martedì, 27 giugno 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

LA LEZIONE FRANCESE
Pubblicato il 27-04-2017


elezioni francesi“Le elezioni francesi ci consegnano una lezione. Che vale anche per il nostro paese. Quella di una sinistra senza popolo. Di una sinistra presente quasi esclusivamente tra pensionati, statali e mondo della scuola. E in ritirata dal mondo del lavoro e dal mondo delle professioni”. Lo afferma il segretario del Psi Riccardo Nencini.

E come si è arrivati a questa situazione?
Per diverse responsabilità. La maggiore è quella di chi non ha saputo interpretare un cambiamento straordinario e che ha pensato di governare con un canone tradizionale. È questa la ragione per quale da due anni chiediamo un Congresso straordinario del Pse che sia una sorta di Bad Godesberg della contemporaneità. Nel ‘59 la Spd si allontanò dal marxismo, oggi bisogna allontanarsi dalla terza via e riscoprire il socialismo delle origini, con un’unica variazione.

Quale?
Quella di mettere la barra sulla difesa dei più deboli e allo stesso tempo porsi il problema di come creare nuova ricchezza. Il socialismo delle origini pensava di conferire diritti civili e sociali che il proletariato del tempo non aveva. Oggi il tema è doppio: come creare nuova ricchezza nel tempo della rivoluzione tecnologica e come redistribuirla sapendo che il mondo del lavoro può già contare su ammortizzatori sociali robusti mentre gli esclusi rimangono tali. Quindi il tema centrale non è più solo la difesa della società dei due terzi, è come dare dignità a quel terzo di italiani e di europei che senza lavoro non hanno diritto di cittadinanza.

Pisapia in una intervista invita a unire il centrosinistra per evitare una sconfitta che definisce generazionale. Renzi invece esclude ogni tipo di alleanza con chi si è allontanato. Due visioni opposte. Anzi Renzi sembra voler riproporre il partito della Nazione. Che ne pensi?
Non credo che il partito della Nazione sia il futuro. Credo che una coalizione tra Partito democratico, sinistra di governo e cattolici democratici sia necessaria. Dare una missione all’Italia. Per mettere le gambe a questa coalizione serve una legge elettorale che assegni il premio di maggioranza alla coalizione. E serve un programma che abbia alcuni ingredienti centrali.

Tra cui…
Gli italiani e gli europei hanno una gran paura della globalizzazione perché ingenera insicurezza. Bisogna abbandonare alcune cliché della sinistra radical-chic e fare un bel bagno di realismo.

Puoi fare degli esempi concreti?
Primo: rafforzare lo spirito di comunità. Quindi bisogna prevedere l’elezione diretta dei vertici delle città metropolitane in modo da implementare la partecipazione e allargare la platea di votanti ai sedicenni nelle elezioni comunali. Ci crea così può senso civico e più senso di appartenenza. Secondo: per stare nella globalizzazione serve un’altra Europa. Prevedere la revisione dei Trattati di Maastricht per favorire investimenti e Eurobond, lanciare l’elezione diretta dei vertici dell’U.E., superare il Trattato di Dublino per organizzare diversamente accoglienza e rimpatrio, dotarsi di un unico ministro del Tesoro e di politiche fiscali condivise. Terzo, norme più serve contro il microcrimine. Quarto: siccome le ondate migratorie continueranno bisogna obbligare l’extracomunitario che viene a vivere in Italia al rispetto e al godimento dei valori occidentali a partire dall’eguaglianza uomo donna; niente tribunale della sharia, niente matrimonio coatto. Altro esempio: gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, vanno dati a chi ha almeno 10 anni di residenza in Italia. Queste sono alcune misure indispensabili per riconciliarsi con i mondo degli esclusi.

Temi di cui si è parlato anche al Congresso del partito…
Infatti stiamo lavorando a due grandi iniziative pubbliche. Celebrare una rilettura dei meriti e bisogni e la faremo a Milano a l’altra, che faremo a Bari, per celebrare i 125 anni della storia del socialismo italiano. Ma senza fare un ricordo da museo ma per rilanciare alcune tematiche nella direzione di punti di cui si parlava prima.

Legge elettorale. Mattarella ha esortato il Parlamento a fare in fretta. Si tratta dell’ultimo avviso per evitare il caos. Senza una riforma della legge elettorale un governo nascerà solo con un accordo Pd-Forza Italia. Che ne pensi?
La sinistra italiana non può fare una campagna elettorale dicendo agli elettori che dopo il voto si alleerà con Berlusconi. Le campagne elettorali si fanno per vincere e il modo per vincerle è creare una coalizione da presentare agli italiani con patto di legislatura. L’appello di Mattarella va in questo senso. Bisogna inoltre mantenere una procedura. La legge elettorale si fa con tutte le forze disponibili in Parlamento. Però l’iniziativa può nascere dalle forze che sostengono il centrosinistra. Una volta che forze hanno trovato un equilibrio il tavolo si allarga a tutte le altre forze che sono in Parlamento.

