venerdì, 26 maggio 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Migranti: nel mediterraneo, 42.974 arrivi e 962 morti
Pubblicato il 21-04-2017


immigrazioneDall’inizio dell’anno 42.974 migranti e rifugiati sono giunti in Europa via mare e 962 sono morti: lo ha reso noto oggi a Ginevra l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). I dati sono aggiornati al 19 aprile. L’85% degli arrivi è stato registrato in Italia (36.703) ed anche il più alto numero di morti è segnalato sulla rotta del Mediterraneo centrale (898).

Il portavoce dell’Oim in Italia, citato in una nota, ha osservato che i 36.703 arrivi dall’inizio del 2017 superano di oltre 10.000 il numero degli arrivi registrato per lo stesso periodo nel 2015 e nel 2016. Per il 2017, i principali paesi di origine delle persone giunte in Italia sono Guinea, Nigeria, Bangladesh e Costa d’Avorio.

E in questo quadro l’Italia si distingue per essere la prima in Europa per la concessione della nazionalità ai migranti. Le tre nazionalità che più si sono viste riconoscere quella italiana sono albanesi, marocchini e romeni. Soni i dai che emergono da Eurostat per il 2015 e che indicano a livello Ue una tendenza costantemente in calo, con 840mila persone contro le 890mila del 2014 e le

980mila del 2013. L’Italia, nel 2015, ha concesso la cittadinanza a 178.035 persone, di cui il 19,7% albanesi, il 18,2% marocchini e l’8,1% romeni. Secondo Paese per più nazionalità concesse la Gran Bretagna con 118mila, poi la Spagna con 114.351, la Francia 113.608, e la Germania con 110.128.

L’Italia risulta essere inoltre il Paese dell’Ue che più ha concesso la nazionalità a marocchini (37,7% delle nazionalità totali concesse dai 28), agli albanesi (72,6%), ai romeni (50,7%), ai cittadini del Bangladesh (51,6%), ai filippini (28,9%), ai senegalesi (42,8%), ai ghanesi (38,6%), ai serbi (30,2%) e agli egiziani (56,7%).

Ma quando si parla di migranti, si parla anche di diritti. Infatti il trattamento dei richiedenti asilo e soprattutto dei minori Migranti continua a destare “preoccupazione in molti paesi d’Europa”. L’allarme viene lanciato dall’agenzia Ue per i diritti fondamentali. Secondo l’ultimo rapporto dell’organismo, incaricato dalle istituzioni comunitarie di monitorare la situazione in termini di rispetto dei diritti fondamentali, “i minori non accompagnati ricevono spesso un sostegno limitato: salute e benessere peggiorano e si segnalano tentativi di suicidio quando vengono trasferiti o semplicemente avvicinati da un adulto”. A porre problemi sono anche i metodi utilizzati per verificare l’età dei minori, oltre alla mancanza di competenze da parte delle persone incaricate di occuparsene. Ma le preoccupazioni non riguardano solo i minori: il rapporto fa notare che esistono problemi in termini di sovraffollamento delle strutture di accoglienza, mancanza di infrastrutture e servizi adeguati e di un crescente utilizzo della detenzione per i richiedenti asilo. Non c’è un’assistenza medica sufficiente soprattutto per le malattie mentali (ansia e depressione sono frequenti fra i richiedenti asilo) e il diritto alla privacy, soprattutto quella delle donne, non viene sempre rispettato. Infine, resta alta la preoccupazione per la diffusione di argomenti di propaganda contro i Migranti, con incitamento all’odio soprattutto attraverso siti internet e social network. Il fenomeno, sottolinea il rapporto, è particolarmente allarmante nei Paesi Bassi, dove circa un quinto dei “discorsi d’odio” che si trovano online ha come obiettivo i Migranti.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato siria Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento