lunedì, 24 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Omofobia. I socialisti contro le discriminazioni
Pubblicato il 05-04-2017


omofobiaEra il 17 maggio 1990 quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità eliminò l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali elevandola a naturale variante della sessualità.

L’approvazione della legge contro l’omofobia e contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere da parte del Consiglio Regionale dell’Umbria, segna un altro importante passo della comunità umbra verso la costruzione di una società concretamente democratica, egualitaria ed inclusiva.

La lotta alle discriminazioni tutte e la difesa della libertà di formazione delle coscienze, il rispetto delle opinioni e la piena tutela dell’espressione di esse nel consesso sociale è nel dna storico dei socialisti che si sono storicamente battuti soprattutto per i diritti delle persone, ed in questo caso, indipendentemente dai loro orientamenti sessuali .

Questa legge si propone di evitare qualsiasi forma di discriminazione nell’ambito del lavoro, della scuola e nella vita sociale e familiare ed intende promuovere la formazione di un’opinione pubblica comune che faccia propria la cultura del rispetto delle differenze e la ferma condanna della mentalità omofobica, prevenendo già in ambiente scolastico il bullismo basato sulla discriminazione relativa all’orientamento sessuale.

Troppo dolore, sofferenza, suicidi di ragazzi; troppa emarginazione nei rapporti interpersonali, anche attraverso l’immenso potere dei social e della rete, si sono registrati negli ultimi anni , e si continuano a registrare presso la nostra comunità. Noi socialisti, invece, siamo – dalla nascita del nostro partito – a favore di una forte difesa dei diritti civili il cui esercizio è fondamentale per vivere in libertà e sicurezza, con piena dignità personale e sociale, con perfetta integrità fisica e psichica .

La legge oggi approvata esprime l’urgenza di un’azione comune che parta dall’educazione dei ragazzi secondo i valori di libertà e democrazia, con azioni proattive precise, volte a riformare, a rinforzare gli strumenti attualmente previsti dalle normative scolastiche, rispetto a tale importante aspetto, costruendo inoltre precise garanzie di tutela dei cittadini adulti, nell’ambito lavorativo, nei loro percorsi di carriera come nella civile convivenza .

Per queste finalità, ben espresse dal provvedimento legislativo, riaffermiamo un sostegno che viene dalla nostra tradizione riformista e non vuole essere certo la rincorsa di una moda ideologica, di facciata.

Esso rappresenta in realtà la nostra battaglia di sempre verso ogni ostacolo, ogni pericolo, non solo per la salute delle persone, ma per il loro diritto al godimento di un’esistenza sicura, libera e dignitosa, al diritto di una crescita umana e professionale, al diritto di tutti alla felicità e ad una ottimale qualità della vita, a prescindere dal privato o pubblico orientamento sessuale.

Silvano Rometti

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Commenti all'articolo
  1. Quando si teorizza “il rispetto delle opinioni e la piena tutela dell’espressione di esse…”, prendendo a prestito un passaggio di queste righe, bisognerebbe poi accettare l’idea che qualcuno possa avere idee diverse dalle nostre, anche in tema di omofobia, altrimenti si rischia di diventare paladini del cosiddetto “pensiero unico”, mentre anche la libera manifestazione delle proprie opinioni rientra, se non erro, “nel dna storico dei socialisti”, secondo il principio della famosa frase, attribuita a Voltaire, ovvero «Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire» .

    Peraltro, non mi è mai riuscito di comprendere, verosimilmente per mia incapacità interpretativa, o scarsa conoscenza della materia, come un diritto protetto da norma costituzionale (art. 21 della nostra CARTA), ossia quello che consente a ciascuno “di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” – concetto che mi sembra peraltro ribadito nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948 – possa essere in qualche modo limitato da norme ordinarie, nel senso di capire, applicando il ragionamento alla fattispecie, fin dove possa spingersi la mia libertà di opinione per non ricadere nella “omofobia” (e altrettanto vale per altri dei cosiddetti “reati di opinione”).

    Paolo B. 09.04.2017

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