Il Mattarellum è ancora una possibilità?
Per raggiungere questo obiettivo il Mattarellum è assolutamente auspicabile. Avrebbe tra l’altro il merito di restituire ai cittadini il diritto di scegliere i loro rappresentati in Parlamento.

Daniele Unfer

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato siria UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Carissimo Segretario del PSI
    Continua a non fermarsi la rapina del nostro Patrimonio nazionale, e gli ultimi annunci di privatizzazione provengono ancora da un Governo di centro sinistra, che in questa Legislatura ha offuscato pesantemente i connotati con cui si dovrebbe riconoscere ed esprimere una forza di Sinistra.
    Sulla Privatizzazione degli ultimi Asset delle vecchie Partecipazioni Statali non bisogna mollare nemmeno di un millimetro. Con le Partecipazioni Statali, nella prima Repubblica abbiamo realizzato il Miracolo economico italiano arrivando a conquistare col Governo Craxi il quinto posto a livello mondiale per valore del PIL.
    Sia in Italia che all’estero hanno utilizzato “Mani Pulite” per fare degli “Affari Sporchi” con le Partecipazioni Statali, depredando i nostri gioielli a prezzi irrisori e addirittura rilevandoli “a debito” come la Telecom (ex SIP).
    Strutture strategiche come le Telecomunicazioni, le Autostrade, Settori dell’Agroalimentare, dell’Energia, del Made in Italy, delle Banche, del Settore Manifatturiero e Metalmeccanico sono finiti in mani straniere.
    Nella Prima Repubblica, la Ricerca scientifica era affidata e resa possibile principalmente solo grazie agli investimenti che le venivano assegnati dalle Partecipazioni Statali, ed ora conseguentemente l’Italia, oltre ad essere stata colonizzata nei settori nevralgici dell’economia, è stata relegata al ruolo di cenerentola in campo scientifico. Nella Seconda Repubblica, invece, oltre a più che raddoppiare il Debito pubblico sono state create 7000 “Partecipate pubbliche” che oltre ad essere fonte di spreco delle Risorse Pubbliche sono anche un coacervo di intrighi di bassa politica, di clientelismo e di scandalose inefficienze.
    Avrei piacere che tu ricordassi al PD e all’ex Presidente del Consiglio, che, dopo la solita propaganda degli annunci, hanno evaso l’impegno che si erano presi di ridurre le Partecipate da 7000 a 1000 e che devono ancora spiegare agli italiani per quale motivo hanno licenziato i due Responsabili della Spending Review il cui compito era quello di avviare la lotta agli “Sprechi” compresi quelli prodotti da queste 7000 Partecipate Pubbliche, che sono Partecipazioni completamente differenti dalle strategiche Partecipazioni Statali della Prima Repubblica. Il Debito Pubblico occorre ridurlo non svendendo quello che ci è rimasto delle vecchie Partecipazioni Statali, bensì mettendo le mani ad una seria lotta all’evasione fiscale, all’economia sommersa della malavita organizzata, alla corruzione e a tutte le fonti di spreco che si annidano nell’Amministrazione Pubblica.
    Questo dovrebbe essere oggi il compito primario del PSI e della Sinistra di Governo per recuperare Risorse economiche in quei Settori citati per utilizzarli in investimenti pubblici produttivi e di sostegno alle imprese italiane e negli interventi a sostegno delle grandi Aree delle Diseguaglianze e del Disagio sociale.
    Carissimo Segretario
    È ora che prendi una ferma posizione ufficiale in Parlamento e sui Media per la difesa di quanto ancora ci è rimasto delle Partecipazioni Statali della Prima Repubblica. Fai un appello e un invito a tutte le Forze politiche che desiderano unirsi al PSI in questa difesa del nostro Patrimonio nazionale.
    Vogliamo lasciare solo al Movimento 5 Stelle l’impegno del Risanamento economico e morale della nostra amata Italia.?? Non lamentiamoci poi a posteriori per avere rinunciato ai nostri doveri affidando di fatto solo a Loro la difesa del nostro Patrimonio nazionale. Il largo consenso ottenuto dai 5 Stelle è principalmente dovuto alle responsabilità delle Forze politiche tradizionali che hanno consentito che tutte le negatività della seconda Repubblica si verificassero.
    Carissimo Segretario.
    Abbiamo il coraggio per affrontare questa battaglia, o continua a pesare su di Noi il condizionamento e il timore che disturbare il manovratore possa costarci la perdita di cinque seggi in Parlamento e una poltrona di Vice Ministro??
    L’avanti è rimasta l’unica Voce con cui possono esprimersi i Socialisti. Utilizzalo anche per trovare il tempo di rispondere alle nostre domande e sollecitazioni.
    “ Vergin di servo encomio e di codardo oltraggio “, spero che tu gradisca l’espressione del mio sentimento fraterno e di italiano europeo.
    Nicola Olanda

