani, siriani e pachistani sono state infine registrate “meno di 380 intercettazioni” ovvero “quasi il 70% in meno rispetto al mese precedente ed appena il 7% della cifra di marzo 2016”.

Anche i dati del Viminale appena aggiornati indicano un amento dei migranti sbarcati in Italia: sfiorano quota 27mila nel 2017, il 35% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, che alla fine fece registrare il record degli arrivi (181mila). Ma nonostante il flusso continuo di sbarchi, cala il numero di migranti ospitati nel sistema di accoglienza: sono 175.480 contro i 176.554 del 31 dicembre dello scorso anno. Le principali presenze di registrano nelle strutture temporanee (137.957), mentre nel Sistema di accoglienza per richiedenti asilo sono ospitate 23.867 persone. La Lombardia è in testa tra le regioni con 23.700 stranieri in accoglienza, seguita dalla Campania (15.122) e dal Lazio (14.854).

COSA PREVEDE
Composto da 23 articoli, la cui finalità principale, come hanno precisato il ministro dell’Interno e della Giustizia, è rendere più rapido l’esame delle domande di asilo, istituendo delle sezioni di tribunale specializzate in materia di immigrazione e asilo. Molto discussa e contestata dall’opposizione è stata un’altra norma-cardine del decreto: l’abolizione del secondo grado di giudizio nel caso la richiesta di protezione internazionale sia stata respinta dal tribunale competente.

Contro i paragrafi F e G dell’articolo 6, si sono schierati infatti diversi giuristi (oltre che le associazioni di volontariato che assistono i migranti) dichiarando che la norma collide sia con gli articoli 24 e 111 della Costituzione (Giusto processo con i tre gradi di giudizio e diritto alla difesa), sia con l’articolo 6 della Convenzione europea sui diritti umani (diritto al contraddittorio).

Per la determinazione dell’accoglimento della domanda di asilo, le nuove disposizioni prevedono inoltre un rito camerale senza udienza, nel corso della quale il giudice si limiterà a prendere visione della videoregistrazione del colloquio del richiedente asilo davanti alla commissione territoriale.

La legge attribuisce al Csm il compito di predisporre un piano straordinario di applicazioni di magistrati per coprire le esigenze delle nuove sezioni specializzate. In ciascun tribunale distrettuale potranno essere applicati al massimo 20 magistrati per 18 mesi, rinnovabili di ulteriori 6 mesi. Inoltre il ministero dell’Interno sarà autorizzato a assumere fino a 250 impiegati a tempo indeterminato per il biennio 2017-2018, da destinare agli uffici delle Commissioni territoriali o nazionali. Il ministero della Giustizia potrà a bandire concorsi per l’assunzione di 60 funzionari da assegnare al Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità.

Sarà incrementato di 20 unità il personale per l’Africa delle sedi diplomatiche e consolari, per le accresciute esigenze connesse al potenziamento della rete nel continente africano, derivanti anche dall’emergenza migratoria. E’ previsto inoltre un aumento di spesa per l’invio in Africa di personale dei Carabinieri per la sicurezza delle ambasciate.

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