mercoledì, 20 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Inps, per Cig e sgravi le domande vanno fatte entro il 20 aprile
Pubblicato il 10-04-2017


Inps

CIG E SGRAVI, DOMANDE ENTRO IL 20 APRILE

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 54 del 6 marzo il decreto n. 98189/2016 attuativo del Dlgs n. 185/2016 (correttivo Jobs Act) che consente di prorogare fino a 24 mesi oltre la durata ordinaria la Cassa Integrazione Straordinaria e lo sgravio contributivo per i contratti di solidarietà nelle imprese che rispettino determinati requisiti. Lo stanziamento complessivo per la proroga delle CIGS è di 194 milioni di euro. Con la circolare n. 3/2017 il Ministero del Lavoro ha già fornito istruzioni operative per l’accesso a tale proroga della Cassa Integrazione Straordinaria e degli sgravi contributivi sui contratti di solidarietà.

Cigs

Le domande dovranno pervenire entro il 20 Aprile, ovvero entro 30 giorni dall’entrata in vigore, che avviene dopo 15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta. Pertanto, l’ultimo giorno utile è il 20 aprile prossimo. L’istanza va presentata via PEC, in bollo. Tra le attività beneficiarie della proroga le imprese di rilevante interesse strategico per l’economia nazionale, per l’attività svolta, per il numero dei lavoratori occupati o per le caratteristiche del territorio in cui hanno sede, tali da condizionare le possibilità di sviluppo economico del territorio in cui operano. Le imprese devono inoltre risultare in possesso di altri tre requisiti:

le imprese devono aver sottoscritto in sede governativa accordi di rilevante interesse strategico nazionale entro il 31 luglio 2015, il cui piano industriale sottostante abbia previsto l’utilizzo di trattamenti di integrazione salariale straordinaria oltre i limiti di durata ordinaria;

il piano industriale deve presentare condizioni per un rapido riassorbimento del personale che è stato sospeso o impiegato a orario ridotto;

il piano industriale deve rappresentare, altresì, l’impegno a realizzare, nel corso della prosecuzione del trattamento di integrazione salariale, ulteriori interventi, compresa la formazione e riqualificazione del personale sospeso o impiegato a orario ridotto, tali da assicurare la rioccupazione del personale interessato. Viene poi richiesta la sottoscrizione di uno specifico accordo, anche in sede sindacale, con indicati gli estremi dell’intervento richiesto e il costo: periodo richiesto, numero dei lavoratori interessati, modalità di sospensione o riduzione orario di lavoro. Il trattamento d’integrazione salariale verrà erogato direttamente ai lavoratori da parte dell’INPS e l’impresa dovrà pagare un contributo addizionale del 15% della retribuzione persa dal personale coinvolto dalle sospensioni di lavoro o impiegato con riduzione di orario di lavoro.

Contratti di solidarietà

Per quanto concerne la proroga del contratto di solidarietà, lo sgravio contributivo viene riconosciuto per un massimo di 24 mesi alle imprese che con gli accordi governativi stipulati sempre entro il 31 luglio 2015 abbiano previsto la proroga dei contratti di solidarietà. La riduzione è riconosciuta in misura del 35% sulla contribuzione a carico del datore di lavoro per i lavoratori interessati a contratti di solidarietà con riduzioni di orario superiori al 20%. I termini per la presentazione della domanda sono sempre fissati al 20 aprile. La domanda va inviata tramite PEC, in bollo, all’indirizzo sgravicds@pec.lavoro.gov.it, con indicati: codice pratica relativa al trattamento, stima della decontribuzione, copia accordo governativo, reazione che attesti la presenza dei requisiti e indichi numero di lavoratori coinvolti e modalità di riduzione di orario applicate.

Ammissibilità domande

L’ammissibilità delle domande di proroga , sia di CIGS che per lo sgravio contributivo, verrà valutata e certificata da una specifica Commissione istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Una volta ottenuto il parere favorevole della Commissione, entrambe le misure saranno attribuite mediante adozione di specifico decreto, nel limite delle risorse pubbliche disponibili e pari a 194 milioni di euro: 4 per il 2016; 90 per il 2017; 100 per l’anno 2018.

