sabato, 23 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Le banche venete in default…e dov’è la novità!
Pubblicato il 21-04-2017


Quasi con sorpresa assistiamo al tam tam di notizie le quali ci raccontano che le due banche venete, Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, sono sull’orlo del fallimento: non capiamo l’incredulità! La condanna a morte dei due istituti di credito era stata sentenziata dagli stessi azionisti, quando con una maggioranza bulgara avevano votato la trasformazione dei rispettivi istituti in S.p.a. Infatti, da quel momento tutti i protagonisti della farsa sono rimasti in attesa della scena finale: la camera a gas.

Qualche passaggio saliente, atto primo: viene suggerito ai grandi clienti di liberarsi delle rispettive azioni, mentre quasi contestualmente le stesse vengono vendute in maniera quasi coercitiva ai poveri risparmiatori per garantire i loro affidamenti che rischiano di essere revocati…se non acquistate. Prezzi di vendita dei titoli dai 40 ai 60 euro, titoli i quali, – come da “imbroglio” programmato -, hanno visto crollare il loro valore in pochi mesi ad appena 10 centesimi. Tutto controllato con evidente incompetenza dalla Banca d’Italia, al punto che (notizia delle ultime ore) sembra che Gianni Zonin negli ultimi due anni di regno abbia lasciato un buco fa 4 Mld.

Atto secondo: dopo pochi mesi un manipolo di azionisti ha la meglio sui “dittatori fantoccio”, figli della BCE , e conquista il Consiglio di amministrazione di Veneto Banca, ma non ha il coraggio di andare fino in fondo nel far sottoscrivere l’aumento di capitale imposto dalla Banca Centrale Europea di appena 1 Mld, e soccombe ad Atlante. Intanto i conti correnti con gli ultimi spiccioli si svuotano, una gran parte di aziende affidate falliscono, le famiglie diventano più povere e, per un verso o per l’altro, rimangono senza lavoro comprese le due banche venete le quali, ammazzati i clienti, non hanno un piffero da fare e con le spese di gestione che corrono come forsennate. Tutto secondo copione o imbecillità, vedete voi!

Piuttosto la domanda è perché è successa una cosa tanto grave nel territorio più industrioso del Paese, il Veneto! Molto probabilmente in un momento particolarmente belligerante tra i partiti che si contendono l’ex trono dei Savoia, MPS e banche venete sono diventate il campo di battaglia tra il Pd di Matteo Renzi, e la Lega di Matteo Salvini. Certo che affossare l’economia di un Paese per fini elettorali è davvero sconfortante. Sconfortante al punto che questo gioco al massacro vedrà prevalere nel rush finale il Movimento Cinque Stelle, il quale senza aver mai fatto nulla (in tutti i sensi) vincerà tutto il cucuzzaro, termine dialettale che non si trova sul dizionario: l’antichissimo gioco dei bambini che hanno una zucca ciascuno da giocare, e chi vince le prende tutte. Quindi noi saremmo delle zucche? Beh, parliamone alle prossime elezioni!

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