lunedì, 18 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

L. elettorale. Premio alla lista un azzardo da evitare
Pubblicato il 20-04-2017


Riforma-legge-elettorale“Collegi uninominali, premio di maggioranza alla lista e armonizzazione verso l’alto delle soglie di sbarramento in ingresso tra Camera e Senato”. Questi i punti “centrali” che per il Pd dovranno rappresentare i pilastri della nuova legge elettorale. E’ quanto ha spiegato in commissione Affari costituzionali della Camera il capogruppo dem, Emanuele Fiano, nel prosieguo del giro di ‘consultazioni’ che il presidente Andrea Mazziotti sta svolgendo, prima di delineare una proposta base su cui avviare l’esame nel merito. “Questi sono i punti centrali, sui quali costruire un testo base”, riferisce Fiano.

Il ritorno nell’agenda politica delle legge elettorale per il segretario del Psi Riccardo Nencini è un dato positivo. “Finalmente – ha commentato Nencini – si torna a discutere di legge elettorale. La strada maestra per dare governabilità al Paese è un sistema a collegi uninominali con premio alla coalizione. Siccome nessuno dei partiti è nella condizione di raggiungere da solo il 40%, l’alternativa è consegnare l’Italia all’instabilità permanente. Un gioco d’azzardo da evitare”.

“Dopo l’intervento del Pd in Commissione gli elementi per lavorare al testo base ci sono”. Lo ha detto al termine della riunione della Affari costituzionali, il presidente e relatore, Andrea Mazziotti che, però, non si è sbilanciato nel fare una previsione sui tempi. La commissione si riunirà nuovamente giovedì prossimo, 27 aprile.

Con i punti illustrati oggi dal Pd e ritenuti “centrali”, i dem hanno ufficialmente accantonato – se non cestinato – il Mattarellum (ipotesi di fatto già uscita di scena nelle scorse settimane per la mancanza di ‘numeri’ e la contrarietà di diverse forze politiche) e ora il giro di consultazioni dei partiti che siedono in commissione è terminato. Quello che salta agli occhi è comunque il permanere, nella proposta Pd, del premio alla lista. Un modo per soffocare i partiti alleati del socio di maggioranza della coalizione. Un modo per determinare l’annullamento del pluralismo, in altre parole la continuazione del pensiero veltroniano dell’autosufficienza.

Una proposta che, leggendo la dichiarazione del deputato Pd Dario Ginefra, non si capisce da dove sbuchi. “Apprendiamo da agenzie di stampa – afferma Ginevra – che il Pd avrebbe indicato in Commissione Affari costituzionali, per mezzo del capogruppo Fiano, i ‘punti imprescindibili’ di un testo di legge elettorale alternativo al Mattarellum e che questi sarebbero i collegi uninominali, il premio alla lista e l’armonizzazione delle soglie di Camera e Senato. Tale posizione non è stata oggetto né di una indicazione di partito, né di una decisione di gruppo”. “Premesso che – prosegue – nel merito, due delle tre mozioni congressuali chiedono che la riforma elettorale preveda la reintroduzione del premio di maggioranza alla coalizione, ci interroghiamo sulle modalità con le quali si giunge, su temi cosi’ importanti, ad esprimere la posizione di un gruppo parlamentare. Non vorremmo che il partito a vocazione maggioritaria, possa trasformarsi del tutto in partito a tentazione autoritaria”.

“Dalla posizione assunta oggi dal Pd in commissione – commenta il capogruppo di Ap in commissione Affari costituzionali alla Camera, Dore Misuraca – “emergono un rischio e una certezza: il rischio di lasciare il Paese all’ingovernabilità e la certezza che vogliono rinviare la riforma elettorale”. “E’ chiaro infatti – sottolinea Misuraca – che insistendo sul premio alla lista sanno perfettamente che, al netto della propaganda, nessuna lista arriverà al 40 per cento, e quindi un minuto dopo il voto sarà subito caos istituzionale”.

Non è escluso che il presidente Mazziotti presenti un testo base già la prossima settimana, anche se è plausibile che si entrerà nel vivo della riforma elettorale solo dopo lo svolgimento delle primarie del Pd, il 30 aprile, e quando appunto si conoscerà il nome del nuovo segretario.

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