domenica, 25 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Ma a Milano insultano gli ebrei…
Pubblicato il 26-04-2017


Mentre a Roma non é stato possibile raggiungere un’intesa tra Anpi e comunità ebraica, in particolare Brigata ebraica (composta penso più dai successori che dagli effettivi) e i cortei del 25 aprile sono stati due, tutti hanno elogiato Milano dove invece hanno sfilato insieme. Resta il fatto che gli ebrei sono stati ancora oggetto di insulti da parte di chi sventolava bandiere palestinesi e di qualche decina di scalmanati che seguivano il corteo. In generale si tratta di ignoranti, con sembianze italiane e non palestinesi, nel senso etimologico della parola. Di gente che non conosce la storia, che non ha mai letto delle gesta della Brigata ebraica contro il nazifascismo e che confonde gli ebrei con la politica dello stato di Israele. Ma ci sono anche, tra quelli che urlavano “fascisti” agli ebrei, coloro che, invasati da un’ideologia anti occidentale e filo islamista, urlando contro gli ebrei disprezzavano noi, l’Occidente, l’Europa, l’Italia. Ecco, costoro non devono sfilare il 25 aprile. Questo dovrebbe essere chiesto all’Anpi. No, il 25 aprile non é la festa di tutti. E’ solo la festa di chi ama la libertà. Coloro che urlavano “fascisti” agli ebrei urlavano contro tutti coloro, come i milioni di ebrei massacrati nei campi di concentramento e altrove, che avevano sacrificato la loro vita per la nostra libertà. Per me i denigratori degli ebrei e del nostro mondo libero stanno dall’altra parte della barricata. Io con loro non sfilerò mai. Se mi accorgo che ci sono saluto e vado al bar.

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Commenti all'articolo
  1. Scrive il Direttore “saluto e vado al bar”, e pure a me è capitato qualcosa di simile, ovvero di “mettermi di lato”, pur in una situazione non proprio sovrapponibile.

    Per lungo tempo non avevo mai mancato di prender parte alla annuale commemorazione di un fatto di sangue, del quale rimase vittima una formazione partigiana, ma poi quella circostanza divenne anche motivo ed occasione per avanzare critiche ai leader politici di turno, ossia quelli volta a volta sgraditi.

    Ciò mi ha portato, in un primo momento, a recarmi soltanto alla funzione religiosa, ivi svolta in ricordo di quei caduti, evitando o quasi la seconda e restante parte della commemorazione, divenuta a mio avviso troppo “politicizzata”, come per l’appunto dicevo, e ho poi finito col decidere di non andarvi più.

    Paolo B. 27.04.2017

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