venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Gentiloni: Italia protagonista nell’Unione europea
Pubblicato il 27-04-2017


“L’Italia deve svolgere un ruolo di protagonista nella discussione sugli orizzonti dell’Unione europea, in particolare sulla discussione economica. Ci sono dati macroeconomici incoraggianti, con tassi di disoccupazione tendenti al ribasso, tassi di inflazione positivi, ma serve proseguire con le politiche di stimolo da parte dell’Unione Europea”. Così il premier Paolo Gentiloni nell’informativa alla Camera in vista del Consiglio straordinario Ue di sabato. La risoluzione firmata dai capigruppo di maggioranza sulle comunicazioni fatte in Aula è stata approvata con 308 sì e 98 no. Il premier poi ha affrontato la questione Brexit, la fuoriuscita dall’Unione della Gran Bretagna che ha provocato un ‘piccolo terremoto’. “Abbiamo il dovere e diritto di pretendere per i nostri concittadini diritti e tutele amministrative certe, immediatamente applicabili e non discriminatorie”, ha spiegato. Con la Brexit “l’Italia non è tra i Paesi più colpiti, più a rischio”, ha fatto notare il presidente del Consiglio, “ci sono altri paesi dell’Ue che hanno un livello di interazione e interscambio con il Regno Unito molto più rilevante del nostro ma siamo comunque interessati al fatto che la storia del quadro di relazioni tra l’Ue e Gb finisca nel migliore dei modi”.

Inoltre il premier ha puntualizzato: “Una cosa è certa: il quadro dei nuovi accordi non può essere caratterizzato dal mercato unico ‘a’ la carte’ che verrebbe concesso al Regno Unito. Il mercato unico è una straordinaria risorsa per i Paesi dell’Ue ma non si può immaginare che qualcuno  prenda ciò che gli interessa, cioè la parte economica e finanziaria, e chiuda su ciò che non gli interessa’. In primo piano anche la questione dei migranti. “Noi non accettiamo l’idea di un’Europa a due rigidità, molto rigida sulle dinamiche di applicazioni dei patti fiscali e molto flessibile quando si devono applicare le decisioni sulla ricollocazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo – spiega Gentiloni – Questo per noi non è accettabile e tutto quello che è stato fatto in questi due anni sulle politiche migratorie dell’Unione Europea è stato fatto a trazione italiana. Ci sono dei passi avanti ma la lentezza di questi passi avanti va superata”.  Il premier riconosce – nel corso del suo intervento –  che “oggi servono politiche di sostegno alla ripresa a livello Ue. Serve proseguire su politiche di stimolo, che prenda il verso giusto sulla discussione sui criteri di aggiustamento strutturale. Si tiene conto dei criteri della realtà dei livelli di crescita oppure si fa una discussione basata solo su alcuni numeri? Non è una richiesta dell’Italia, ma riguarda la maggioranza dei Paesi dal punto di vista del Pil europeo. Servono posizioni più avanzate”.

Per i socialisti, che hanno votato a favore della risoluzione della maggioranza, è intervenuta nel dibattito e successivamente nella dichiarazione di voto, il presidente del gruppo Pia Locatelli. “Il giorno in cui il Consiglio europeo ha ricevuto dalla Prima Ministra britannica la notifica dell’intenzione di uscita del Regno Unito dall’Unione europea – detto Pia Locatelli – noi europeisti lo abbiamo sentito come un lutto. Qualcuno ha parlato di 8 settembre britannico, altri di ponte levatoio sulla Manica; noi lo abbiamo sentito come mutilazione sia dell’Unione come entità sia del progetto europeo”.

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