giovedì, 27 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Legge elettorale. Renzi apre sui capilista bloccati
Pubblicato il 11-04-2017


Matteo RenziMatteo Renzi si è detto pronto a togliere i capilista bloccati dalla legge elettorale: “Sono disponibile: non ho alcun problema a metterci la faccia per prendere i voti”. Quanto alla data delle prossime elezioni l’ex premier ha negato che ci sia un piano per far cadere il governo dopo le primarie del Pd: “E’ una cosa che non è vera. Punto. Il governo in carica sta facendo un grande lavoro”. Parole che hanno rimescolato le carte e risvegliato il dibattito in corso. “Non entro su questi argomenti. Come presidente del Senato non posso che auspicare che al più presto si possa arrivare a una condivisa legge elettorale per prepararci alla nuova legislatura”, ha detto a Bari il presidente del Senato, Pietro Grasso, rispondendo alla richiesta di commentare l’apertura di Renzi. Quanto alla fiducia che si arrivi a una legge elettorale condivisa, Grasso ha detto di essere “sempre fiducioso per carattere”. Anche se la fiducia spesso non è sufficiente. Fatto sta che il superamento dei capilista bloccati sarebbe una novità rispetto all’impianto dell’Italicum.

Togliere capilista bloccati è visto con favore anche da Andrea Orlando, ministro della Giustizia e avversario di Renzi nella corsa alla segreteria del Pd: “Io l’ho chiesto. Se viene accolta questa richiesta penso che sia assolutamente positiva, facciamo un passo in quella direzione”. Pisicchio ha commentato parlando di “segnali importanti”. “Accogliere l’idea che tutti i candidati sono uguali al cospetto dei cittadini significa rovesciare il principio della nomina dall’alto che ha ispirato la legislazione elettorale negli ultimi dodici anni. Su queste basi, dirette alla piena riconciliazione tra corpo elettorale e ceto parlamentare, si potranno sicuramente trovare intese larghe”.

Per ora la posizione di Mdp è di cautela. “Noi aspettiamo le mosse del Pd. Renzi – ha detto Francesco Laforgia, capogruppo Mdp alla Camera – ha fatto approvare l’Italicum che doveva essere la legge migliore del mondo e che noi non abbiamo votato avendo dei dubbi sulla sua costituzionalità; ora il Pd ha il dovere di compiere la prima mossa, facendolo sul serio, non come è stato con il Mattarellum che è stato proposto come cortina fumogena per non cambiare la legge uscita dalla Consulta”. “Noi – ha ricordato – abbiamo indicato tre capisaldi: via i capilista bloccati; rapporto equilibrato tra rappresentanza e governabilità; armonizzazione dei due sistemi. Su questi costruiscano il vestito che vogliono e noi siamo pronti”, ha concluso.

Per il centrista Maurizio Lupi è però ora che il Pd passi “dalle parole ai fatti”. “C’è una proposta di legge di Alternativa popolare già depositata che prevede le tre preferenze, il premio di maggioranza per la coalizione e la rappresentanza in Parlamento per i partiti che superino il 3 per cento. Discutiamone senza aspettare oltre”.

Dall’opposizione Forza Italia non sembra entusiasta delle parole di Renzie. Anzi. Brunetta non ha “visto alcuna apertura da parte in merito alla legge elettorale, ho visto solo giochi e giochetti. Ricordo all’ex premier ed ex segretario Pd che il suo partito ha di fatto la maggioranza in Commissioni Affari costituzionali alla Camera, può fare il bello e il cattivo tempo, e finora non ha deciso assolutamente nulla. Renzi fa battute da Vespa, va bene, ma che dica ai suoi in Parlamento di lavorare ad un testo base che risponda al monito del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Serve un percorso di riforma della legge elettorale condiviso”. La Meloni invece si è detta pronta a votare con Renzi su capilista. Però ha aggiunto che “è difficile credere alla sua faccia di bronzo ma se l’ex segretario Pd volesse fare sul serio non deve fare proclami in tv: alzi il telefono e dica ai suoi parlamentari di votare oggi stesso la modifica della legge elettorale in Parlamento”.

Infine i 5 Stelle. “Renzi – ha detto il vice presidente della Camera M5S Luigi Di Maio – va in giro per trasmissioni a dire tutto e il contrario di tutto. Mi sembra di rivivere la campagna per le primarie del 2013. Ormai è in evidente stato confusionale”.

Edoardo Gianelli

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