lunedì, 23 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

La rivoluzione Capitale
dei Cinque Stelle
Pubblicato il 04-04-2017


Roma-mafia-CampidoglioUna proposta di delibera, presentata dalla maggioranza a Cinquestelle in Campidoglio, per modificare lo statuto di Roma Capitale all’insegna della “rivoluzione” della democrazia diretta. Questa l’iniziativa del Campidoglio per introdurre la possibilità di petizioni on line e sperimentare il voto elettronico per i referendum comunali. L’auspicio dei Cinquestelle è “in cinque passare da Mafia Capitale alla capitale della democrazia diretta”. Il progetto è stato presentato dall’assessora alla Roma Semplice, Flavia Marzano, dal presidente della commissione Roma Capitale, Angelo Sturni, e dal deputato M5S Riccardo Fraccaro. L’idea è introdurre petizioni popolari online con la possibilità di illustrarle in aula; abolizione del quorum di partecipazione per i referendum comunali; bilancio partecipativo. “Noi usiamo una piattaforma rivoluzionaria, la Rousseau, e vogliamo avviare questo modello anche dentro il sito di Roma Capitale, dando la possibilità ai cittadini di esprimersi – ha spiegato Sturni -. In cinque anni vogliamo passare da Mafia Capitale alla capitale della democrazia diretta. Vogliamo sperimentare anche il voto elettronico per i referendum sul modello statunitense”. Alla conferenza era presente anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi.

Iniziatica che piace ai Radicali che ritengono “positive le misure annunciate dal M5S a Roma in materia di democrazia diretta e partecipazione. Da una parte, infatti, sono state accolte le proposte da noi avanzate in un incontro con l’assessore Marzano lo scorso novembre e, dall’altra, gli interventi illustrati oggi segnano un’inversione di rotta dell’amministrazione capitolina che finora su questi temi ha predicato meglio di quanto abbia razzolato”. Lo afferma Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani.

Ma nella stessa giornata il Campidoglio è stato teatro di uno scontro molto forte tra il sindaco e il Pd nel corso di un consiglio straordinario in cui si chiedeva alla sindaca di fare luce sulla questione Marra. “Ci auguriamo che venga a raccontare la verità ai cittadini romani e alle forze politiche che hanno fatto richiesta di questo consiglio straordinario. La sindaca Raggi ha avuto, insieme alle persone da lei nominate, gravi responsabilità. Noi chiederemo conto alla sindaca della vicenda della macrostruttura voluta da Raffaele Marra, uomo di stretta fiducia della sindaca Raggi” ha detto la capogruppo del Pd in Campidoglio Michela Di Biase poco prima dell’inizio della riunione d’Aula. La riposta della sindaca è stata netta: “Oggi l’opposizione, piuttosto che impegnarsi sul lavoro e collaborare per il bene dei cittadini, ha deciso di chiedere la convocazione di un consiglio straordinario sul nulla: chiede una verifica della nostra ‘stabilita’ politica’. Ebbene, la giunta capitolina è in ottimo stato, politicamente stabile e attiva”. “Pensate davvero che tutte le voragini di Roma – ha aggiunto Raggi – e non mi riferisco solo a quelle sulle strade, si siano create durante questi pochi mesi di nostra gestione? No. Noi stiamo lentamente rimettendo in piedi ciò che per anni avete distrutto. Non fate più opposizione ma ‘distruzione’ – ha attaccato riferita all’opposizione – ma i cittadini vi abbandonano e non ve ne rendete neanche più conto!”

A questo punto è arrivata la controreplica di Michela Di Biase che rivolgendosi alla sindaca ha detto: “La diffido dall’accostare il mio nome e quello dei consiglieri del Pd al nome di Buzzi altrimenti la querelo”. “Noi non abbiamo chiesto le sue dimissioni quando le è arrivato l’avviso di garanzia ma siamo costretti a chiederle per manifesta incapacità”.

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