  2. A me sembra che l’analisi del Segretario colga abbastanza nel segno quando dice che la Sinistra è rimasta senza popolo, e vede in ritirata il mondo del lavoro e delle professioni, ma se questa è la situazione, indubitabilmente preoccupante, occorre allora cercare di uscirne fuori al più presto, e possibilmente nel migliore dei modi.

    Anche perché il “mondo del lavoro e delle professioni”, che oggi è in oggettiva sofferenza a detta di molti esperti ed osservatori, e per una molteplicità di cause, si configura come fulcro importante, se non fondamentale, per il futuro di un Paese, e dunque non può essere “dimenticato” e neppure trascurato dalla politica..

    A fronte di ciò, un obiettivo prioritario per una forza riformista, o liberal-riformista, dovrebbe essere quello di riportare tale argomento al centro del dibattito politico, avanzando le proprie proposte, e le iniziative di Milano e Bari, sulla storia del socialismo italiano, potrebbero essere la circostanza giusta, col “rilanciare alcune tematiche” che vadano per l’appunto in tale direzione.

    Ma se si crede realmente nelle proprie proposte, specie se avanzate “ufficialmente”, si dovrebbe di riflesso orientare le alleanze o collaborazioni verso chi dette proposte condivide, o può farlo in virtù della sua linea politica, in modo da portarle in porto, essendo questo il ruolo dei partiti e movimenti politici, passare cioè dalle “parole ai fatti”, funzione non sempre facile ma che proprio per questa ragione li distingue e li “nobilita”.

    Se invece le alleanze vengono concepite su base essenzialmente “ideologica”, il che ha ovviamente la sua logica, si corre il rischio che le nostre idee e parole, ancorchè belle ed acclamate, possano restare sulla carta, perché i “compagni di strada” la pensano diversamente, deludendo così chi ci aveva ascoltato e semmai approvato, e spostando altresì in avanti un’eventuale risposta al problema, o ai problemi, come è capitato per i “meriti e bisogni”, visto che ne stiamo ancora parlando dopo oltre trent’anni.

    Paolo B. 28.04.2017

  3. Riguardo al sistema elettorale, altro tema importante, il Mattarellum, qui definito come “assolutamente auspicabile”, potrebbe avere il pregio di soddisfare, per la quota di proporzionale, la questione rappresentanza, ancorché il proporzionale conti soltanto per il 25%, ma evita comunque che possano venir escluse dai banchi parlamentari forze che hanno una significativa base elettorale, e il meccanismo dello “scorporo” consente altresì un recupero cui possono essere interessati i partiti “minori”.

    Quando però ci si sposta sulla quota maggioritaria, ossia i collegi uninominali, c’è chi obietta che potrebbe ottenere la maggioranza parlamentare anche un partito che avesse una percentuale nazionale non elevata, e semmai relativamente bassa, ove riuscisse a prevalere in un determinato numero di collegi, il che significa dare l’assoluta precedenza alla “governabilità”, rispetto alla “rappresentanza”, obiettivo comprensibile visto che un Paese va comunque “diretto”, salvo tuttavia una duplice riflessione.

    Da un lato vi sono le legittime perplessità di quanti non condividono l’idea che, in nome della “governabilità”, la guida del Paese possa venir affidata ad un partito che non rappresenta semmai la maggioranza dei suoi votanti, e resta dipoi il fatto che se il voto degli elettori si distribuisce in modo da essere tri o quadripolare, o ancora più frazionato, ciò sta a dirci che l’elettore non vuole rinunciare alla facoltà di poter indicare nelle urne il partito cui si sente politicamente più vicino, e privilegia pertanto la “rappresentanza”.

    Se ne potrebbe di conseguenza ricavare che l’elettore non è in fondo così contrario, come normalmente si è portati a pensare, all’ipotesi delle alleanze formate successivamente al voto, e non prima, il che potrebbe a sua volta interpretarsi come una tendenza generale, nel comune sentire, più favorevole al “proporzionale” rispetto al “maggioritario”.

    Paolo B. 30.04.2017

Lascia un commento