domenica, 25 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

L’imperdonabile omissione
di Renzi e Berlusconi
Pubblicato il 18-04-2017


Mi riferisco, a proposito di imperdonabile omissione, in primo luogo a Renzi. Come si fa ad attraversare i lavori parlamentari e l’attenzione dell’intero Paese per oltre due anni varando una riforma costituzionale ritenuta indispensabile per poter competere con gli altri Paesi europei nel processo legislativo e decisionale, superando il bicameralismo paritario, unico sopravvissuto in tutta Europa e poi abbandonare il campo di una grande battaglia come fosse un dolente incidente di percorso dopo la sconfitta, da cui prendere le distanze con una vera e propria rimozione? Quale coerenza può riscontrare l’opinione pubblica in generale e quelli che hanno votato sì, tra l’altro potenziali elettori determinanti per il raggiungimento di quel 40% necessario per assicurarsi il premio di maggioranza? Quello che ambisce a ripresentarsi come leader del centrosinistra non è forse quello stesso Renzi che, consapevole della posta in gioco non solo per il PD ma per tutto il Paese, aveva pubblicamente affermato che in caso di sconfitta avrebbe abbandonato la politica,salvo poi aver capito l’enormità della scommessa e fare a parole di circostanza marcia indietro? Possibile che di fronte ad uno schieramento di forze, comprese quella parte interna che poi è arrivata alla scissione, un leader degno di questo nome, non presumendo troppo delle sue forze, non abbia disponibile un piano B per richiamare tutte le forze al senso di responsabilità verso il Paese fuoriuscendo dalla logica perversa di un referendum sulla sua persona? Dal modesto mio personale punto di osservazione mi sono fatto carico di rappresentare questa necessità alla ristretta cerchia dei suoi collaboratori molto prima del referendum come replica immediata di coinvolgimento di tutti alle loro responsabilità appena dopo il prevedibile esito negativo della consultazione. La soluzione da me anticipatamente prospettata era quella di chiudere la legislatura, legittimandone la prosecuzione fino alla scadenza naturale, varando un’Assemblea costituente, da eleggere insieme alle politiche (tra l’altro evitando costi aggiuntivi), ma limitata sui punti di revisione, non oltre un anno di durata e con l’incompatibilità tra i suoi membri e quelli delle assemblee elettive, avendo verificato che il duplice impegno a livello parlamentare aveva visto sempre prevalere gli equilibri di governo sugli intenti riformatori. E’ a questo punto che all’imperdonabile omissione di Renzi bisogna associare le responsabilità di Berlusconi. In una mia lettera aperta pubblicata sulla Stampa e rivolta alla designata vittima di turno di Berlusconi dopo averla indicata come possibile successore, Stefano Parisi, esprimevo il mio consenso alla proposta da lui avanzata, tra gli intenti di rinnovamento, di addivenire ad un’Assemblea costituente con le stesse caratteristiche da me prima indicate. Le ragioni, a tutt’oggi ancora valide,erano di coinvolgere tutte le forze politiche ad una piena assunzione di responsabilità verso il Paese se vuole meritarsi di rimanere nel gruppo di testa della nuova UE, senza che ci siano mercanteggiamenti su altri livelli specie se di governo. L’iniziativa congiunta di PD e FI, oltre a ribadire la bontà del lavoro compiuto, sottolineando il pregio della gradualità del processo riformatore nel contesto delle forze resesi disponibili, allontanava da Berlusconi la penosa impressione che l’abbandono del processo riformatore non fosse motivato dall’inesaudita attesa di un salvacondotto che lo sottraesse alla decadenza da senatore in applicazione della legge Severino votata anche da FI. Un ripensamento nel senso auspicato sarebbe ancora possibile ed allontanerebbe l’accusa al Parlamento di arrivare a fine legislatura solo per far scattare il regime residuale dei vitalizi.

Roca

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Commenti all'articolo
  1. Personalmente trovo un po’ “singolare” andare alla ricerca del s e n s o d i r e s p o n s a b i l i t à” in Renzi e in Berlusconi. entrambi se ne sono mostrati particolarmente sprovvisti in parecchie occasioni.

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