venerdì, 28 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

L’Eugen… etica di Scalfari
Pubblicato il 20-04-2017


Ancora una volta l’ex direttore di Repubblica rimuove i socialisti e la loro storia. In un lungo articolo apparso sull’Espresso egli, per dimostrare il superiore livello culturale dei politici del passato rispetto a quelli di oggi, cita gli intellettuali di ogni partito, sotto un’effige congiunta di Moro e di Gramsci. Enumera ovviamente quelli democristiani, pochi, poi quelli comunisti, molti, e i repubblicani, i liberali e perfino gli azionisti. Dei socialisti nessun cenno. Nessun nome. Nemmeno il suo, deputato del Psi dal 1968 al 1972, per sfuggire all’arresto dopo il caso Sifar. O il buon Eugenio si é rincoglionito o si tratta di una rimozione voluta, come se nel Psi non fossero stati presenti intellettuali di gran livello. Oppure, ed é la cosa più probabile, l’omissione rappresenta un’esigenza non nuova dell’Eugenio, quella di stampo Eugenetico, di ripulire la storia italiana dalla presenza del Psi. Cominciamo a enumerarli i nostri per ricordarli anche al grande sacerdote dell’Inquisizione. Da Antonio Labriola, primo traduttore di Marx in Italia, a Carlo Rosselli, fondatore del socialismo liberale, a Ugo Guido e Rodolfo Mondolfo, col loro umanismo marxista, a Filippo Turati che oltre al riformismo lanciò la Critica sociale, a Ivanoe Bonomi, che riportò in Italia le terie di Bernstein, a Ignazio Silone, scrittore tra i più prestigiosi, a Pietro Nenni, giornalista e storico di primo piano, a Eugenio Colorni e Lelio Basso, fino a Bosio e Panzeri, per poi passare ai tempi più recenti, a Bobbio, Arfè, Giolitti, Lombardi, De Martino, fino a Martelli e Amato. E me ne sono dimenticati molti. Se c’é un partito in cui gli uomini di cultura esondavano era il Psi. Scordarsene é errore da matita blu. Per Scalfari non é un refuso. E’ una prassi. Eugen…etica.

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Commenti all'articolo
  1. Carissimo Mauro
    Invia questo tuo commento come lettera del Direttore dell’Avanti al Direttore di Repubblica.
    Ci servirà di misurare anche qual’è il tasso d’influenza della prassi Eugenetica sull’attuale Direttore di Repubblica e quello della sua libertà d’opinione.
    Je suis socialiste

  2. Sono d’accordo con il fatto che queste omissioni sono poco oneste, però, ho notato anche che nella lista giustamente fornita da Mauro non c’è nemmeno una donna….non ce ne sono state di donne significative?.. O nel PSI non hanno brillato per numero, o azioni o… Faccio presente che, per esempio, la fondazione Basso si chiama Lelio e Lisli…e si evidenzia anche il fatto che si parla di uomini di cultura..il linguaggio non molto adeguato al momento, non avertene a male, però sono cose che fanno pensare…

  3. Ciao Mauro
    La riconoscenza non è di questo mondo; ma…lasciamo da parte i personalismi e iniziamo ad analizzare alcuni comportamenti generali. 1. La disfatta del PSI, a partire da tangentopoli, viene causata dai suoi dirigenti che, per folgorazione, sono saliti sul carro del vincitore; 2. Scalfari, eletto deputato del PS dal 1968 al 1972 per sfuggire, come tu dici all’ arresto dopo il caso Sifar, non menziona intellettuali del PSI non per dimenticanza ma perché rimuovendo fatti esterni egli può rimuovere proprie affanni che gli permettono di continuare a vivere con serenità; 3. il PSI deve trovare la sua autonomia e guardare la realtà non soltanto con una visione di uomo al governo, strategia che non sta pagando, ma anche di battersi per l’ uguaglianza dei cittadini e dei lavoratori che oggi si sono visti privati di diritti acquisiti con dure battaglie sindacali sostenute anche dal vecchio PSI e cancellati dall’ odierno PSI che, insieme al PD, ha tentato di cancellare l’ architettura costituzionale alla cui scrittura hanno concorso Lelio Basso e molti altri socialisti da te prima menzionati. Forse per questi motivi uno scrittore qualsiasi si sente in diritto di cancellare la storia socialista. Questo dovrebbe farci meditare. Con molta stima A. Barilaro.

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