domenica, 30 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

QUALCOSA SI MUOVE
Pubblicato il 10-04-2017


istat-produzione-industrialeLa produzione industriale a febbraio 2017 cresce dell’1% rispetto a gennaio 2017 secondo le statistiche Istat, che mostrano un rimbalzo dopo il risultato negativo di inizio anno. Rispetto a febbraio 2016 c’è un aumento dell’1,9% nei dati corretti per gli effetti di calendario e un calo del 2% nei dati grezzi, a causa della differenza dei giorni lavorati, uno in meno. Sul mese risultano in espansione i beni strumentali (+2,9%) e i beni intermedi (+2,2%), diminuisce invece la produzione nell’energia (-6,2%) e nei beni di consumo (-0,2%).

Nella media dei primi due mesi dell’anno la produzione è aumentata dello 0,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I dati su base annua corretti registrano un “significativo aumento nel comparto dell’energia (+7%) e, in misura più limitata, nel comparto dei beni intermedi (+2,4%); diminuzioni segnano invece i beni strumentali (-1,5%) e i beni di consumo (-1,1%)”, osserva l’Istat.
Per quanto riguarda i settori di attività economica, a febbraio 2017 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+10,9%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+4,5%) e della attività estrattiva (+4%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei ettori della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-5,8%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi ?(-5,4%) e delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-5%). Un vero proprio balzo in avanti lo registra il settore auto che in Italia aumenta dell’8,5% a febbraio 2017 rispetto all’anno precedente.

I consumatori però non festeggiano affatto. Anzi, per Federconsumatori e Adusbef , la crescita della produzione industriale registrata dall’Istat a febbraio non è “dovuta ad un incremento della domanda di beni da parte delle famiglie, che anzi continuano a fare i conti con rinunce e tagli”. Infatti secondo l’analisi dall’Onf (Osservatorio Nazionale Federconsumatori) è in calo persino la spesa nel settore alimentare, diminuita del -12,6% dal 2008 a oggi.

“Tale contrazione è segno che le famiglie stanno vivendo una situazione di estremo disagio, confermata anche dai gravi tagli avvenuti sulle spese per la salute, con vere e proprie rinunce alle cure (dal 2008 la spesa relativa a questo delicatissimo settore è diminuita del -28,9%)”, si legge in una nota. “Dati e cifre che richiedono a gran voce interventi in grado di dare un svolta alla nostra economia, improntata alla crescita, ma soprattutto alla ripresa occupazionale”.

Per quanto riguarda marzo però, il Centro studi di Confindustria rileva un calo della produzione industriale dello 0,4% su febbraio, quando c’è stato un incremento dell’1% su gennaio, come comunicato oggi dall’Istat. L’andamento dell’attività industriale nei mesi di febbraio e marzo, spiega il Csc nell’indagine rapida sulla produzione industriale, “risente negativamente del venir meno della spinta alla produzione di energia elettrica, che pesa l’8,3% sull’indice generale, che era stata data dalla minore produzione di fonte nucleare francese e che lo aveva sostenuto nella seconda metà del 2016. In febbraio la generazione di elettricità è arr
etrata del 7,1% su gennaio e in marzo tale andamento negativo dovrebbe proseguire”. Nel primo trimestre 2017, indica quindi il Csc, la produzione industriale cala dello 0,6% congiunturale (dopo +1% nel quarto trimestre 2016).

I dati diffusi oggi dall’Istat sull’industria sono stati commentati su twitter da diversi senatori del Pd. “C’è ancora tanto da fare, ma Italia riparte, finalmente, non è più solo un auspicio. Sono fatti”, scrive Magda Zanoni, mentre Mauro Del Barba twitta: “Che bello essere ripetitivi quando i dati sono positivi! Le riforme servono. “Ancora dati positivi sulla produzione industriale, riprendiamo a crescere”, è il tweet di Pamela Orrù.

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