martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Privatizzazioni, Nencini, giù le mani dalle Ferrovie
Pubblicato il 19-04-2017


treno-2Nella audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, il ministro delle Finanze Padoan, intervenendo in via preliminare all’esame del Def, ha parlato di privatizzazioni e anche di ferrovie. “Credo – ha detto – che si debba parlare tranquillamente di privatizzazioni. Sul tema ribadisco la mia posizione: sono uno strumento importante non solo di finanza pubblica ma di politica industriale. Poi ci sono situazioni diverse”.

Sulle ferrovie Padoan ha aggiunto che “l’integrazione tra il gruppo Ferrovie dello Stato e l’Anas, avviata con il decreto legge di martedì scorso, ha la finalità di migliorare la capacità di programmazione delle opere infrastrutturali di competenza delle centrali pubbliche. Ma è necessario migliorare anche le attività delle amministrazioni regionali e locali, che il Governo intende coadiuvare con organismi capaci di erogare attività di supporto tecnico e valutativo”. “La spesa complessiva per investimenti e contributi agli investimenti – ha aggiunto il ministro – si è ridotta nelle amministrazioni locali (-1.281 milioni) mentre è aumentata nelle amministrazioni centrali (+2.163 milioni). Tale andamento è il risultato anche di specifici fattori contingenti. In particolare, sul calo della spesa delle amministrazioni locali nel 2016 hanno influito sia la chiusura del ciclo della programmazione comunitaria 2007-2013, sia la complessità ed una prima fase di incertezza del passaggio alle nuove regole di contabilità introdotte nel medesimo anno”.

“Padoan – ha commentato Riccardo Nencini, segretario del Psi e vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti – sostiene che si debba parlare di privatizzazioni. Bene, ma non vedo perché si debba mettere la rete ferroviaria nel mirino. Privatizzare il ferro regionale significherebbe di fatto consentire la penalizzazione di un servizio utile a studenti e mondo del lavoro. Lì si fanno pochi profitti e temo che il privato tratterebbe quel servizio come un servizio di seconda categoria. Aggiungo che infrastrutture primarie indispensabili allo sviluppo di una nazione dovrebbero essere gestite dalla mano pubblica”.

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