Fondazione studi consulenti lavoro

TUTTI I PASSAGGI PER BONUS SUD

Dalla Fondazione studi consulenti del lavoro arriva una circolare che illustra tutti i passaggi necessari per beneficiare dell’incentivo alle assunzioni, il cosiddetto ‘bonus occupazionale Sud’, introdotto dal 1° gennaio 2017 per i nuovi contratti a tempo indeterminato, anche in apprendistato. Con la circolare n. 3 del 16 marzo 2017 la Fondazione studi consulenti del lavoro spiega, infatti, la normativa di riferimento e i vari passaggi utili per beneficiare dell’incentivo. Gli incentivi per i datori di lavoro riguardano le nuove assunzioni effettuate nel corso del 2017. Le risorse disponibili ammontano a 530.000.000 di euro, di cui: 500 milioni di euro destinate alle Regioni ‘meno sviluppate’ (Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia) e 30 milioni alle Regioni ‘in transizione’ (Abruzzo, Molise, Sardegna). “Lo scorso 1° marzo l’Inps ha rilasciato le prime istruzioni operative con la circolare n. 41 -fanno sapere i consulenti- mentre, in data 15 marzo 2017, sempre l’Istituto previdenziale ha pubblicato i moduli telematici per la richiesta dei benefici spettanti”. “Le istanze relative ad assunzioni effettuate tra l’1 gennaio 2017 e il 14 marzo 2017 -si legge ancora nella circolare della Fondazione studi dei consulenti del lavoro- dovevano essere inviate entro il 30 marzo 2017. Per tali domande la verifica dei fondi sarà effettuata secondo l’ordine cronologico di decorrenza dell’assunzione. L’invio dell’istanza oltre il termine del 30 marzo 2017 non fa comunque venire meno il diritto al beneficio, tuttavia la verifica della disponibilità dei fondi non sarà più effettuata in ordine cronologico di decorrenza dell’assunzione bensì secondo il criterio generale, costituito dall’ordine cronologico di presentazione dell’istanza stessa”. Gli incentivi sono fruibili nel rispetto delle previsioni di cui al Regolamento (Ue) per quanto attiene gli aiuti ‘de minimis’. Tuttavia, nel caso di superamento del tetto massimo previsto dal regime de minimis, il beneficio spetta a condizione che l’assunzione determini un incremento occupazionale.

Cosa prevede la proposta di legge

CONGEDO MESTRUALE IN ARRIVO

Tre giorni al mese di riposo durante il ciclo mestruale. È quanto prevede una apposita proposta di legge presentata di recente alla Camera e attualmente all’esame della Commissione lavoro che mira all’istituzione del “congedo per le donne che soffrono di dismenorrea“. “In Italia i dati sulla dismenorrea sono allarmanti”, si legge nel testo di legge, “dal 60% al 90% delle donne soffrono durante il ciclo mestruale e questo causa tassi dal 13% al 51% di assenteismo a scuola e dal 5% al 15% di assenteismo nel lavoro”.

Da qui la proposta, firmata dalle deputate Pd Romina Mura, Daniela Sbrollini, Maria Iacono e Simonetta Rubinato, che introduce il diritto per la donna lavoratrice che soffre di mestruazioni dolorose di astenersi dal lavoro per un massimo di tre giorni al mese senza riduzione dello stipendio. Alle donne che soffrono di dismenorrea infatti, spiega l’unico articolo della pdl, è dovuta un’indennità pari al 100 per cento della retribuzione giornaliera.

Il cosiddetto ‘congedo mestruale’ inoltre, si legge sulla proposta di legge, “non può essere equiparato alle altre cause di impossibilità della prestazione lavorativa e la relativa indennità che spetta alla donna lavoratrice non può essere computata economicamente, né a fini retributivi né contributivi, all’indennità per malattia”. L’emendamento specifica anche che la donna che intende usufruire del congedo dovrà presentare al datore di lavoro una certificazione medica specialistica da rinnovare entro il 31 dicembre di ogni anno.

Nel nostro Paese il dibattito sul tema si è riacceso dopo che la Coexist, un’azienda di Bristol, ha deciso di inserire nel codice di condotta l’esenzione dal lavoro per le impiegate con il ciclo mestruale. Esistono però alcuni precedenti: in Giappone sin dal 1947 alcune aziende hanno adottato il ‘seirikyuuka’, cioè il congedo, mentre un anno dopo è stato introdotto in Indonesia. La Nike invece ha inserito il congedo mestruale nel 2007 mentre, più recentemente, la pratica è stata adottata anche in Sud Corea (nel 2001) e a Taiwan (nel 2013).

Carlo Pareto

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